Un ritiro pericoloso, non si diventa grandi con gli spot. La coperta corta dell’Europa, chi deve dare la scossa? Europa-Gardaland, campionato-parchetto. Le barricate non sono un virus. L’attenzione mediatica logora chi non ce l'ha

 di Luca Ronchi  articolo letto 2309 volte
Un ritiro pericoloso, non si diventa grandi con gli spot.  La coperta corta dell’Europa, chi deve dare la scossa? Europa-Gardaland, campionato-parchetto. Le barricate non sono un virus. L’attenzione mediatica logora chi non ce l'ha

L’Atalanta, al rientro dalla trasferta di Udine, si è fermata in ritiro al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia con tutti i suoi effettivi. In vista della preparazione alla prima giornata di ritorno del Group E di Europa League, giovedì 2 novembre a Nicosia contro l’Apollon Limassol, dunque, niente rompete le righe per i giocatori, reduci dalla sconfitta in rimonta con l’Udinese dell’ex Gigi Delneri. Gli uomini a disposizione dell’allenatore Gian Piero Gasperini pernotteranno nelle camere presso la sede sociale. In calendario, per adesso, di sicuro c’è solo l’allenamento di lunedì mattina. Mercoledì alle 9 la partenza in aereo da Orio al Serio per Larnaca.

RITIRO PERICOLOSO- Cosa significa questo ritiro, come interpretarlo? Una punizione per la sconfitta di Udine o era già stato accordato?

Penso sia frutto della sconfitta di Udine e allora, lo ritengo un ritiro pericoloso sotto l’aspetto psicologico. Lo sanno pure i tombini che se metti in cattività i giocatori, alcuni reagiscono scaricando la rabbia in campo, altri con mal di pancia, malumori, mugugni che alla fine paga sempre l’allenatore.

DIVENTARE GRANDI PER SPOT- Guardando la classifica, l’Atalanta di 2 anni fa, si sarebbe leccata i baffi, ma la scorsa stagione, miracolosa sotto tutti i punti di vista, ha forse fatto perdere un po’ di umiltà, AUMENTANDO le  aspettative intorno a questa squadra.

L’Atalanta di Colantuono, era forte in casa e andava in vacanza in trasferta, ora si è mantenuto il fortino del Comunale, mentre in trasferta si fa più fatica, ma se non erro, l’Atalanta ha pareggiato a Verona con il Chievo, a Firenze, perso con Napoli e Sampdoria, non due squadrette e con l'udinese che aveva più fame di punti. Sbagliato, sbagliatissimo, ma questo è l'atteggiamento dei vostri idoli della pedata, ragazzotti che non vanno oltre al  compitino se non vengono stimolati a livello economico o sportivo. 

ATTENZIONE MEDIATICA- Sembra che si richiedano risultati da Barcellona, a una squadra buona che però BARCELLONA NON E’. Capisco che Gasperini vuole rivoluzionare la mentalità societaria e della squadra, dopo 110 anni di storia tra C, B, A e salvezze come primo obiettivo, ma non lo si può fare in 2 anni. Servono soldi, stadio di propietà, strutture, giocatori forti e non scommesse. Sono tanti i fattori, non basta l'annuncite o le dichiarazioni spot.

Capisco l’ambizione del mister di voler andare in una big e  l’Europa con la conseguente attenzione mediatica, sono treni da sfruttare assolutamente. Si perché, la sensazione è che a Gasperini non va giù che si spengano i riflettori sull’Atalanta, con l’incubo Sassuolo e Udinese sullo sfondo.

SASSUOLO-UDINESE- Cosa c’entrano Sassuolo e Udinese? Hanno avuto per 2-3 anni i riflettori puntati addosso dei media nazionali e internazionali grazie a risultati eccezionali, poi sono finiti nell’oblio. I bianconeri per “colpa” dell stadio nuovo, hanno sacrificato investimenti nella squadra, con conseguenze nefaste, il Sassuolo, dopo l’Europa dell’anno scorso, ha smantellato la squadra, lasciando andare pilastri della squadra senza sostituirli e per di più, prendendo un allenatore dalla serie B senza un minimo di esperienza. Insomma, non uno, ma 10 passi indietro che hanno ridimensionato e bloccato la crescita dei neroverdi, riportandoli su dimensioni reali.

ALL’ATALANTA credo non succederà, perché a Zingonia si sta seguendo un percorso lineare, senza strappi o fughe bidone che non portano a nulla, se non a fare un passo avanti oggi e tre indietro domani.

CHI DEVE DARE LA SCOSSA?- Gasperini si lamenta perché in campionato non vede la stessa fame e voglia che c’è in Europa. La cosa è anche fisiologica, perché per molti di questi giocatori, l’Europa è come andare a Gardaland rispetto al parchetto sotto casa del campionato. NON SERVONO RITIRI PER motivare la partita di giovedi, ci andrebbero pure a nuoto pur di giocare e passare il turno.

MENTRE in campionato, chi dovrebbe dare la spinta, le motivazioni, la scossa alla squadra se non l’allenatore?

FOLLIA FUORI DAL MONDO- Se c’è una cosa che mi fa imbestialire, è quando sento:”La testa era all’Europa”. Ma porca puttanaccia, può dire una cosa del genere un padre di famiglia immerso da bollette da pagare, tasse, lavoro, figli da far crescere, spese etc etc Non un calciatore che l’unica preoccupazione di vita che ha, è quella di scegliere i tacchetti giusti per giocare. Va beh, lasciamo perdere che è meglio.

LA COPERTA CORTA DELL’EUROPA- Una cosa è certa, assodato che l’Atalanta non è una grande squadra per rosa, società e ambiente, si sapeva da giugno che l’Europa avrebbe portato via qualcosa al campionato a livello fisico e mentale. Persino il Napoli quest’anno ha scelto il campionato rispetto all’Europa, la Juve fa fatica, la Roma idem. Solo la Lazio sta volando su entrambe i fronti, nonostante una rosa risicata.

Questo è il merito di un allenatore di qualità eccelsa come Inzaghi, bravo a tenere tutti sul pezzo con un turn over ragionato nell’arco della stessa partita. E qualcuno si è permesso di sminuire la Lazio che da 3 anni sta facendo campionati ottimi spendendo un decimo di altre squadre. 

BARRICATE- IN tutto questo, ci mette del suo pure Gasperini. Tre anni fa, l’Atalanta rischiava di retrocedere e Colantuono adottò la tanto vituperate barricate per ottenere pareggini esterni che alla fine hanno pesato sulla salvezza finale.

GASPERINI vuole giocare con la difesa che attacca, ma se l’anno scorso la CONDIZIONE FISICA PERMETTEVA UNA SQUADRA CORTA, quest’anno, tra turn over, calo fisiologico mentale e fisico, la squadra è molto più allungata e rischia molto di più nella fase difensiva. LE BARRICATE NON CONTENGONO Olio di Palma, adottarle non è reato o una vergogna, ma segno di maturità ed elasticità tattica. 

Non c’è nulla di cui VERGOGNARSI adottare le barricate per portare a casa punti. IL BEL GIOCO NON RESTA NEGLI ALMANACCHI, VIENE DIMENTICATO DOPO UN’ORA dalla fine della partita, mentre quello che resta è il risultato e pesa su tutti i giudizi.

Delle pacche sulle spalle e zero punti, non gliene fotte una mazza a nessuno, per cui in certe situazioni di “emergenza”, si abbassi il profilo e con umiltà si adottino misure impopolari per portare a casa la vittoria