Garantisti o giustizialisti a targhe alterne, l'ignoranza dei giornalisti. L'Inter, vostra complice, ha fatto peggio. Ecco perchè la pena è stata attenuata: azzerati i debiti e società forte. Fine delle trasmissioni, buon Malox a tutti

21.07.2018 11:23 di Luca Ronchi   Vedi letture
Garantisti o giustizialisti a targhe alterne, l'ignoranza dei giornalisti. L'Inter, vostra complice, ha fatto peggio. Ecco perchè la pena è stata attenuata: azzerati i debiti e società forte. Fine delle trasmissioni, buon Malox a tutti

I giornalisti locali, appena si parla di Atalanta, chiudono occhi, naso e buco del culo, piangendo vittimismo e mettendosi a 90° davanti ai tifosi, con articoli che grondano di giustizialismo e populismo, rifiutando di scoprire la vertià, compito principale di ogni giornalista serio. 

Capisco che leggere e soprattutto capire le sentenze Uefa, ci vuole una laurea in burocratese, ma se i tifosi oltre il Giornalino della Curva non riescono a leggere, almeno i giornalisti dovrebbero prendersi la briga di farlo in totale onestà. invece nulla, basta difendere l'Atalanta e piangere vittimismo per qualche copia di giornale o like in più e tutto si risolve.

L'INTER, vostra complice sul mercato, ha fatto molto peggio, cedendo bambini per 10mln e nessuno ha sollevato un obiezione. Siete degli incoerenti (per non dire altro),  giustizialisti o garantisti a targhe alterne. 

ECCO LA VERITA' DI CRONACA 

L'articolo è tratto dalla Gazzetta dello Sport che voi atalantini avete massacrato e insultato ai tempi di doni, perchè vi rode che facciano cronaca obiettiva e onesta. Ma ai giornalisti e tifosi, piace farsi intortare dall'amico "Jakobelli" del TuttoSporc

«Il Tas annulla la sanzione e rinvia il caso all’Uefa per l’irrogazione di una sanzione disciplinare proporzionata». Lo svantaggio è stato annullato grazie a una difesa finalmente solida e a un attaccante di grande peso: Paul Singer. È stata la sostituzione tra Li Yonghong e il fondo americano a cambiare l’esito della partita. Un ingresso in campo così consistente ha portato l’avversario (l’Uefa) a fare un passo indietro e l’arbitro (il Tas) a farne uno avanti sul piano dell’attenzione. Ora il Milan potrà incassare una multa (o anche una trattenuta sui premi per le competizioni Uefa), una restrizione alla rosa europea o l’obbligo a mantenersi in equilibrio tra entrate e uscite, strada che peraltro sta già cercando di percorrere dopo il fuorigioco nei conti del triennio 2014-2017.

DUBBI E RISPOSTE «Il Collegio del TAS ha rigettato la richiesta del Milan di ordinare all’UEFA la conclusione di un accordo transattivo, ma ha stabilito che la decisione dell’Adjudicatory Chamber dell’UEFA CFCB di escludere il Milan dalle competizioni per club da essa organizzate non è proporzionata. Il Collegio ha ritenuto che alcuni elementi rilevanti non fossero stati adeguatamente considerati dall’Adjudicatory Chamber, o che gli stessi non potessero essere adeguatamente considerati al momento dell’emanazione della decisione appellata (il 19 giugno 2018), tra cui, in particolare, l’attuale situazione finanziaria del club, significativamente migliorata in seguito al recente cambio di proprietà dello stesso».

Il momento chiave della gara è stato dunque un cambio (da Li a Elliott) con Singer che ha poi dettato il proprio gioco: il fondo si è di fatto impegnato di fronte alla corte in un progetto rossonero «di 3-5 anni». L’Uefa ha avanzato un altro paio di dubbi di fronte a cui Franck Tuil (a Losanna rappresentante della nuova proprietà) si è ben smarcato. Il primo: l’accusa faceva riferimento alla scarsa esperienza di Elliott nel calcio e il dribbling – riuscito – di Tuil è stato confermare la nomina di un management che più da vicino si occuperà di seguire le vicende del club (se ne saprà di più oggi quando l’assemblea dei soci eleggerà il nuovo board — milanista anche di fede — e magari anche i nuovi vertici dell’area sportiva mentre Gattuso è invece confermato). Secondo: di fronte all’insistenza Uefa sulla necessità di finanziare adeguatamente il club, Elliott si è detto disposto a intervenire aprendo il proprio — ampio — portafogli.

CONFRONTO Elliott è stato protagonista anche in altre azioni salienti. Se nei processi precedenti la presenza del fondo era interpretata come una «criticità», due giorni fa al Tas è diventata «un’opportunità». La proprietà americana ha di fatto azzerato il debito del club e cancellato la scadenza del prossimo ottobre sul rifinanziamento. Nella festa però si abbracciavano anche gli avvocati Roberto Cappelli e Andrea Aiello: hanno insistito – e sono stati premiati – sulla disparità di trattamento con altri club con medesimo deficit, dal Paris Saint Germain al City fino all’Inter. Così si è arrivati alle conclusioni: «Il Collegio del TAS incaricato del procedimento arbitrale ha parzialmente accolto le istanze del Milan ed ha deciso quanto segue: la decisione dell’Adjudicatory Chamber è annullata nella parte in cui stabilisce l’esclusione Milan dalla prossima competizione UEFA per la quale si sarebbe, altrimenti, qualificato nelle due stagioni successive; la decisione dell’Adjudicatory Chamber è confermata nella parte in cui stabilisce il mancato adempimento, da parte del Milan, del requisito del pareggio di bilancio». A questo proposito, dopo aver scontato la sua pena «proporzionata» Elliott, come nuova proprietà, potrà anche richiedere l’accesso al Voluntary Agreement. Prima però altro spazio ai festeggiamenti.