Gasp punta sul ritorno di Ilicic. Papu confuso

05.09.2018 05:07 di Luca Ronchi  articolo letto 3519 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Gasp punta sul ritorno di Ilicic. Papu confuso

La fatica post Copenaghen, d’accordo. La delusione per un’eliminazione precoce, va bene. Mettiamoci anche lo stress per una preparazione cominciata inutilmente molto presto. Ma l’Atalanta che si è inchiodata contro il Cagliari è la stessa che in 3 delle ultime 4 partite, tra campionato ed Europa League, non è riuscita a segnare neppure un gol. Qualcosa che assomiglia molto a un campanello d’allarme, qualcosa di impensabile nell’era Gasperini. Vero è che nei momenti di incipiente crisi la squadra ha sempre mostrato un capacità di reazione incredibile: È proprio a questo che Gasperini e i suoi, in mancanza di certezze, si aggrappano. È accaduto per esempio dopo la sconfitta in casa col Palermo il 21 settembre 2016 (tecnico a rischio esonero) e soprattutto dopo il sanguinoso 7-1 a San Siro contro l’Inter (12 marzo 2017): i nerazzurri hanno avuto la reazione giusta infilando un serie di 10 risultati utili (5 vittorie e 5 pareggi) che ha portato a uno storico quarto posto e al record di punti. La sosta, che capita nel momento più opportuno, è l’occasione per capire cosa non sta andando per il vero giusto. Staccare e azzerare tutto per ripartire. Vediamo come.

ILICIC DOVE SEI? L’assenza di Josip Ilicic ha pesato, eccome: perché è il giocatore con la maggior esperienza internazionale e nel doppio impegno contro i danesi avrebbe fatto la differenza, è anche quello che l’anno scorso riusciva a risolvere le partite più complicate e che con la sua duttilità tattica (trequartista o esterno destro) permette a Gasp di cambiare in corsa mantenendo l’equilibrio. In attesa del rientro dello sloveno dopo l’infezione alla bocca (non prima di ottobre), il tecnico sarà costretto ad andare avanti a tentativi. L’altra sera contro il Cagliari ha smontato e rimontato l’Atalanta tre volte, un’anomalia per le sue abitudini: ha provato la difesa a 4 (una rarità), è tornato al 3-4-1-2, ha azzardato il 4-2-4 nel tentativo di pareggiare, con Zapata e Barrow stretti e Rigoni tornato a destra. L’argentino, che aveva debutto alla grande con due gol alla Roma, ha fatto un evidente passo indietro, restando ai margini della partita, a sinistra come esterno nella linea dei trequartisti e anche dalla parte opposta. Gasp chiede pazienza: «Deve giocare». Ma è evidente che avere tre nuovi in attacco (oltre a lui, Zapata e Pasalic) comporta problemi di ambientamento:impossibile avere un’intesa perfetta in tempi così brevi. E anche da Barrow sarebbe ingiusto pretendere che giochi ai livelli iniziali (4 gol in Europa League). È un giovane di prospettiva, va seguito, non bruciato.

LA CONDIZIONE Quando un obiettivo sfuma di colpo, come è successo a Copenaghen e i programmi devono per forza di cose essere cambiati, può accadere che testa e gambe vadano in crisi, ma contro il Cagliari è sembrata più una questione mentale che fisica. Anche con 5 titolari cambiati rispetto a giovedì sera, l’Atalanta è entrata in campo con un atteggiamento diverso dal solto: molle, a tratti svogliato. Niente ritmo folle, ma un po’ di sufficienza.

PAPU CONFUSO I nerazzurri hanno vistosamente accusato il colpo europeo. Nessuno ha brillato, Rigoni non s’è visto, ma anche il Papu è entrato a inizio ripresa però senza squilli. Sembra aver buttato via in pochi giorni il vantaggio di essere entrato in forma in tempi più brevi rispetto agli altri, ma nel suo caso è probabile che il rigore sbagliato giovedì abbia lasciato tracce a livello psicologico. Anche per lui la sosta sarà l’occasione migliore per ripartire: il nuovo campionato dell’Atalanta – quattro punti in tre partite sono un bilancio comunque da non buttare – comincerà in casa della Spal. Proprio contro l’ex Petagna, uno di quelli che hanno lasciato irrisolti (per ora) i problemi dell’attacco atalantino.