Freuler:"Qui mi sento un leader, ora torniamo a vincere"

12.10.2018 13:50 di Luca Ronchi  articolo letto 1456 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Freuler:"Qui mi sento un leader, ora torniamo a vincere"

«Siamo forti, zero dubbi, ma guardiamo in faccia la realtà: gli obiettivi sono cambiati. Iniziamo a vincere, poi eventualmente penseremo ad altro». Parole da «Capitan Futuro»? Chissà... Ascoltandolo mentre esprime certi concetti non si fatica a immaginarlo un domani con la fascia al braccio. Schietto e preciso nelle analisi, da vero svizzero. Ecco Remo Freuler. In questi giorni di Nations League vestirà il biancorosso della Nazionale (stasera il Belgio, lunedì l’Islanda), ma la voglia di tirar fuori la sua Dea da questa brutta situazione aumenta. E dal ritiro di Bruxelles non usa mezze misure nell’analizzare ciò che finora non è andato: «Colpa degli attaccanti? Che assurdità, siamo tutti sulla stessa barca». Nessun timore «perché mi piace assumermi le responsabilità». Classe ‘92, a Bergamo 99 presenze ufficiali (12 reti) da gennaio 2016. Alla ripresa col Chievo sarà cifra tonda: «È ora di vincere».

Freuler, quasi tre anni di Italia: in cosa è cambiato?

«Ho raggiunto la Nazionale e sono maturato come uomo e calciatore. Nell’Atalanta, come presenze, ho davanti solo Gomez, Masiello e Toloi. In campo e nello spogliatoio mi faccio sentire, ovviamente in modo costruttivo. Mi viene naturale, il ruolo da leader mi carica».

La Dea e i suoi problemi: cosa risponde?

«Ho rivisto tutte le partite, la prestazione non è quasi mai mancata. Giochiamo e si crea tanto, ma senza segnare».

Per questo le punte vengono criticate.

«Assurdo dire che sia solo colpa loro. Nel calcio moderno è sbagliato focalizzarsi sui singoli, in questo caso sugli attaccanti. Si deve parlare di fase offensiva».

Ha pesato il k.o. in Europa? Sia sincero.

«Soprattutto mentalmente. All’andata abbiamo creato l’impossibile, in Danimarca forse c’era troppa sicurezza di passare».

Col Copenaghen altre 10 sfide: quante ne vince l’Atalanta?

«Al netto di quanto visto nei 180’, la maggior parte. Ma sono discorsi che ormai non contano, il verdetto del campo va accettato».

Con Cagliari e Spal le gare peggiori?

«Le uniche in cui siamo mancati, dalla ripresa di Milano è tornata la vera Atalanta. Lì una grande reazione, poi zero tiri concessi al Torino. Prova positiva anche a Firenze, idem con la Samp. Il gioco è dalla nostra parte, manca solo il gol».

Analogie con gli ultimi anni?

«Partenze simili, a rilento, ma all’inizio qualche difficoltà può starci. Per nessuno è facile ripartire, noi ce l’abbiamo sempre fatta, inoltre cambiando parecchio. Questo è il segreto dell’Atalanta».

Merito anche di Gasperini.

«Tra noi bel rapporto. Non parliamo di un grande, ma di un grandissimo allenatore. Lo confermano i risultati e il gioco che le sue squadre hanno sempre espresso. Lavoro straordinario a Bergamo, per i giovani è un maestro».

Aspetti in comune con Petkovic?

«Ottimo tecnico, come Gasperini. In Italia ha fatto benissimo con la Lazio. Entrambi, oltre ad avere grande esperienza, vogliono giocarsela sempre».

Con Mancini, Valzania, Pessina e Barrow futuro assicurato?

«Hanno ottime qualità e acquisiranno sempre più esperienza, anche in Nazionale, ma non dovranno mai mollare. La fame di “arrivare” fa la differenza. Se ci sarà bisogno di un consiglio o di una pacca sulla spalla, io per loro ci sarò sempre».

Tornando alla Serie A, il 21 c’è il Chievo.

«Sono partiti con la penalizzazione, come noi hanno assoluto bisogno di punti. Poi occhio ai cambi di allenatore: tante incognite, non sappiamo quale avversario troveremo. E Ventura, dopo la Nazionale, vorrà ripartire convincendo».

Parma e Bologna dopo Verona: obbligatorio rialzarsi?

«Sulla carta siamo superiori a tutte, ma prima testa al Chievo. Sarebbe un grave errore pensare di aver già vinto. Saranno sfide toste, ma sono convinto che basti poco per svoltare. Un successo e possiamo sbloccarci definitivamente».

Azzardato, oggi, parlare d’Europa?

«Siamo in fondo e dobbiamo tirarci fuori da questa situazione il prima possibile. Prima facciamo i punti, poi vedremo»..

Questione rinnovo: qual è la situazione?

«Ho un contratto fino al 2022, non c’è fretta. Ne stiamo parlando in totale tranquillità».

Lazio prima, soprattutto Germania poi: Freuler piace sul mercato.

«Ho sentito, ma qui sono felice. Zingonia è spettacolare e presto avremo lo stadio di proprietà, non ci manca nulla. Questo club è un modello per tutti, uno dei top in Italia». Parole da leader, parole (chissà) da «Capitan Futuro».