Ilicic da brutto anatroccolo a cigno. Dieci gol in campionato contro i 5 di un anno fa: l’attaccante è tornato protagonista in nerazzurro. Gasp sa come e quando cambiare. Var le aspettative sbagliate e i pregiudizi. Mi scrivono...

 di Luca Ronchi  articolo letto 2559 volte
Ilicic da brutto anatroccolo a cigno. Dieci gol in campionato contro i 5 di un anno fa: l’attaccante è tornato protagonista in nerazzurro. Gasp sa come e quando cambiare. Var le aspettative sbagliate e i pregiudizi. Mi scrivono...

Cosa è rimasto dunque del travolgente e piovoso pomeriggio del Bentegodi? I tre gol, ovviamente. Una partita sopra le righe. La capacità di giocare in ruoli diversi dell’attacco. E sotto traccia la sensazione che le gerarchie della leadership atalantina sono definitivamente cambiate: Josip Ilicic, il grande sloveno, ha preso il posto del Papu Gomez, il piccolo argentino, protagonista assoluto della scorsa stagione chiusa col quarto posto e il ritorno in Europa dopo 26 anni.

UOMO OVUNQUE Ilicic si sta confermando la chiave del gioco atalantino anche dal punto di vista tattico. Gasperini a Verona ha cambiato modulo due volte sfruttando la sua duttilità: ha cominciato con il tridente classico e il centravanti di ruolo, per passare al 3-4-1-2 quando il Verona ha svoltato verso il 4-3-3. Gasp l’ha fatto per due motivi: voleva andare all’uno contro uno in tutte le zone del campo (Ilicic più arretrato doveva infastidire Buchel, play basso, manovra perfettamente riuscita) e cercava soluzioni al centro, come l’imbucata per Petagna o l’inserimento del centrocampista. Josip sa adattarsi a entrambi ruoli con ottimi risultati, tanto è vero che ha segnato un gol su rigore, uno da esterno e l’altro da trequartista.

CAMBIO DI GERARCHIE Chi sta vivendo di luce riflessa la grande stagione di Ilicic è il Papu Gomez, ora libero dall’obbligo morale e tecnico di dover guidare la squadra come faceva l’anno scorso. Con Ilicic in perenne stato di grazia e sempre al centro del gioco, il Papu può ritrovare la condizione ottimale con più serenità, grazie anche all’intesa raggiunta col collega di reparto. I due si cercano, si trovano, si capiscono: il valore aggiunto che può permettere a tutta la squadra il cambio di passo nel finale di stagione. (Gazzetta dello Sport)

VAR- Continuano le polemiche sul Var da parte die tifosi che proprio  perchè tali, non sono obiettivi e hanno un pregiudizio su tutto. 

Se uno tifa Atalanta, è chiaro che parte da un pregiudizio di valutazione su ogni episodio che li riguarda: complotti, torti, malafede, sudditanza, per poi soprassedere o far finta di nulla sugli episodi a favore, come in occasione del fallo da rigore netto di Berisha su Verde del Verona con il punteggio fermo sull'1 a 0. Ma fa nulla, tutti zitti e via con la calzamaglia calata sul muso da capra.

ASPETTATIVE- Il problema è che qualcuno ancora pensa che il Var risolva tutte le ingiustizie. No, esiste (PER FORTUNA!), ancora l'interpretazione umana dell'arbitro. Su alcuni episodi, se coinvolgiamo 100 persone, avremo 100 opinioni diverse, ma in campo decide uno, stop! In tutti i campionati europei dall'anno prossimo, verrà introdotto il Var, tutti pazzi? Evidentemente le capre hanno paura della giustizia e dell'onestà e pure i tempi di decisione, si sono ridotti all'osso. 

MA QUANDO LE COSE CI COINVOLGONO, CHIEDIAMO SEMPRE TEMPO E PAZIENZA, MENTRE PER GLI ALTRI, FRETTA E IMMEDIATA EFFICIENZA. STRONZI!

IL COMPLIMENTO PIù BELLO- Un lettore, l'altro giorno mi ha scritto:"Tu dici di non essere tifoso dell'Atalanta  e questo ti permette di essere obiettivo, ma sono sicuro che anche se lo fossi, saresti lo stesso onesto nelle analisi e nei giudizi". Ha perfettamente ragione e mi ha fatto piacere! Da piccolino, intorno ai 18-20 anni (età che da tifoso calcistico sei un demente invasato), ero una bestia tipo le capre che oggi hanno però 40-50 anni con famiglia e che scrivono sui social e chat di calcio. Dite la verità: ma se vostro padre si mettesse a scrivere di calcio sui social o mandare sms alle trasmissioni tv, come lo guardereste? PREOCCUPANTE VERO? 

Ero un malato che non accettava le critiche alla propria squadra, ma poi si cresce e oggi, sono il primo ipercritico nei confronti della mia squadra e società. Non perchè non ci tengo, ANZI, LA CRITICA NASCONDE UN SENTIMENTO  POSITIVO A FIN DI BENE. Se dicessi che va tutto bene che i miei giocatori sono tutti alti, belli, biondi con il pisello lungo, farei solo un danno alla mia squadra. Sui complimenti questi ragazzotti della pedata si siedono sugli allori, per questo Gasperini m i piace quando vede qualcosa che non va pure nei 5 a 0.

GIUDIZI DOPATI- Mentre i tifosi, dopo il 5-0 di Verona, sono tornati a parlare di un grande Gomez e Petagna. Ora, il gol di Gomez (non l'ha tolto a Petagna come ha detto quest'ultimo in sala stampa), l'avrebbe fatto anche un bambino, ANCHE se la speranza è che gli possa dare un po' più di serenità, ma soprattutto, la bella prestazione di Petagna, l'avrei fatta anch'io, che non gioco a calcio ai tempi in cui andavo in vacanza con Donati e i suoi compagni di squadra del Milan. Mi incazzavo come una bestia perchè loro (legittimamente), giocavano in infradito, io mi sbattevo come un matto :).

Ho sempre giudicato un giocatore dopo 10 partite di seguito fatte bene o male, per cui la prestazione di domenica, non ha nessun senso per rivalutare il Gomez e Petagna degli ultimi mesi. Assurdo quante bandiere ci siano tra i tifosi, ma soprattutto tra i giornalisti ultras con la penna.