Dal Valo a Belotti fino all'Associazione ATA, la curva 2.0 prende forma. Bastano 5’ per perdere credibilità, anni per riconquistarla. Quell’incontro con il “Baffo”….

 di Luca Ronchi  articolo letto 2343 volte
Dal Valo a Belotti fino all'Associazione ATA, la curva 2.0 prende forma. Bastano 5’ per perdere credibilità, anni per riconquistarla. Quell’incontro con il “Baffo”….

Non conosco “Valo”, soprannome di Valota credo, un ragazzo con la barba da talebano e la pelata da tibetano, un ragazzo che scrive (bene), nella pagina Facebook della Curva Nord, è spesso ospite alla trasmissione dedicata agli ultras, parlando un italiano corretto e fluido, padre di famiglia e credo (se non ricordo male), sia un responsabile nell’azienda Giochi Preziosi. Con lui, sempre se la memoria non mi inganna, ho avuto tanti anni fa, confronti verbali sulla pagina Facebook AtalantaNews (nome iniziale del sito). Mi ha sempre criticato, ma lo faceva con educazione e mi ricorderò sempre una battuta che tutt’ora, a ripensarci, mi fa sorridere.

L’Associazione A.T.A, promotori di iniziative bellissime per tutti i tifosi civili, con la partecipazione dei Club Amici dell’Atalanta, un’associazione che seguo con grande interesse ed è proprio lo spirito che vorrei in tutte le curve d’Italia, lontano anni luce dal teppismo, dalle violenze, dagli scontri contro le tifoserie avversarie. Una curva fatta di passione, colori, associazioni benefiche senza fini di lucro, organizzazione di eventi legati allo sport sano e civile.

Spesso con alcuni di loro, non siamo d’accordo su alcune questioni legati agli ultras, ma credo che debbano giocare un ruolo, dicendo cose che forse non pensano davvero fino in fondo. 

Non condivido quando dicono che gli ultras sono le vittime del sistema, quando dicono che c’è un disegno per chiudere le organizzazioni ultras, che il Boccia non ha fatto nulla e c’è accanimento nei suoi confronti, che la questura è contro la curva a prescindere etc etc Per favore dai, non diciamo Castonerie.

Per il resto, ci sono alcuni ragazzi che stanno portando avanti una nuova concezione del tifo curvaiolo, una nuova "classe dirigente". Ho voluto aspettare la partita CONTRO LA JUVE, per avere un ulteriore conferma che il vento sta davvero cambiando. Ci vado con i piedi del Gabibbo, ma è da più di un anno che non si registrano più scontri, solo tifo pulito, sano, civile…. QUESTA E’ LA CURVA NORD CHE BERGAMO SI MERITA, QUESTO E’ IL VERO TIFO CHE ADORO, con gli ultras che vanno pure in trasferta come ho sempre sollecitato, lasciando da parte le cagate legate alla Tessera del Tifoso. QUESTO E’ IL TIFO CHE MI PIACE E DI CUI HO SEMPRE FATTO PARTE!  

Poi è chiaro che la Curva Nord che si è resa protagonista di episodi di violenza in passato, a confronto di altre curve, sembra un gruppo di Boy Scout. A Bergamo non c’è di certo un personaggio come Jenny la Carogna legato alla Camorra, personaggi legati all’Ndrangheta come a Torino, personaggi legati al traffico d’armi, droga, prostituzione come a Milano o Roma etc.

Questo però non giustifica ciò che hanno fatto per anni, andavano condannati senza se e senza ma come è giusto che sia in uno stato civile.

Non so se davvero si può parlare di una “nuova” curva, con una nuova mentalità, improntata sul tifo vero, sui colori, sulla condivisione di una passione, ma l’apertura di credito che anche le istituzioni hanno dato agli ultras, sta portando i suoi frutti. Ho sempre condannato certi personaggi che, finalmente sono stati messi fuori dagli stadi a suon di daspo e diffide, una minoranza che teneva sotto scacco l’intro tifo delle curve e le società come a Torino nel caso Agnelli. Mi auguro che un giorno, anche un personaggio come il Boccia, possano ritornare allo stadio con una nuova mentalità, perché è indubbio che sia un personaggio carismatico, un leader che trascina, un organizzatore infaticabile, ma da una grande potere, ne deriva pure una grande responsabilità.

 Se poi questa sua capacità travalica nella violenza, nell’odio contro altre tifoserie, nello scontro contro le forze dell’ordine, contro i giornalisti visti come il male assoluto, allora è giusto e sacrosanto che resti fuori a vita. Sarei il primo a promuovere pubblicamente il suo reintegro, ma deve dare un segnale concreto che sia cambiato veramente, non certo insultando i giornalisti che gli telefonano per un’intervista, urlando come un pazzo e minacciando la gente. Così reagiscono le bestie dietro al recinto, non le persone normali.  

Bastano 5’ per perdere credibilità e fiducia, anni per riconquistarla e dopo un anno e mezzo, credo sia un periodo sufficiente per farmi dire che il vento (spero con tutto il cuore), stia davvero cambiando.

Sono convinto che certi pregiudizi, hanno creato muri con certi appartenenti alla curva, ma ci sono molti più punti in comune che divisioni. Basterebbe dialogare serenamente.

BELOTTI- Tutti conosceranno Daniele Belotti, curvaiolo da 30 anni e politico della Lega Nord. Anni fa, dopo gli incidenti avvenuti ad Alzano Lombardo in occasione della Berghèm Fest alla presenza di Roberto Maroni, Daniele lasciò la curva per trasferirsi in parterre. Fu un atto di protesta contro la pericolosissima deriva di violenza che stava contagiando la curva, una mentalità senza ritorno e irrecuperabile. Bene, oggi Belotti è tornato in curva e "ultras" come lui dovrebbero colonarli. Fossero tutti come Valo, Zanga, Belotti, avremmo risolto da anni il fenomeno delal violenza negli stadi. Loro sono la dimostrazione di come si possano frequentare le curve, senza incorrere in daspo o scontri. 

Non avranno le doti di coristi, di trascinatori, ma unire la loro cultura del tifo, con le dotidi trascinatore carismatico del Boccia o chi per esso, sarebbe il mix perfetto per una curva esemplare. E' iniziato questo nuovo corso?

BAFFO- Tutti conosceranno il famoso “Baffo” Palafreni della curva nord, un signore che ha superato i 50 anni da tempo, un capo ultras che ha accumulato numerose diffide e tutt’ora sottoposto a daspo. Due settimane fa, ho avuto modo di incontrarlo, ma prima vi riporto un fatto successo anni fa, che non tutti conosceranno.

Ai tempi di Ruggeri, ci fu una manifestazione a Zingonia degli ultras per cacciarlo, quel giorno ero presente con il mio cane e con altri giornalisti. Il Boccia mi vide da lontano, arrivarono in 30, mi circondarono vicino al cancello d’ingresso dell’impianto, mi presi un pugno dal Boccia, sputi, insulti e solo l’intervento della Digos, evitò il peggio. Ma quel giorno, mi rimase impresso l’intervento del “Baffo” che invitò tutti a smetterla, anche grazie alla presenza del mio Golden Retriever visibilmente spaventato dalla situazione (che il Boccia vorrebbe morto insieme al padrone, sue parole al telefono, povero cagnolone... :) ). Probabilmente, se non ci fosse stato il cane, mi avrebbe lasciato sbranare dagli ultras, ma da quel giorno, ho sempre desiderato poterlo incontrare per ringraziarlo dell’atto di “umanità” .

Ecco, l’occasione è arrivata due settimane fa. Ero in bici e ho visto il “Baffo” fuori dal bar (anche lui con un cagnolino), davanti alla Questura e mi sono fermato per ricordagli l’episodio e ringraziandolo del tempestivo intervento. E’ stato molto gentile, mi ha detto alcune cose che non voglio riferire, ma è la dimostrazione che alla fin fine, presi singolarmente, con alcuni di questi personaggi un po’ oltre le righe, si può parlare serenamente. Poi nel branco, si fanno prendere dalla situazione, superando i confini delle regole, ma il Baffo, come l’ex capo ultras Luca Rota (pochi se lo ricorderanno e non credo frequenti più la curva da anni), che ha avuto un incidente grave proprio durante una partita con danni permanenti, hanno un’età e una mentalità, che potrebbero essere utile ad educare le nuove generazioni del tifo più acceso.

Con questo nuovo corso, chissà se dopo anni di scontri verbali, ci possa essere un avvicinamento, un chiarimento, un incontro per far tornare un clima sereno. Sarei il primo ad aprire il sito alla “nuova curva 2.0”, all’Associazione A.T.A  fondata da Alfio Zanga, ma non tradite la fiducia delle istituzioni e dei tifosi che popolano la curva e vogliono un tifo sano, civile, passionale. Io ci sono, è la curva che adoro e che ho sempre voluto, attaccando certi personaggi in modo “violento” (a livello verbale), perché li ho sempre considerati la rovina della curva, della società Atalanta e della città.