Caldara:"Vogliamo qualificarci ancora in Europa"

 di Luca Ronchi  articolo letto 869 volte
Caldara:"Vogliamo qualificarci ancora in Europa"

L’Eco di Bergamo oggi propone un’intervista a Mattia Caldara, pilastro in difesa e certezza della squadra.

Sul “mal di trasferta” dell’Atalanta afferma: Se vogliamo confermarci, dobbiamo cominciare a fare punti fuori. È stato il rendimento esterno a spingerci in alto l’anno scorso: ne siamo consapevoli. Qualche volta ci siamo sciolti dopo avere preso il primo gol: abbiamo continuato come se avessimo già perso. Avremmo dovuto soffrire, magari giocando male, ma portando la gara fino alla fine, per poi giocarci tutto. Dobbiamo essere più bravi a soffrire insieme, da squadra“.

Quindi è il momento di sbloccarsi, magari proprio con il Torino che ha la stessa ambizione europea dell’Atalanta: Vogliamo stare nel gruppo di chi ambisce all’Europa: proveremo a vincere quel campionato, quello di tutte le squadre sotto le big”.

Juventus e Nazionale appartengono al futuro, il presente si chiama Atalanta, con un’Europa da riconquistare e un’altra da stupire, ancora, arrivando chissà dove («Quarti? Semifinali? Finale? Chissà…»). Prima ci sarà da curare il mal di trasferta: «Se vogliamo arrivare in alto, dobbiamo sbloccarci fuori casa», spiega Caldara. Ogni discorso parte da lì.

Due trasferte di fila in A e l’Europa League «È molto importante, perché ci dirà qual è la nostra dimensione in campionato e con chi possiamo lottare. Finora in trasferta abbiamo conquistato solo due pareggi: se vogliamo confermarci, dobbiamo cominciare a fare punti fuori. È stato il rendimento esterno a spingerci in alto l’anno scorso: ne siamo consapevoli».

I problemi da risolvere:«Qualche volta ci siamo sciolti dopo avere preso il primo gol: abbiamo continuato come se avessimo già perso. Avremmo dovuto soffrire, magari giocando male, ma portando la gara fino alla fine, per poi giocarci tutto. Dobbiamo essere più bravi a soffrire insieme, da squadra».

Liverpool e nuova consapevolezza:«Credo di sì: ci dà grande spinta e la consapevolezza che possiamo fare bene anche lontano da casa. Dobbiamo ritrovare la mentalità vincente: sapendo che in trasferta, appena ci rilassiamo, subiamo gol, dobbiamo stare attenti per tutti i 90’».