Denis spinge l'Atalanta:"Prenditi la Champions. Percassi famiglia straordinaria"

23.05.2019 14:16 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Denis spinge l'Atalanta:"Prenditi la Champions. Percassi famiglia straordinaria"

Secondo posto nella classifica di tutti i tempi come gol realizzati (davanti c’è Cristiano Doni a quota 112). Tra i calciatori stranieri, nessuno ha esultato di più nei 112 anni di storia dell’Atalanta: 56 volte in 158 presenze ufficiali dal 2011 al 2016. Bomber, capitano e tifoso speciale. Per il popolo nerazzurro Germán Gustavo Denis, classe ’81, è un po’ tutto. In primis un simbolo che dal Perù (oggi gioca a Lima, lotta e segna con l’Universitario) spingerà la sua Dea verso quel meraviglioso traguardo: «Probabilmente all’inizio non ci avrei creduto, ma adesso la Champions League è lì vicino: godiamoci questo momento, battiamo il Sassuolo e arriviamo in fondo». Peserebbe molto l’Europa più bella, per mille motivi. Anche legati al mercato, chissà che non possa essere determinante per trattenere i gioielli di patron Percassi. In particolare le stelle là davanti, con un gentile «No, grazie» per le varie big che busseranno in estate. In fin dei conti, tempo fa, il Tanque rispose proprio così: «Nello sport non esiste solamente il denaro. È vero, ci fu più di una possibilità di andare via. Avrei potuto scegliere l’Inter o altre grandi squadre, ma per me Bergamo era e resterà un posto speciale per tutta la vita».

Denis, sembra un «assist» per Ilicic e Zapata.

«Leggo e sento che sono seguiti da top club. Come ogni tifoso, anche io vorrei tanto che restassero, magari con una partecipazione in Champions in più. Detto ciò, non posso andare oltre. Quando c’è di mezzo il mercato le decisioni finali sono quasi sempre personali».

La sua, però, potrebbe essere un esempio.

«Infatti, posso parlare per me. Non mi sono mai pentito di aver rifiutato certe proposte, se le dico che sono rimasto con tutta la felicità di questo mondo mi deve credere. Conservo ricordi meravigliosi anche di Napoli, lì sono stato benissimo, ma l’ambiente atalantino è un’altra cosa: dopo Lomas de Zamora è la mia seconda casa, a tutti gli effetti».

Argentino, come lei, è il suo amico Papu.

«Che giocatore... Non smette mai di sorprendere. Finora quante volte ha preso per mano la squadra? Gomez è un vero trascinatore, uno che fa la differenza in ogni ruolo, anche da trequartista. Lui, Josip e Duván sono perfetti insieme. Formano un attacco straordinario, di certo tra i migliori in Europa per me. Le statistiche di questa stagione parlano per loro».

Qualche difficoltà in avvio, poi il colombiano è esploso.

«Ha sempre avuto dei colpi importanti, d’altronde parliamo di un centravanti al quale non manca nulla: ha fisico, velocità, tecnica e potenza. Non a caso vede la porta come pochi».

Domenica contro il Sassuolo: quante chance per la Champions?

«Loro sono salvi da un po’. In senso positivo, non è una cosa da sottovalutare. Poi dipenderà soprattutto dall’Atalanta, mi aspetto la mentalità di sempre: grinta, aggressività e ricerca del risultato già dal primo minuto».

Il pronostico sembra scontato: cosa c’è da temere?

«Attenzione all’ansia, una cosa assolutamente da eliminare. Altrimenti potrebbe essere un pericolo. Sarà fondamentale scendere in campo con la giusta tranquillità. Spero tanto si possa vincere, io sono fiducioso».

Terzo posto a una giornata dal termine: se lo sarebbe aspettato?

«Devo essere sincero? Probabilmente no, anche se le prestazioni parlano chiaro: questo gruppo ha sempre lottato, ovunque e contro tutti. Gli attuali 66 punti possono sorprendere, ma non così tanto...».

Insomma, questa Dea è ormai una ex provinciale.

«Da parecchio tempo è una realtà del calcio italiano. Si è avvicinata molto alle solite big, che spesso ha pure battuto. Qualunque squadra, affrontandola, sa che serve una super partita per portare a casa non solo una vittoria, ma addirittura un pareggio».

Per tanti il segreto è l’uomo che sta in panchina.

«Gasperini è veramente eccezionale, un allenatore in grado di valorizzare le punte come nessuno. E se centrasse l’Europa che conta scriverebbe la storia del club. Ha idee innovative, si aggiorna in continuazione e non ha mai paura. È diverso dagli altri, ammetto che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui».

In alto, invece, la «regia» dei Percassi.

«Una famiglia semplicemente spettacolare, con il nerazzurro nel cuore. Mettendo da parte la stima che nutro nei loro confronti, le dirò di più: nel calcio attuale non esiste un presidente come Antonio. Lui, come la squadra, la dirigenza e la tifoseria, merita il massimo. Quindi, cara Dea, avanti tutta per la Champions League».

Da Lima, ecco la spinta del Tanque.