Applausi al sommo, continua ad educare il tuo popolo. Sul var ha stra ragione!

25.11.2019 15:51 di Luca Ronchi   Vedi letture
Applausi al sommo, continua ad educare il tuo popolo. Sul var ha stra ragione!

Ho sempre letto con grande interesse e criticato aspramente il sommo dell'Eco di Bergamo, per le sue analisi poco obiettive da tifoso ultras, ma grazie all'intervento dell'ex caporedattore della pagina sportiva, da un anno circa, bisogna ammettere che il sommo ha cambiato completamente registro. Diciamo le stesse cose, la pensiamo esattamente uguale, solo che lui lo dice accarezzandovi come esseri inferiori, invece io mi incazzo, perchè non riesco a concepire come una persona dotata di un solo neurone funzionante, possa dire certe cagate fotoniche. Però a questo punto, visto che il sommo è letto da centinaia di migliaia di tifosi, al suo confronto sono una scoreggia nell'universo, sono contento che vi stia educando o almeno tenti di farlo. Peccato che molti giornalisti locali non prendano esempio e continuano imperterriti a leccare il culo, facendo i populisti, andando dietro alla massa dei pecoroni per un like. Ecco cosa scrive oggi sul tema Var e la frase finale sull'episodio di Cuadrado, è una palata di merda in faccia alle capre terrapiattisti. 

Il Var è quasi sempre giusto Il limite? Sui falli di mano va ridotta la discrezionalità

Il Var tiene banco. Anche il giorno dopo Atalanta-Juve 1-3 si parla di arbitri ed episodi, non di calcio. Interpretazioni, analisi e giudizi imperversano a tutti i livelli. Da accaniti sostenitori della tecnologia, proviamo a guardare le cose alzando lo sguardo. Primo: il Var è uno straordinario passo avanti fatto dal mondo del calcio. Partite di alto livello senza il supporto della tecnologia non sono più immaginabili, chi non ce l’ha lo reclama, chi l’aveva programmata per il futuro accelera. In Europa League si doveva partire la prossima estate, si partirà dai turni a eliminazione diretta di febbraio

La ragione è chiara: la tecnologia fa quasi sempre giustizia. Prima la goal-line technology ha risolto il 100% dei dubbi sui golnon gol. Poi il Var ha risolto il 100% dei problemi del fuorigioco. La valutazione ora è oggettiva, le telecamere danno proiezioni certe, quindi non si discute più. Decide il Var. Punto. Altra cosa sono le decisioni di gioco. La quasi totalità dei calci di rigore per contatti ora porta a risposte chiare. C’è ancora un minimo margine di discrezionalità, ma è il margine dell’errore arbitrale da accettare. Ma siamo a un numero di casi ridottissimo, che però si tende a evidenziare scordandosi dei tanti casi risolti. Nell’utilizzo della tecnologica resta però un problema serio che non si riesce ad affrontare con oggettività: i falli di mano in area. Rizzoli nell’incontro di martedì con le società ha usato «l’uomo vitruviano» di Leonardo per spiegarsi, ma ha lasciato una zona «grigia». Quando il braccio non è attaccato al corpo (non è mai rigore) e non è sopra la spalla (è sempre rigore tranne pochi casi specifici), c’è la «zona grigia» della discrezionalità arbitrale. Ci sono casi simili valutati in modo opposto, e la casistica è tale che non se ne esce. Per risolvere il problema c’è una sola via: il prima possibile (per l’estate) va migliorato il regolamento, per ridurre la discrezionalità dell’arbitro e fissare certezze. Non interpretazioni ma regole da applicare. Nel frattempo continuerà il caos interpretativo: in campo da arbitri diversi su casi simili, fuori da addetti ai lavori diversi sullo stesso caso. Eccoci ad AtalantaJuve. Qui abbiamo giudicato errori sia il rigore dato che quello negato, e giustificato il mancato intervento sul mani di Cuadrado. È avvenuto 12 tocchi prima del gol, è in parte involontario, l’Atalanta ha poi anche preso la palla (Pasalic). A buonsenso, se arbitra l’arbitro, l’episodio va accettato. È come i «rigorini»: ci stanno e non ci stanno. Ma mettere in discussione la tecnologia per questo è come sparare al rivale perché ti ha urlato «somaro!». No dai...