Il Sommo fomentatore di odio antisportivo dalla memoria corta. Ma almeno conosce il regolamento Var. Benatia zittisce le capre. Meglio fermarsi qui

02.03.2018 08:13 di Luca Ronchi  articolo letto 2375 volte
Il Sommo fomentatore di odio antisportivo dalla memoria corta. Ma almeno conosce il regolamento Var. Benatia zittisce le capre. Meglio fermarsi qui

Passino le capre dei tifosi che devono scatenare le loro frustrazioni di vita sui social contro presunti complotti fantasiosi, ma quando ci si mette pure la prima firma sportiva dell’Eco di Bergamo, allora la situazione diventa  ad alta tensione. Gettare benzina sul fuoco come i peggiori populisti, è da irresponsabili e qualcuno in redazione, dovrebbe fermare questi ultras della penna.

ECCO COSA SCRIVE SERINA DOPO LA PARTITA DI COPPA ITALIA

“Juventus-Atalanta finisce 1-0, decide la sfida un calcio di rigore concesso per un fallo di… Matuidi su Mancini. Sì, il contatto lo comincia il centrocampista della Juve, poi c’è mezzo contatto con Mancini, Fabbri di Ravenna fischia per la Juve. A parti invertite nessun arbitro avrebbe mai fischiato il rigore. Mai. E se cataloghiamo rigori e «rigorini» (quelli che ci stanno e non ci stanno…) questo di certo è addirittura un po’ meno che un «rigorino». E allora perché fischiarlo? Ma perché sei a Torino, è per la Juve ed è contro una provinciale. La sudditanza è questa, è la vita. Succederebbe a nostro favore in Atalanta- Nuova Chiuduno. Sì, ma il Var? La spiegazione è nel regolamento: il Var correttamente non è intervenuto perché non c’è un «errore clamoroso» nella decisione di Fabbri. Quindi si rispetta la decisione presa dall’arbitro in campo. Magari tutto questo non basta a consolare l’Atalanta, che tra l’altro potrebbe anche recriminare per dei falli di Chiellini (13’ pt) e Mandzukic (42’ st) su Caldara puniti solo con l’ammonizione. A parti invertite, solito ragionamento, sarebbero giustamente arrivati cartellini rossi. Ma a lenire la delusione del mondo nerazzurro c’è una constatazione oggettiva dalla quale non possiamo prescindere: senza quel rigore beffardo la partita sarebbe finita 0-0. E con lo 0-0 in finale sarebbe comunque andata la Juventus”

MEMORIA CORTA- Il sommo si scorda forse che all’andata, lo stesso episodio capitato a Masiello con fallo di mano involontario, fu punito  con un rigore ai danni della Juve per braccio largo di Benatia involontario.

Il sommo si scorda il rigore netto negato a Higuain 2 anni fa a fine partita con il risultato sul 2 a 2.

Il sommo non legge le statistiche del VAR che posizionano la Juve tra le più penalizzate: statistiche della Lega calcio non di Vinovo

Parla di sudditanza psicologica dell’arbitro (cosa gravissima), quando se davvero fosse stato così, il direttore di gara  avrebbe concesso il rigore per fallo di mano di Masiello e di Mancini su Pjanic.

Ma vogliamo parlare dei torti subiti dalla Lazio, Torino, Bologna, Benvento,  che hanno perso punti pesanti durante questo campionato? Eppure nessuno si è lamentato come qui a Bergamo, piazza di tifosi cavernicoli retrogradi.

La cultura antisportiva, fomentare l’odio nei confronti di una squadra che vince da 20 anni contro l’Atalanta con punteggi a volte tennistici, è un pessimo modo per fomentare odio e non educare a una cultura sportiva, lontana anni luce rispetto ad altri sport.

BENATIA- Ha perfettamente ragione Benatia nel dire che l’arbitro è la scusa dei perdenti. Se in Italia nessuno vince da 6 anni, la colpa è dell’arbitro o di una società seria che ha programmato negli anni azzeccando le scelte nei dirigenti con mercati giocatori perfetti a lungo raggio, senza mai sforare il budget?

 Una rinascita nata dopo la retrocessione in B  che oggi sta dando i suoi frutti. Invece di rosicare contro la Juve, bisognerebbe tutti prenderne esempio di serietà, progettazione, marketing. Loro scrivono la storia mentre voi piangete per puttanate immonde.

VAR- Almeno, il sommo ha avuto modo di leggere il regolamento del Var e zittire le capre social che volevano l’intervento dell’occhio elettronico in occasione del rigore.

MI FERMO- A luce di queste cose intollerabili in uno sport che deve essere solo passione, vissuto come un passatempo e non come una guerra, ribadisco l'intenzione di fermare il sito per un po'. Ne approfitto per dedicarmi a tempo pieno alla passione della politica, seguendo le numerose trasmissioni politiche in programma dal 5 marzo, al ciclismo o al tennis che entrano nel vivo della stagione. Ovviamente facendo sport in maniera attiva tutti i giorni, senza subirlo passivamente con il Campari in mano e la striscia di coca sul tavolino.

Vado alcune volte a vedere la mia squadra allo stadio con gli amici, mi diverto, ma una volta finita la partita, indipendentemente dal risultato, è già trapassato remoto. E' da secoli che non mi incazzo per una sconfitta e chi lo fa, ha seri problemi di vita famigliare e affettiva.

Il calcio e l'Atalanta, nella mia vita non hanno nemmeno un posto nella mia scala di interessi. Sempre più disgustato da questo mondo di viziati, cavernicoli, ignoranti, sfruttatori della massa ignorante a cui spillare soldi per 22 mutande che inseguono un pallone. Siete da ricovero....  

P.S- Sia chiaro, mi riferisco a un 20% dei tifosi, il resto sono persone portatori sane di cultura sportiva come gli anziani che spesso vedo in palestra. Sarò fortunato ad incontrarli tutti io le persone obiettive e sportive. Tra i più obiettivi, il padre di un noto capo ultras con cui è un piacere parlare di Atalanta e di calcio giocato.