L'Atalanta che vince mette nei guai tutti i media locali. Vi suggerisco una domanda e i tifosi cosa chiedono. Ecco dove potrete vedere la Serie A: Mediapro piglia tutto, arriva un prodotto migliore. Non più di 2 partite nello stesso orario

 di Luca Ronchi  articolo letto 3450 volte
L'Atalanta che vince mette nei guai tutti i media locali. Vi suggerisco una domanda e i tifosi cosa chiedono. Ecco dove potrete vedere la Serie A: Mediapro piglia tutto, arriva un prodotto migliore. Non più di 2 partite nello stesso orario

Avete notato che quando l'Atalanta vince e Gasperini non rosica e non parla, sui social ci sono almeno il 60% in meno dei post da rutto libero e sui giornali, si fatica a trovare argomenti interessanti? Bene, dopo la vittoria di domenica dove il Var ha dato una mano all'Atalanta (gol giusto e regolare) senza far parlare di se e che GASPERINI ha definito come una delle migliori prestazioni (sic!), non ci sono argomenti su cui discutere.

Potrei ammorbarvi i coglioni con la storia dell'equilibrio del campionato, delle prossime partite da giocare in casa che saranno determinanti per la corsa in Europa, dell'esperienza che hanno alcune squadre come il Milan per reggere nella fase calda del campionato che sta per entrare nel vivo, della mancanza delle coppe di Samp e Torino. Insomma, argomenti da chi si vuole aggrappare sugli specchi del nulla. Per questo, vi lascio un articolo della GAZZETTA che spiega benissimo cosa cambierà per gli abbonati Sku e Mediaset che ieri hanno tremato dopo la cessione dei diritti tv della Serie A agli spagnoli di Mediapro che hanno in mano tutti i campionati europei principali. 

Non solo dovete stare tranquilli perchè si potrà continuare a vedere la serie A su Sky, ma per chi possiede il nuovo decoder "Sky Q" (bellissimo!!), si potrà godere  di un prodotto migliore e immagini da cinema.

Non prima però di invitare gli illustri giornalisti locali, a porre una semplice domanda a Petagna o a Gomez:"Vostra maestà Petagna, vostro onore Gomez, come mai non siete più così presenti come Sandra e Raimondo Vianello o Gianni e Pinotto sui social? E' successo qualcosa tra voi che volete chiarire a mezzo stampa? I tifosi vorrebbero sapere"

D'ora in poi, sceglierò le domande più interessanti dei tifosi e ve le girerò, chissà che invece di fare un servizio a voi stessi, potete davvero stare dalla parte di chi paga per leggervi e di chi confida in voi come tramite tra Società Atalanta e passione dei tifosi. 

ECCO COSA CAMBIERA'

E adesso cosa succederà? Il mercato italiano dei diritti tv calcistici, con l’ingresso di Mediapro, non sarà più lo stesso. Gli effetti sui tifosi, tuttavia, sono ancora da decifrare.

1Chi trasmetterà le partite della Serie A dal 2018-19?

Mediapro ha acquisito i diritti come intermediario e quindi dovrà rivenderli agli operatori presenti sul territorio italiano, sia quelli già esistenti sia quelli che potrebbero avviare la loro attività in futuro. Finora le partite sono state trasmesse da Sky e Mediaset, con lo streaming di alcune gare su Tim. Per il prossimo triennio non si sa ancora dove vedremo il campionato, perché dipenderà dagli accordi che Mediapro farà con gli operatori. L’intenzione degli spagnoli è di dialogare con tutte le piattaforme aprendo il mercato a quelle emergenti. I diritti dovrebbero essere venduti per piattaforma e non per prodotto: quindi tutti avranno (più o meno) tutto.

2 Vedremo ancora le partite su Sky e Mediaset?

Sky e Mediaset, come gli altri, dovranno acquistare le licenze da Mediapro se vorranno trasmettere la Serie A. Al momento non c’è certezza ma è plausibile ritenere che le partite continueranno a essere visibili sulle due pay tv. Sky, in particolare, aveva già manifestato l’intenzione di investire massicciamente per non perdere il suo ruolo di protagonista nella trasmissione della Serie A. Pare impossibile immaginare una Sky (che avrà la Champions) senza il campionato, perché quella è la molla principale che induce i clienti ad abbonarsi alla pay tv. A Sky non conviene perdere la Serie A e a Mediapro non conviene rinunciare a un’intesa distributiva con Sky. L’emittente di Murdoch annuncia ricorsi ma in una dichiarazione alla Gazzetta lascia intravedere un atteggiamento collaborativo, quando afferma: «Mediapro dichiara di voler migliorare il prodotto Serie A rispetto a come lo vendevano sinora Infront e la Lega, allargando il bacino dei broadcasters e delle piattaforme acquirenti, e questo non può che essere positivo». Mediaset, alle prese con il deficit di Premium, aveva tenuto un basso profilo nelle trattative: adesso potrebbe trarre dei vantaggi, in termini di risparmio, dall’interlocuzione con un intermediario.

3 E le altre piattaforme?

Per rientrare dall’investimento Mediapro punta a rivendere i diritti al maggior numero di piattaforme possibili ampliando la platea dei consumatori. Quindi, tendenzialmente, la Serie A si vedrà attraverso più operatori rispetto ad adesso. Con un occhio di riguardo per le nuove tecnologie. Alle dirette web si era già interessata Perform, che potrebbe rifarsi sotto. Il prodotto potrebbe solleticare anche Amazon, per il suo servizio Prime. Nei prossimi due mesi le idee saranno più chiare.

4 La Serie A costerà di più o di meno per gli abbonati?

Mediapro non può avere rapporti diretti con il consumatore, che resteranno di pertinenza degli operatori. Ma sono gli spagnoli a fissare i prezzi che gli stessi operatori devono pagare se vogliono distribuire la Serie A. E visto che si pagherà una tariffa comune a tutte le piattaforme, in proporzione al numero di clienti, ciò fisiologicamente potrebbe portare a un livellamento dei prezzi per il consumatore finale. Insomma, è possibile che mediamente il campionato arrivi a costare di meno.

5 Chi produrrà le partite?

Adesso 14 club di A delegano la produzione a Lega-Infront e 6 (Juve, Napoli, Roma, Torino, Sassuolo, Benevento) si autoproducono. Mediapro potrebbe essere interessata a produrre il segnale ma questi sono diritti extra-bando che andrebbero trattati con i singoli club. Gli spagnoli puntano a importare uno standard unico in modo da rendere riconoscibile la A come prodotto collettivo. Ma il confezionamento finale del prodotto audiovisivo spetta ai broadcaster ed eventuali modifiche passano attraverso intese con la Lega, i club e gli stessi operatori.

ORARI- L'anno prossimo, ci sarà una serie A stile Liga Spagnola dove non ci sono praticamente mai due partite nello stesso orario. Nonostante i cavernicoli della radiolina vorrebbero ancora il calcio alle 14,30 con Ameri e Ciotti, pace all'anima loro, il mondo è cambiato e per un abbonato allo stadio che non è il solo "Solo 'Talanta il resto avansa", sarebbe una bellissima opportunità vedere la propria squadra del cuore allo stadio e tutto il resto del calcio in tv. 

"Mediapro è una realtà solida che ha rivoluzionato e arricchito il calcio spagnolo, passato dai 900 ai 1600 milioni di diritti annui. Chiunque investa un miliardo e passa sul nostro campionato avrà un solo obiettivo: migliorare ciò che si vede in campo e come lo si vede. Gli stadi, il marketing, il conto economico dei club. Insomma, la qualità del prodotto deve alzarsi per essere competitivi sul piano internazionale e appetibili su ogni piattaforma. Per il movimento umiliato dalla disfatta mondiale può essere l’inizio della riscossa.
Il rovescio della medaglia sarà probabilmente la perdita di quel poco di ritualità che ancora il calcio assicurava alle nostre vite. Il suo ulteriore spezzettamento in giorni e orari diversi, la fruibilità istantanea ovunque e su qualsiasi dispositivo. Il pericolo naturalmente è l’orgia e quindi l’indigestione. Ma nell’era delle auto che si guidano da sole è fatale che pure il mondo del pallone si adatti al cambiamento. Nulla sarà più lo stesso"
(tratto dall'editoriale di Andrea Monti)