Nascondere la palla e umiltà tattica non sono reati sportivi. Il bel gioco può essere anche difensivo e i dati anacronistici. Hateboer, un errore non macchia un giocatore

 di Luca Ronchi  articolo letto 1820 volte
Nascondere la palla e umiltà tattica non sono reati sportivi. Il bel gioco può essere anche difensivo e i dati anacronistici. Hateboer, un errore non macchia un giocatore

A Berlusconi piaceva bacchettare i suoi allenatori, dispensando consigli come fosse un collezionista di Champions e scudetti, ma è indubbio che l'ex presidente rossonero, è un profondo conoscitore di calcio e di estetica calcistica.

Però, alcune volte, non disdegnava la praticità, lasciando spazio alla concretezza a scapito del bel "giuoco", invitando la squadra in vantaggio a 10' dalla fine della partita, a nascondere la palla agli avversari e se è il caso, buttarla pure in tribuna.

Ecco, è quello che spesso l'Atalanta  non fa, alla ricerca ossessionata del gioco fino alla fine. Il problema che le conseguenze spesso sono nefaste come a Cipro, dove negli ultimi minuti, gli avversari di una mediocrità disarmante, hanno schiacciato i nerazzurri nella loro trequarti campo, senza farli ragionare. E' in quelle circostanze che bisogna alzare barricate, tenere il possesso palla, che non serve a una mazza come dato statistico durante l'arco della partita, ma nel finale, se la palla ce l'hai tu, il gol non te lo fanno sicuramente. Barricate, falli tattici, possesso palla e in tribuna, non sono vietate per legge, si possono anche adottare e oggi, nessuno parlerebbe di un gioco sporco negli ultimi 10' di partita, ma di una vittoria che avrebbe permesso di festeggiare un''impresa incredibile con 2 giornate d'anticipo.

Lo stesso Allegri, ha spesso vinto giocando male, ma trovatemi uno juventino che si ricordi del gioco, lamentandosi dei 3 scudetti vinti sotto la gestione del tecnico livornese. La solita frase stucchevole dei tifosi nerazzurri:"Se voelte il bel gioco andate a vedere il Barcellona" (cambiate almeno squadra dai..), va bene per i post su Facebook, ma appena gli accenni al pragmatico Colantuono, ti fulminano con lo sguardo. Eppure al di là del gioco, Colantuono è stato il miglior allenatore degli ltimi 20 anni dell'Atalanta in termini di risultati. I numeri non si discutono. Gregucci era un signore come pochi, ma la signorilità non va in campo e dopo 4 giornate è stato cacciato. 

Gasperini è manna dal cielo per l'Atalanta, al di là delle dichiarazioni (se stesse in silenzio sarebbe perfetto), è indiscutibilmente il re Mida della squadra, ogni giocatore che tocca diventa un fenomeno (i tifosi invocano in follemente addirtittura masiello in nazionale), creando plus valenze pazzesche per giocatori che poi, via dal meccanismo Atalanta, si rivelano giocatori normali o addirittura mediocri.

Detto questo, però, anche il Gasp, deve farsi un bagno di umiltà tattica, perchè è segno di intelligenza adeguarsi alle situazioni e riconoscere i propri limiti, mentre l'altra sera, ha continuato con il 3-4-3, invece di inserire un difensore in più, togliendo Petagna che là davanti non serviva più. Poteva andare bene Orsolini per sfruttare un'eventuale ripartenza e stop.  

CHI HA DETTO CHE IL BEL GIOCO è solo quello offensivo, all'attacco, vincere le partite 10 a 9? Ci sono squadre (per quelli che davvero se ne intendono di calcio), che hanno una fase difensiva spettacolare, piacevole da vedere, ma non catturerà mai l'occhio del 99% dei tifosi che non vanno oltre al risultato o alla giocata da circo. Vedono il possesso palla come un dato statistico importante, mentre non considerano ad esempio i duelli vinti uomo a uomo, segno di condizione atletica e fame di arrivare prima sulla palla. 

HATEBOER- Si è parlato molto dell'errore di marcatura di Hateboer. Vero, era annebbiato dalla fatica perchè fare l'esterno negli schemi di Gasperini, siamo ai limiti dello sfruttamento, ma quel pallone, non doveva arrivare nemmeno in area e quegli spioventi maledetti che arrivano dalla trequarti, sono i peggiori da leggere per i difensori. Hateboer è stato l'ultimo anello sbagliato di un'azione che non doveva nemmeno partire o essere gestita diversamente. Chi c'era sul portatore di palla? Nessuno.

Come scrive oggi la Gazzetta, quell’azione non deve cancellare il resto della prestazione di Hateboer. Avanti e indietro sulla fascia destra, con quei quadricipiti che pompano forza e corsa. Non senza intelligenza. I suoi duetti con Josip Ilicic nel primo tempo sono stati probabilmente la nota più positiva della notte cipriota: triangoli da dai-e-vai, anche un’occasione creata di pura volontà, andando a strappare palla al terzino dell’Apollon, Vasiliou, proprio sulla linea di fondo per servirla a Ilicic. Non è una novità, l’intesa con lo sloveno. In campionato Ilicic è quello che riceve più palloni da Hateboer (ben 60 passaggi in 8 presenze, il secondo è Cristante con 38), mentre in Europa si scende a 21 (sulle 4 gare giocate dall’esterno destro). È un meccanismo nuovo, nell’Atalanta, che di solito propone questo tipo di duetto a sinistra, con la coppia Spinazzola-Gomez. In assenza del Papu, si va dall’altra parte, dove la coppia sembra funzionare. Meglio in coppa, a quanto pare: perché in campionato Hateboer crea un’occasione ogni quattro partite, mentre in Europa viaggia alla media di un’occasione creata a gara.

Fin dall’estate, il ruolo è sembrato suo (nonostante l’arrivo di Castagne). In modo imprevisto, in realtà. L’Atalanta non si sarebbe voluta privare di Andrea Conti, ma quando l’azzurro ha scelto il Milan, la Dea aveva già in casa la soluzione. E i primi mesi di apprendistato si sono rivelati particolarmente utili. 

E I GOL? La sfrontatezza e la simpatia non mancano (il video nel tunnel prima della parttia con il Pescara è diventato virale), a questo olandese atipico, meno serioso dei suoi connazionali. Sul campo, in realtà Hateboer può ancora migliorare, perché non è ancora Conti. Mai stato un goleador, l’olandese (appena una rete in 87 presenze in Eredivisie) però nel gioco di Gasperini può maturare anche questa qualità. Gli manca un po’ di sensibilità tecnica e deve probabilmente ancora assimilare i movimenti senza palla di taglio dall’esterno all’interno dell’area quando il gioco si sviluppa dall’altra parte, in cui Conti era un maestro. E che gli hanno permesso di segnare ben 8 gol nella stagione scorsa, nella quale è stato una pedina decisiva per il quarto posto finale.