Sommo 2.0, ma che dici? Paloschi, la società ha mentito. Il rientro da Cipro, nuovi acquisti, giovani, Petagna, statistiche e tanto altro per sconfiggere la (meno) pausa della nazionale. Benevento è record

 di Luca Ronchi  articolo letto 2855 volte
Sommo 2.0, ma che dici? Paloschi, la società ha mentito. Il rientro da Cipro, nuovi acquisti, giovani, Petagna, statistiche e tanto altro per sconfiggere la (meno) pausa della nazionale. Benevento è record

E’ arrivata come una tassa l’ennesima pausa (meno pausa più che altro), del campionato, per colpa dell’italia che a parte qualche nazionalista talebano, non interessa nemmeno ai parenti dei giocatori. Però stavolta c'è in palio la qualificazione, per cui un po' di interesse in più, ci può stare. Per carità, di fronte al grande Fratello Bip (una parolaccia e bestemmia continua), va bene pure San Marino-Isole Faor, ma interrompere le emozioni di un campionato e coppa per un big match come italia-Svezia, è uno scartavetramento di coglioni, diciamocelo. Ma più del Grande Porcello Bip (bestemmiano e trombano come se fossero in un motel), ci sono le mie considerazioni, di cui voglio rendervi partecipi. Almeno avete modo di passare qualche ora con i vostri colleghi, amici, parenti, a parlare di Atalanta e dimenticare la tassa italia-Svezia. 

Leggo con piacere gli editoriali del Sommo dell'Eco (Pietro Serina), anche se lui, dei siti internet che parlano di Atalanta, ne parla malissimo, definendoli un ricettacolo di falsità (un grande! ahaah), ma nell'ultimo anno, il sommo, forse richiamato all'ordine dai vertici della pagina sportiva,  ha completamente cambiato il modo di fare opinione. Da tifoso talebano, vittima, piangina, con pagelle in cui il peggiore in campo non andava sotto il 7, ora è molto più obiettivo, sottolinea sempre gli episodi arbitrali favore dell'Atalanta, è pro Var e soprattutto elabora analisi che possono aprire delle belle discussioni, come dovrebbe sempre essere.

Mi piace questo Sommo 2.0 e avendo un peso specifico notevole nell'informazione bergamasca, mi auguro che continui su questa linea, educando i tifosi ad una cultura sportiva obiettiva e onesta.

Detto questo, settimana scorsa ha  scritto che ci sta perdere punti per l'Atalanta, impegnata nel doppio impegno Europa Campionato. Giusto, ma come la mettiamo allora con la Lazio, da lui definita una squadra inferiore all'Atalanta a settembre dell'anno scorso, alla vigilia della prima giornata di campionato? (Atalanta-Lazio 3-4). 

La squadra di Inzaghi non ha panchina, è arrivata alla 14esima vittoria su 16 disputate, prima nel suo girone e promossa con due giornate d'anticipo. Non è obbligatorio perdere punti in campionato se giochi in Europa, ma è come entri in campo, con quale testa, grinta, fame e spinta che il tuo allenatore riesce a trasmetterti.

VITTORIA CHIAMA VITTORIA. Sono sicuro che se l'Atalanta avesse vinto con l'Apollon, forse avrebbe giocato con maggior intensità con la Spal, portando a casa i tre punti. Quel gol subito al 94' un po' ha influito sulla testa e le gambe della truppa nerazzurra. iNCONSCIAMENTE, ti resta dentro un po' di rammarico che poi ti trascini per qualche giorno. Quando sei carico di testa, motivato, viaggi sulle ali dell'entusiasmo, poi non ACCETTI PIù DI PERDERE NEMMENO alla Palystation come è successo l'anno scorso, quando tutti i media nazionali parlavano dell'Atalanta. Se si spengono i riflettori, un po' ne risenti, inutile nascondercelo. Quest'anno, la sconfitta, è tornata quasi nella normalità delle cose per una squadra provinciale come è l'Atalanta.

TORNARE INDIETRO- Nello sport, come nella vita, quando assaggi il caviale, poi tornare al minestrone, è dura. Fuor di metafora, dopo la passata stagione, nessuno (tranne quel Sulas fuori dal mondo che parlava di scudetto), pretendeva il quarto posto che significherebbe la Champions League, ma nemmeno il decimo posto. Un'altra qualificazione europea, per i tifosi, era quasi il minimo a cui puntare, e sentire parlare di obiettivi salvezza, faceva venire la depressione. 

FINE STAGIONE- Se a maggio l'Atalanta sarà arrivata 9^ in classifica e ai sedicesimi di Europa League, sarebbe una stagione ottima, ma sono sicuro che i tifosi, la prenderebbero con un pizzico di delusione. E' inutile continuare a parlare della stagione scorsa, ma anche continuare a dire:"Ricordiamoci chi siamo e da dove veniamo", come se l'Atalanta non potesse ambire ad entrare stabilmente nelle rpime 7 del campionato, non fa di certo crescere.

A parole in effetti, si può parlare di scudetto, ma nei fatti, non la vedo un'impresa così impossibile inserirsi stabilmente nelle prime 7 del campionato, soprattutto negli ultimi anni, dove il divario tra le prime 8-10 del campionato e le altre, si sta ampliando sempre più. Poi certo, sta alla società a non fare passi più lunghi della gamba, rischiando la fine dell'Udinese o Sassuolo, precipitate di nuovo nei bassi fondi della classifica, senza rischiare la retrocessione, ma nemmeno con aspirazioni europee. 

SORTEGGIO CON UNA BIG? MA ANCHE NO-  Il sommo si auspica di incontrare subito una big come Arsenal, Borussia o Atletico Madrid ai sedicesimi, piuttosto di rischiare di uscire agli ottavi magari ad opera di un italiana.

Caro sommo, ma che dici? A momenti fai il contabile dell’Atalanta e non tieni conto che tra un turno all’altro, ballano milioni?

Incontrare una big a febbraio, non è come incontrarla a marzo, quando tutti i maggiori campionati, saranno in una fase calda della stagione. Penso allo stesso Napoli e Lazio, che potrebbero trovarsi in lotta per lo scudetto e la qualificazione Champions, mettendo ovviamente in secondo piano l’Europa League. A Napoli hanno scelto lo scudetto al posto della Champions, figuriamoci si gli interessa la coppetta dei delusi.

Non solo, con il passare dei turni acquisti fiducia, le condizioni fisiche e mentali delle varie squadre si riducono al lumicino. Una squadra che lotta per lo scudetto o un posto in Champions, è diversa da una che magari si ritrova tranquillamente a metà classifica, potendosi concentrare solo sulla coppa.

Insomma, nonostante l’Atalanta nei sorteggi abbia sempre un gatto nero attaccato ai coglioni, c’è da sperare di incontrare sempre la squadra più scarsa dell’urna.

RIENTRO DA CIPRO- Si è scritto che l'Atalanta era stanca per essere tornata da Cipro alle 5 di mattina. E chi li ha obbligati a farlo? Non potevano fermarsi in hotel, allenarsi la mattina dopo e ripartire per Bergamo il venerdi pomeriggio? Oppure fare scalo a Bari giovedi notte e rientrare il giorno dopo? ANCHE I DETTAGLI sono importanti nell'arco di una stagione, i trasferimenti fanno parte della logisitca e la logica diceva che fermarsi a Cipro giovedi notte, era la scelta più sensata. 

RITIRO- Ora divaghiamo un po’ tra puttanate varie ed eventuali. Torniamo sul ritiro post Udine. La domanda sorge spontanea. Ma se l’obiettivo dichiarato era la salvezza, per quale motivo portare una squadra in cattività, con una posizione in classifica buona per chi si deve salvare e un cammino europeo straordinario?

FORSE Percassi ha mentito e continua a mentire parlando di salvezza? Si, chiaro che nemmeno lui credeva alla salvezza come obiettivo massimo della stagione. Non serve essere espertoni di calcio per capire che l’Atalanta si sarebbe salvata pure giocando strafatti di droghe pesanti.

Probabilmente le aspettative si sono alzate esponenzialmente dopo la stagione scorsa e girano i coglioni buttare via punti importanti per ritentare un’altra qualificazione europea.

Chi parla dei primi 5 posti, andrebbe internato, ma per il sesto e settimo, erano e potrebbero tornare un traguardo possibile, sempre che si ritorni a giocare in campionato, con la testa dell’anno scorso, sennò, come sempre accade, i vostri idoli, si limiteranno a fare il compitino, con l’obiettivo più o meno dichiarato di arrivare tra le prime 10 e facendo una bella figura in Coppa. Obiettivo facilmente raggiungibile, guai chiedergli qualcosa in più, non scherziamo.

PALOSCHI- Vi ricordate cosa disse Percassi in merito all'acquisto di Paloschi? "L'abbiamo preso in accordo con mister Gasperini". Balle! Innanzitutto Paloschi arrivò a Bergamo un mese prima dell'arrivo di Gasperini, quando si stava trattando con Maran. Ma la sentenza definitiva l'ha data  lo stesso mister in conferenza stampa:"Paloschi non si adattava al mio modulo". 

Ha dovuto poi per forza farlo giocare per non perdere un investimento economico da 20 milioni (2mln d'ingaggio lordi per 5 anni più 7mln per il cartellino). Ma alla vigilia della partita con il Napoli, Gasperini prese una decisione drastica:"Se devo essere esonerato, lo faccio con le mie idee". Detto fatto, Paloschi in panchina e dentro Petagna. Il resto è storia che tutti conoscono. 

SAMP-BOLOGNA- Vedendo gli ultimi risultati della Samp e del Bologna. Bisognerebbe rivedere pure le prestazioni dell’Atalanta contro queste due squadre. La Samp sta letteralmente volando con un ruolino di marcia casalingo da record e una classifica da stropicciarsi gli occhi. E’ indiscutibilmente la squadra del campionato, dal centrocampo in su micidiale e di grande qualità. Il primo tempo dei nerazzurri al Marassi forse aveva offuscato un po’ i valori in campo, ma se l’Atalanta dei primi 45’ di Genova è stata la migliore dell’ultimo anno (senza GOMEZ!!), la Samp è stata la peggiore.

Nel secondo tempo probabilmente si sono visti i reali valori tra le due squadra. DIFESA NERAZZURRA Più FORTE, CENTROCAMPO SAMP SUPERIORE E ATTACCO… Va beh, che ve lo dico a fa?

Mentre la vittoria sofferta con il Bologna che era reduce da tre vittorie, andrebbe ora ridimensionata. Il Bologna ad inizio anno, l’avevo indicato come una delle pababili alla retrocessione, probabilmente mi sono sbagliato, ma non è nemmeno squadra da prime 10 in classifica. E’ piuttosto scarsa in difesa e a centrocampo, buona in attacco, ma con l’Atalanta c’è un abisso e le ultime 4 sconfitte (con il Crotone in casa molto pesante), dimostrano i forti limiti della rosa e di un allenatore che sinceramente non mi è mai piaciuto, anzi, un po’ mediocre.

COSì COME IL SASSUOLO, MA LA COLPA QUI è TUTTA SOCIETARIA. Assurdo cedere Pellegrini, Defrel, cambiare allenatore prendendo un esordiente e non investire sul mercato. QUESTO è frutto del fatto che una squadra discreta, si salverà sempre senza problemi finchè ci saranno squadre come il Benevento che a livello economico è da inserire tra le prime 10 in classifica, ma è venuta in A solo per prendersi i 30mln del paracadute. 

PETAGNA- Torniamo per la milionesima volta su Petagna, un giocatore che divide l’opinione pubblica. Chi lo difende, dice che il gol non conta finchè gioca per la squadra, ma da ormai un anno, l’ariete triestino non solo non segna più, ma gioca una partita buona su 5 come gli ultimi anni di Denis. Petagna ricorda l’argentino pure nelle movenze piuttosto macchinose, nei piedi non proprio raffinati e nelle conclusioni a rete sbagliate in modo clamoroso.  Una volta alte sulla traversa, una volta in bocca al portiere o sul palo come a Cipro, un'altra, tiri alla camomilla. Sul groppone di Petagna pesano alcuni punti persi, l'ultimo proprio quello di domenica contro la Spal che avrebbe fruttato i 3 punti. Non prendere una punta a gennaio, sarebbe folle..

L’ATALANTA CI AVEVA PROVATO A VENDERLO QUEST’ESTATE al di là delle dichiarazioni ovvie sull’incendibilità del giocatore. Pensate cosa vuol dire mettere un giocatore sul mercato e poi ritrovarselo ancora in rosa perché nessuno lo voleva. Un danno economico e soprattutto una mazzata psicologica sull’auto stima del giocatore.

IL VALORE DI PETAGNA poteva arrivare intorno ai 15-20 milioni a gennaio, sceso a 10 a giugno, mentre ora temo che se arriva a 5-6 è tanto. E’ un attaccante che per caratteristiche non serve a nessuno. Ditemi una squadra che ha un attaccante che invece di fare gol, fa il trequartista assist-man. Nessuna.

CORNELIUS- Sinceramente, tutti si aspettavano di più dal danese. Giocatore che aveva fatto la Champions come miglior marcatore nella fase a gironi, giovane, fisico, forza, invece finora ha combinato poco o nulla. Piedi ruvidissimi, lento e un po' fuori dal gioco. A differenza di Petagna ha il pregio di vedere la porta e fare quello che un attaccante deve fare: tirare in porta, provando quanto meno a fare gol in modo ossessivo. 

GIOVANI, NUOVI E FREULER- A tal proposito, a differenza dell'anno scorso, quest'anno i giovani fanno molta fatica a trovare spazio e non ci sono i 3-4 gioielli che potrebbero PORTARE NELLE CASSE nerazzurre i 100mln della passata stagione.

Vido è molto acerbo, così come i nuovi acquisti arrivati in estate tipo Gosens, Haas, Schmidt infortunato, Hateboer arrivato a gennaio, Castagne. TUTTI BUONI GIOCATORI per l'Atalanta, ma nessuno si metterà in fila per acquistarli. Giocatori che hai comprato a 3-4mln e li puoi rivendere a 5 se ti va bene, non certo a 30. 

LO STESSO FREULER che i tifosi vorrebbero pallone d'oro, è il calssico giocatore che va bene nel contesto nerazzurro, ma fuori da Bergamo, farà la fine degli altri insostituibili per cui si doveva strappare l'abbonamento dopo la loro cessione. In primis Gagliardini che gioca sempre titolare nellì'Inter, ma molto molto discontinuo e soprattutto per mancanza di alternative. Il gol del Torino di domenica, è stata colpa sua. Kessie molto discontinuo, ma pare che il problema sia da ricercare nella preparazione che a Milanello, rispetto a Bergamo, è molto più leggera. 

STATISTICHE OBSOLETE- A proposito di Freuler, il fallo da assassino fatto a Viviani, segna ancora una volta come certe statistiche come il possesso palla, sono dati che non significano nulla sulla prestazione di una squadra. Contano molto di più i contrasti vinti e i falli fatti/subiti. Un Freuler che arriva in ritardo sul pallone, commette fallo e spesso di frustrazione di chi vorrebbe ma non può.

E' un segno di condizione fisica  precaria, di una posizione errata a livello tattico, una marcatura troppo larga con un giocatore costretto sempre ad inseguire. 

Insomma, il possesso palla ormai non lo considera più nessuno nell'analisi di una partita, è rimasto solo il sommo a farlo presente.  Sono altri i dati che se letti attentamente, possono rivelare lo stato fisico e mentale di una squadra. 

DE ROON- Aiuto! Il pacco è servito! L'ATALANTA nella sua storia non ha mai creduto ai cavalli di ritorno, mi hanno fatto una testa così con questa storiella fin dai tempi di Carlo Osti (un grandissimo signore), però poi sono andati a riprendersi l'olandese de Roon per 15mln in un sistema di gioco, non proprio ritagliato sulle sue caratteristiche.

UNA FOLLIA DI MERCATO che qualcuno dovrebbe pagare. Forse il mercato delle scommesse, deili sconosciuti, è stato un mezzo flop. Basterebbe ammetterlo candidamente. Al posto di de Roon, poteva arrivare Zapata, ditemi voi come valutare la scelta. 

BENEVENTO- Chiudiamo con una curiosità storica. Il Benvento, con la dodicesima sconfitta in 12 parttie, ha battuto il record storico di sconfitte consecutive in un campionato. Consolatevi, c'è chi sta peggio, ma si divertono comunque e vanno in 2.000 a Torino, sognando per 45'.