Gasperini:"Peccato non vincere partite così. Non esistono alibi coppa, io preferisco giocarla"

 di Luca Ronchi  articolo letto 915 volte
Gasperini:"Peccato non vincere partite così. Non esistono alibi coppa, io preferisco giocarla"

Certo che il mondo del calcio è proprio strano. Scommetto che se Gasperini avesse preso l'alibi dell'Europa League per giustificare certe prestazioni, l'avremmo tutti massacrato, mentre ora che è lui stesso a non prendere scuse, sono i giornalisti e i tifosi ad aggrapparsi all'alibi dell'Europa che toglie energie. Un mondo alla rovescia davvero. 

Una squadra in crescita, segnale incoraggiante verso il prossimo impegno di Europa League col Lione in cui l'Atalanta si giocherà il primato nel proprio girone. Ma all'Olimpico, i bergamaschi non vanno oltre. Gian Piero Gasperini ha commentato così la sfida, ai microfoni di Sky Sport.

“Nel secondo tempo abbiamo fatto bene, nel primo tempo siamo stato orribili. Se non vinciamo questa partita per come abbiamo giocato nella ripresa, non so quando possiamo vincere. Il talento di Ilicic è più che conosciuto, deve star bene perché quando è in condizione è devastante, mentre quando non lo è va in difficoltà: non ha mezze misure. Quando sta bene è un giocatore importante. E’ cresciuto comunque, ha 29 anni e ha un’altra maturità, è naturale che i calciatori evolvano e lui lo sta facendo in meglio. Io cerco di portarlo ad uno standard di maggiore continuità possibile. Poi ci sono situazioni in cui è devastante fin da subito, altre in cui preferisco impiegarlo a partita in corso. Dispiace aver preso gol a pochi secondi dalla fine del primo tempo, ma sarebbe entrato comunque in campo. Un po’ tutti abbiamo cambiato atteggiamento nella ripresa, è stato difficile adattarsi ad un campo così ghiacciato e abbiamo sbagliato ad alzare spesso la palla. Abbiamo aumentato anche la qualità di passaggi che ci era mancata, è successo anche al Torino”.

Petagna l’ho cambiato non per demeriti, perché ha fatto un’ottima gara, ma ad un certo punto avevo bisogno di maggiore freschezza e ho ritenuto giusto impiegarlo. Nel finale la possibilità di potersi giocare attaccanti forti dalla panchina può essere un’arma decisiva perché magari i difensori avversari sono un po’ affaticati. Giocare due volte a settimane porta via principalmente risorse nervose, ma in determinati momenti si può avere l’effetto opposto perché si ha una spinta. Sotto certi aspetti toglie, sotto altri dà: io preferisco giocare due volte alla settimana, specialmente se possiamo giocare il lunedì al posto della domenica”.