Caldara:"Alla Juventus non ci penso, devo fare bene con l'Atalanta"

 di Luca Ronchi  articolo letto 608 volte
Caldara:"Alla Juventus non ci penso, devo fare bene con l'Atalanta"


Tanti tifosi nerazzurri all’Atalanta Store per l’incontro con il difensore, giù ceduto ai bianconeri, ma dalla stagione 2018-19.

«La Juventus? Non ci penso, devo rimanere qui e lavorare per crescere ancora». Mattia Caldara, una delle rivelazioni dell’Atalanta di Gasperini, smentisce un suo approdo anticipato nella società che l’ha rilevato a gennaio lasciandolo in prestito a Bergamo fino al giugno 2018: «Qui abbiamo un obiettivo, Gasperini ci ha inculcato da tempo la voglia di non accontentarci mai e io devo anche meritarmi la convocazione all’Europeo Under 21».

 

Under 21 che ha dovuto lasciare per un infortunio, domenica recupera?
"Ho saltato la convocazione Nazionale per un infortunio, ma domenica spero di esserci. Non sono forse ancora al top della condizione, ma sto facendo quasi tutto con il resto della squadra e conto di fare un passo avanti ulteriore nei prossimi giorni"

Sarà duello Pinilla-Caldara
"I suoi movimenti sono difficili da contenere. Bisogna stare sempre concentrati, sempre sul pezzo, senza distrarsi mai».

Come si evitano le rovesciate di Pinilla?
Bella domanda. E non c’è una risposta facile. Quell’acrobazia al contrario che sfida la gravità a lui riesce benissimo. È una giocata naturale per "Pinilla. Speriamo che domenica faccia il bravo".

Che partita si aspetta?
"Sarà una gara molto complicata, con un ambiente caldissimo. Loro sono bravi sotto l'aspetto tattico e tecnico. Avranno voglia di tornare a vincere davanti al loro pubblico dopo parecchie giornate storte"

Gagliardini, Spinazzola, Petagna. Tutti nella Nazionale di Ventura. Il prossimo debuttante sarà Caldara?
"Non ci penso. Io voglio fare un passo alla volta. C’è la Nazionale under 21 di Di Biagio e c’è un posto per gli Europei da conquistare ancora. Cercando sempre di lavorare duramente e di migliorare giorno per giorno. Quanto a "Spinazzola, Petagna e Gagliardini: sono davvero felice per loro. Si meritavano la chiamata che è il coronamento di una stagione sopra le righe. La maglia azzurra è la cosa più bella che può capitare nella carriera di un giocatore, il sogno di ogni bambino quando inizia a tirare i primi calci".

A proposito di sogni: a questo punto, se sfuma la qualificazione europea sarà una delusione...
"Dobbiamo crederci fino in fondo. È la mentalità che ci insegna quotidianamente il mister e che cerca in ogni modo di trasmetterci: mai accontentarsi e giocare sempre per vincere. Le avversarie sono agguerrite, dobbiamo giocare tutte le sfide che mancano al massimo, a cominciare dal Genoa. Ogni punto diventa cruciale in questa fase del torneo".

Caldara eroe del San Paolo con la storica doppietta rifilata al Napoli di Sarri: c’è un’altra partita in cui firmare il tabellino avrebbe un gusto particolare?
"No, tutte le partite sono importanti e portano 3 punti. Dovremo affrontare ogni partita come una finale. Il mio primo compito è evitare i gol, poi se arrivano, tanto meglio. Mi piace staccarmi dalla difesa e andare ad attaccare"

Da un giovane lanciato dall’Atalanta in serie A ad un’altra grande promessa: quanto è forte Bastoni?
"Bastoni è fortissimo. Più di me. È già giocatore a livello di mentalità, è tecnico, maturo, forte di testa. Io non ero così completo alla sua età. Secondo me, rappresenta il presente e il futuro dell’Atalanta".

Già perfezionato il passaggio di testimone?
"In questo momento vesto la maglia dell’Atalanta e penso all’Atalanta, a chiudere bene il campionato, a crescere ancora perché devo farlo e a vincere il maggior numero possibile di partite in nerazzurro. Ma se mi chiedono di Bastoni dico: arriverà in Nazionale. Lo ripeto ancora una volta, è più forte di me".