Budan:"Farei fatica a giocare con Gasp"

10.06.2018 15:40 di Luca Ronchi  articolo letto 2743 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Budan:"Farei fatica a giocare con Gasp"

Igor Budan sta andando in Croazia, gli affari lo riportano periodicamente in patria: investimenti immobiliari, export di vino italiano. Ma già stasera tornerà nella sua seconda casa. In un certo senso, è come se giocasse ancora nell’Atalanta.

Bergamo non si dimentica.

«La città mi piace per la qualità della vita, le scuole, amici, io e la mia famiglia qui ci troviamo bene».

E’ bergamasco dentro?

«Un po’ sì: di questa gente apprezzo la sincerità, il rispetto per le persone che lavorano, hanno valori solidi. Ho girato abbastanza, ma un simile attaccamento alla squadra non l’ho visto da altre parti. Mi dicevano che i bergamaschi sono chiusi, io non me ne sono accorto».

“Nel ricordo della piccola Amber, Bergamo ti abbraccia”: striscione della curva di domenica 23 settembre 2012. Si gioca Atalanta-Palermo. Ricorda?

«E come potrei dimenticare? Una grande dimostrazione d’affetto per mia figlia di due anni morta due mesi prima. Il dolore non passa, impari solo a conviverci».

Giocava nel Palermo di Gasp.

«Anche a Palermo faceva un ottimo calcio, gli sono mancati i risultati. Ma si capiva che era un allenatore preparato: competente e intransigente. Ha avuto un grande merito: dare un segnale di svolta al calcio italiano, soprattutto alle squadre medio-piccole. E dopo anni di 4-4-2 e 3-5-2, ha proposto qualcosa di diverso».

Budan con l’Atalanta è retrocesso in Serie B.

«Sì, nel 2005. E i tifosi, all’ultima giornata, ci hanno applaudito...».

Altri tempi.

«Certo, si è alzata l’asticella, la gente di Bergamo si è abituata bene, ora vuole divertirsi, emozionarsi, la salvezza non basta più. Non sarà facile stare in Europa per due anni di fila».

Cosa le piace del gioco di Gasp?

«La difesa alta, la pressione sull’avversario, l’azione che parte da dietro senza ricorrere al lancio lungo. Qualcosa del genere si vedeva a Palermo».

La squadra si è indebolita?

«Direi di no, ha un’idea di gioco consolidata. Sono andati via giocatori importanti, ma Palomino ha dimostrato che vale, c’è Freuler che fa la differenza. E si riparte da Gomez e Ilicic».

Come si troverebbe in questa Atalanta?

«Farei fatica: nel gioco di Gasperini il centravanti ha un ruolo difficile, meno decisivo, deve lavorare per la squadra e si ritrova poche volte davanti alla porta. Io ero un uomo d’area».

La rivelazione Barrow.

«Veloce, reattivo: è già pronto».

Il ricordo più brutto della sua Atalanta?

«Quando mi sono rotto il crociato facendo gol ad Avellino. Era il 6 gennaio 2004. Sono rientrato dopo oltre 3 mesi e ho segnato».

Il gol più bello ?

«Non ne ricordo, non ero acrobatico come Pinilla. Forse col Bari in B: un contropiede».

Palermo-Venezia. Da doppio ex: chi va nella finale playoff?

«Dico Palermo, ha due risultati su tre».

Dopo Spezia e Palermo pensa ancora di fare il d.s.?

«Se c’è l’occasione...».

La Croazia al Mondiale?

«Vado a vedere la partita con l’Argentina e ne riparliamo. C’è qualità, si può andare avanti».