Mancini potrebbe portare due ottime contropartite. Il punto reparto per reparto, prestiti in quantità industriale. Un incentivo per chi compra all'estero.

05.06.2019 18:08 di Luca Ronchi   Vedi letture
Mancini potrebbe portare due ottime contropartite. Il punto reparto per reparto, prestiti in quantità industriale. Un incentivo per chi compra all'estero.

Oltre a Zapata, l'indiziato numero due a lasciare Bergamo, è Gianluca Mancini destinazione Roma o Milan. La destinazione del giocatore è importante, perchè in entrambe le squadre, l'Atalanta ha individuato due contropartite molto valide. Considerato che dopo la mia esclusiva dell'estate scorsa, il nome è diventato di dominio pubblico, ve la posso dire: Stephan El Shaarawy, lanciato proprio da Gasperini a Genova. Dal Milan, fatevelo dire dai vostri espertoni che ne sanno mille volte più di me. E' un nome complicato, ma è sul mercato, per cui..... 

BIRASCHI- Dal Genoa intanto sembra vicino il difensore Biraschi. 

ATTACCO- Per l'attacco Muriel piace, più di Pavoletti, ma dipende da chi dovrà scegliere, perchè Sartori e Luca Percassi sono più per il colombiano, Gasperini per Pavoletti. Io conto zero, ma dico Muriel e stalkerizzo Luca Percassi da anni. 

Ora pensate a questo attacco da alternare: Zapata, Muriel/Pavoletti, El Shaarawy, Gomez, Ilicic. Più varie ed eventuali. Sotto l'elenco reparto per reparto di chi potrebbe partire, restare e dei prestiti perenni che nessuno vuole prendersi a titolo definitivo. 

PALI E DIFESA 

Gollini, appena convocato dal c.t. Mancini per i due match contro Grecia e Bosnia, sarà confermato partendo come prima scelta. Alle sue spalle cresce il classe 2000 Carnesecchi (della Primavera), da valutare la posizione di Berisha: 22 presenze nell'ultima stagione (5 in meno del "rivale") e una maglia da titolare smarrita a inizio marzo. Addio non da escludere, mentre Radunovic (impegnato con l'Under-21 serba in vista degli Europei) cercherà di rilanciarsi dopo la rottura del crociato a novembre (con la Cremonese). Sportiello, di rientro dal Frosinone, saluterà. Capitolo difesa: certi Toloi (operato alla caviglia a fine aprile, a disposizione a fine luglio?), Palomino, Masiello e Djimsiti, può restare anche Mancini (valore di 25 milioni, obiettivo numero uno della Roma dell'ex d.s. Monchi). Come Ibañez, arrivato in inverno dal Fluminense (a Zingonia soddisfatti della sua crescita). Infine, potrebbero farsi le ossa altrove il classe '98 Varnier (out da luglio 2018 per la rottura del crociato anteriore destro), Bettella (l'anno scorso al Pescara) e Asmah (25 presenze nel campionato slovacco con la maglia del Senica).

A CENTROCAMPO

Qui si corre, in mezzo e sugli out esterni. Intoccabili De Roon e Freuler (in campo domani e giovedì per la Nations League), Hateboer e Castagne sono le rivelazioni del 2018-2019. I Percassi chiedono almeno 20 milioni di euro, ma proveranno ad alzare il "muro": olandese vicino al Valencia l’estate scorsa, per il belga (in scadenza nel 2021) ipotesi prolungamento per allontanare il Napoli. Promosso il tedesco Gosens (oggi valutato quasi 10), molto probabilmente proseguirà con l’Atalanta (la Bundesliga, il sogno mai nascosto, può aspettare). Alla ricerca di spazio i giovani Pessina e Reca, attese novità significative per Pasalic. Ad aprile il primo incontro con il Chelsea (proprietario del cartellino), le parti continuano a trattare: ragazzo ed entourage spingono per non andar via. Gli altri giocatori in prestito: Mattiello (il Bologna non lo riscatterà, ma il futuro è lontano da Bergamo), D'Alessandro (vuole restare all’Udinese, aspetta un segnale della società), Melegoni (Pescara), Haas (Palermo) e Cabezas (all'Emelec fino al 30 giugno 2020). Ancora da analizzare la situazione di Valzania, di nuovo a Zingonia dopo l’esperienza di Frosinone.

IN ATTACCO

Si avvicina la permanenza di Zapata ("Il mio sogno? Conquistare un trofeo con l’Atalanta", ha spiegato domenica), zero dubbi su capitan Gomez: previsto prossimamente un incontro tra dirigenza ed entourage per discutere rinnovo e adeguamento dell'attuale contratto (1,6 milioni fino al 2022). Resiste, invece, l'interesse del Napoli per Ilicic (raggiunto l’accordo per un triennale da 6,6 milioni complessivi). Possibilità di cambiare aria? Al momento, poche. Aumentano, invece, per Barrow: in inverno secco "no" all’Empoli (per il prestito con diritto di riscatto), dopo la retrocessione in Zweite Liga si allontana lo Stoccarda, che nelle scorse settimane ha sondato il terreno. Il gambiano è considerato un patrimonio del club, ma la cessione a titolo temporaneo può rappresentare la soluzione migliore per trovare continuità d’impiego. Ne parleranno, nel faccia a faccia di questa mattina, l’agente e il d.t. Giovanni Sartori. Rientrerà poi Cornelius (dal Bordeaux, fuori dal progetto nerazzurro), idem Tumminello (Lecce) e Vido (Perugia). Giovani forti e italiani, potenzialmente importanti. Soprattutto per la Dea del domani.

PIU' CONVENIETE ACQUISTARE ALL'ESTERO?

C'è una norma governativa che favorisce gli acquisti di giocatori dall'estero. Per farvi un esempio: un Pavoletti a 20 milioni, lo puoi trovare alle stesse cifre all'estero, ma pagando meno sin tasse.

L'assalto del Napoli a Lukaku è la prova che il Decreto Crescita ha messo in fibrillazione il mondo del calcio (e non solo). Tutti i club sono attratti dai forti sconti fiscali all’orizzonte per i calciatori stranieri e per quelli italiani rimpatriati dopo almeno due anni all’estero. E come sempre accade in questi casi, il mercato corre veloce, si attrezza. Ad esempio Antonio Conte ha ponderato quest’opzione prima di firmare il triennale con l’Inter ma poi ha scelto di rinunciare, non avendo certezze sull’iter fra Italia ed Inghilterra ai tempi della Brexit. Invece Godin sta ancora facendo le valutazioni e il club nerazzurro ha interesse a non fargli fretta, come pure si sta interrogando il gallese Ramsey, che s’è legato alla Juve per quattro anni. Non può avvalersene di sicuro. invece, Maurizio Sarri che ha lasciato l’Italia per una sola stagione, mentre il portoghese Fonseca ne avrebbe diritto se chiudesse l’intesa con la Roma.

Le incertezze

Tra i colpi in canna c’è Matteo Darmian, ormai da quattro anni al Manchester United: l’ex Torino ha ottenuto una sorta di via libera dal suo club e il possibile risparmio sui costi al lordo del suo ingaggio invoglia non poco. Da tempo si parla di un interesse dell’Inter, più che della stessa Juve, senza trascurare la Roma. E siamo solo all’inizio di una sessione estiva che potrebbe segnare un boom delle operazioni dall’estero se le pedine non cambieranno posto. Ma perché ancora tante incertezze? Andiamo con ordine. Innanzitutto il Decreto Crescita va convertito in legge entro il 29 giugno (pena la decadenza); in secondo luogo è importante che eventuali emendamenti non alterino il quadro normativo. E poi ci sono mille implicazioni che regolano i rapporti con l’Agenzia delle Entrate.

 

Il 30% o il 10%?

Secondo la stesura iniziale, il nuovo tesserato ha diritto a pagare le tasse sul 30% dell’imponibile. Invece la soglia scende addirittura al 10% se va a lavorare in Campania, Abruzzo, Calabria, Basilicata e Sicilia: tanto per rimanere alla A, dunque, di questo super-incentivo possono avvalersi sia il Napoli, appunto, sia il neo-promosso Lecce. E ciò spiega il movimentismo di queste settimane, con gli agenti interessati a promuovere i propri assistiti, ma soprattutto con gli specialisti del settore tributario a dispensare consulenze. Sulla piazza milanese lo studio Facchini-Rossi ha giocato d’anticipo, con il tributarista Stefano Massarotto in prima battuta: <C’è tanta attenzione sull’argomento e noi consigliamo cautela a tutti. Ad esempio, come verrà considerato il periodo del 2019? I benefici, infatti, hanno effetto per l’anno solare 2020. C’è ottimismo su quest’aspetto perché la residenza fiscale resta nel Paese straniero dopo 180 giorni di residenza».

Ma a questa constatazione ne segue un’altra: la norma sui rimpatriati prevede che lo Stato conceda il risparmio per chi resta nel nostro Paese per almeno due stagioni. Ma non basta: se passa il concetto che i primi sei mesi di contratto non ricadono nella lente del nostro Fisco, allora, vorrà dire che saranno necessari tre anni di permanenza sportiva nel nostro Paese. Sulla delicata vicenda si sta adoperando anche lo studio Maisto: in particolare Mario Tenore, che ci tiene a precisare: «I calciatori preferiscono pattuire al netto i loro guadagni. Così il risparmio sul lordo (e il relativo rischio) riguarda solo la società. Occorre, allora, indicare tutte le strade perché le parti trovino un’utilità comune. E incide pure il peso di una possibile controversia davanti al Fisco». In questo ventaglio di ipotesi c’è anche la figura dei prestiti: saranno ammessi se non vanno oltre una stagione sportiva? Il count down tiene tanti con il fiato sospeso. Basta il minimo cambiamento in Parlamento per far cadere il castello delle speranze. C’è tempo sino al 29 giugno. Poi, o tutto o niente. (Gazzetta dello Sport)