Cosa vi avevo detto di Gasp vicino alla Premier? Gasperini:"C'è stato un momento in cui potevo andare in Ighilterra. Gomez e Kessie al Milan? Ci rinforzeremo con le cessioni. Europa priorità sul campionato". Percassi non credo la pensi così

 di Luca Ronchi  articolo letto 1918 volte
Cosa vi avevo detto di Gasp vicino alla Premier? Gasperini:"C'è stato un momento in cui potevo andare in Ighilterra. Gomez e Kessie al Milan? Ci rinforzeremo con le cessioni. Europa priorità sul campionato". Percassi non credo la pensi così

Il sottoscritto cialtrone, insultato da tutti perchè dice la verità scomoda, vi aveva parlato di Gasperini tentato dalla Premier, con richieste di un paio di club neo promosse. Così come le sirene della Roma erano forti e fondate. Ora punta all'Europa come primo obiettivo, ma è chiaro che su questo argomento, credo non la pensi così Percassi. Sarebbe da folli retrocedere per puntare ad un insignificante quarto di finale in Europa League.

Alla fine Gasperini è rimasto e ora guarda al futuro:"Questa stagione ha capovolto le posizioni dell'Atalanta". 

Gian Piero Gasperini a Radio anch'io lo sport su Radio Uno festeggia per qualificazione aritmetica in Europa League ottenuta dagli orobici: "Matematicamente ci manca un punto per blindare il quinto posto, ma è chiaro che questa stagione cambia i piani della società". 

Ha rinnovato da poco, rimarrà in Italia? "Sì, credo di sì. Ho fatto questa scelta, forse c'è stato un momento qualche tempo fa in cui avrei potuto andare all'estero, anche se l'unico Paese che mi attirava era l'Inghilterra. Credo che in Italia ci sia una qualità di vita superiore, poi pesa anche questo nelle scelte". 

E poi il campionato italiano dà adrenalina. "Credo che il nostro campionato non abbia nulla da invidiare ad altri. Lo dimostra anche quello che sta succedendo in queste ultime giornate: ci aspettiamo a vivere un finale in cui tante posizioni sono aperte". 

Il Celta Vigo, sesto l'anno scorso in Liga, è arrivato in semifinale di Europa League. "Io credo che l'Europa League come problema sia un alibi. In realtà penso che sia diventata una competizione difficile, da cui si esce per demerito e non perché la si snobbi. Noi vogliamo fare il percorso migliore possibile, per questo vogliamo partire dai gironi senza passare dai preliminari. È chiaro che la competizione è difficile, ma la mia ambizione è quella di mettere quasi davanti l'Europa League rispetto al campionato".

"Sì, ma quello che dico io è in sintonia con quello che pensa la società. Aspettavamo di raggiungere l'obiettivo. Il Sassuolo penso che abbia perso dei giocatori per infortunio. Se si innescano infortuni a catena è chiaro che arrivano problemi, ma penso che sia un'anomalia". 

Kessié e Gomez sembrano vicini al Milan. "Se succede non possiamo più essere competitivi. Credo che l'Atalanta, come altre squadre della stessa fascia, abbia la necessità di monetizzare per rinforzarsi. Il presidente Percassi è uno che investe quello che incassa, che sia per lo stadio, per le strutture della società o per la squadra. Credo che la sua idea sia di rinforzarsi: è successo con Gagliardini e con Caldara, che è rimasto. Credo che un'eventuale cessione servirebbe a rinforzare la squadra". 

Un giocatore simbolo? "Gomez sicuramente. Il Papu ha fatto un campionato da vero fuoriclasse internazionale. Però poi dopo è difficile, devo dare meriti a tutti i calciatori. Se devo scegliere fra i giovani meno nominati, Conti con i suoi 8 gol è stato straordinario. Mi ricorda il giovane Tardelli". 

Zingonia fornirà altri gioielli o avete svuotato la produzione? "Mi sono portato avanti. Ho portato in prima squadra dei '99, è difficile che ci siano altri ancora più giovani già pronti per la prima squadra. Magari ci saranno altri ragazzi che faranno esperienze diverse, in B o Lega Pro, come del resto hanno fatto Caldara o Petagna. Il settore giovanile dell'Atalanta dà sempre garanzie". 

L'Inter dopo il 7-1 contro di voi è entrata in un tunnel. "Si pensava che potesse giocare per la Champions. Non lo so, è un modello che da qualche anno non produce i risultati migliori. Forse si basa più sulle individualità che sul modello di squadra". 

Rovesciando la storia dell'Inter per parlare di Atalanta. Siete partiti male, cosa è scattato? "Devo dire che l'inizio è stato difficile, per me ma anche perché c'era un'attesa esagerata. Prima della gara col Napoli avevamo fatto sei punti in sei partite, cercavamo un'identità. Il precampionato non è così significativo, cercavo di trovare la quadra attraverso le risposte. C'è stato un po' di adattamento, poi sono venute fuori situazioni migliori, ho avuto da alcuni ragazzi risposte. Non immaginavo certo un'evoluzione così fantastica di alcuni ragazzi". 

C'è il desiderio di tornare un giorno alla Juventus? "Mah, questa cosa ha accompagnato la mia carriera, anche creandomi difficoltà. Io ho fatto solo il settore giovanile nella Juventus, ormai non ci penso più. Ci sono state delle opportunità, ma non sono andate in porto e quindi non era quella la strada. Sono contento di essere a Bergamo dove sono apprezzato".