Gasperini:”Finalmente mi sento amato. Ecco perché sono venuto a Bergamo.  Un sogno per il futuro? In una grande ci sono già. Non invidio Mancini

02.06.2018 22:02 di Luca Ronchi  articolo letto 2729 volte
Fonte: SportWeek
Gasperini:”Finalmente mi sento amato. Ecco perché sono venuto a Bergamo.  Un sogno per il futuro? In una grande ci sono già. Non invidio Mancini

Piazzandosi settima in campionato, l’Atalanta è arrivata per la seconda stagione consecutiva in Europa se pur attraverso i preliminari.

Il presidente ha detto che ha cambiato la mentalità dell’Atalanta, in che modo?
“Ho trovato un club che faceva dell’umiltà la sua forza, in cui il traguardo massimo era la permanenza in A. Quello che mi stupiva è che non fosse propensa a lanciare i giovani in prima squadra, a differenza di quello che si diceva in giro. Invece è stato proprio questo il motivo che mi ha spinto a Bergamo, la possibilità di lavorare con i giovani. E’ ciò che mi chiese Percassi:”Il mio sogno è vedere 7-8 giovani entrare in rosa” Ho fatto di più, li ho fatti giocare”

Che voto dà alla stagione?
“I 72 punti della scorsa stagione sono forse irripetibili, ma questa è stata più prestigiosa e formativa. Siamo arrivati ai sedicesimi di E.L e alla semifinale di Coppa Italia, con tanti risvolti positivi: concentrazione e condizione atletica mantenute per lungo tempo, pochi infortuni. Dunque 9 all’Atalanta, 10 ai ragazzi”

E al mister?
“Nove, che rappresenta l’Atalanta in panchina”

I tre momenti decisivi che si porterà dentro nel bene e nel male?
“L’Eliminazione in E.L per mano del Borussia è un grande rimpianto, ma siamo usciti a testa alta. Una grande soddisfazione la vittoria a Napoli in Coppa italia. Di buono prendo in generale tutto il rendimento del girone di ritorno”

Perché è rimasto a Bergamo?
“Perché è difficile trovare altrove dirigenti come Percassi. Per l’affetto della gente di cui non ho mai goduto, neanche a Genova. Mi interessava però capire se da parte di tutti ci fossero gli stimoli a proseguire  in una certa direzione. Non è questione di risultati da ripetere a ogni costo: siamo consapevoli che quelli ottenuti negli ultimi due anni non sono normali. Ma per essere felice di lavorare per l’Atalanta devo avere la possibilità di valorizzare i giocatori: è utile al club ed è quello che mi piace fare. Io mi sento gratificato a lanciare Barrow, con tutto il rispetto per Gomez e Ilicic”

L’Atalanta può crescere ancora?
“C’è troppa disparità tra noi e le grandi che ogni anno ci portano via i giocatori migliori. Come ho detto, il bello del mio lavoro è valorizzare e scovare i nuovi Caldara e Conti. Ma non è facile sostituire 6 titolari in un anno e mezzo. L’importante è non perdere la nostra identità che consiste anche nel privilegiare gli italiani, è la strada che premia maggiormente”

Il giocatore che le ha dato più soddisfazione quest’anno?
“Potrei citare Ilicic, ma sapevo già che era molto forte. Perciò dico Barrow. Nei primi allenamenti era molto timido, poi nelle partitelle faceva più gol di tutti, abbiamo ceduto Orsolini e Vido per dargli sapzio ed è una scelta di cui mi prendo il merito, quando ha preso fiducia l’ho inserito”

Caldara pronto per la Juve?
“Si assolutamente e sono convinto che prima o poi tornerà qui, spero quando non sarà troppo bollito”

Onofri ha detto che solo la Lazio e Napoli giocano bene come voi, di stampo europeo, perché?
“A me pare invece che il nostro campionato abbia espresso un buon calcio. Il torneo è stato aperto fino all’ultimo per tutti gli obiettivi. Ci mancano fuoriclasse stranieri, questo si, bisogna aumentare gli introiti per attrarre campioni”

Come si aumentano?
“Facile: con gli stadi di proprietà, l’Atalanta è un bell’esempio di gestione, con i soldi presi per le cessioni ci siamo rifatti lo stadio e il settore giovanile. Puoi pagarla sul piano dei risultati nel breve periodo ma alla lunga crei una base solida su cui costruire. Il problema è anche un altro”

Dica?
“Che il nostro sistema calcio, quello che inizia con le scuole, passa per l’esasperazione del risultato fin dai campionati giovanili e arriva all’estremo in serie A. Non è adatto a sviluppare i nostri talenti e portarli in Nazionale”

Le piacciono le seconde squadre?
“In teoria si, ma si faranno? In B e C non le vogliono”

Invidia Mancini?
“No, ha preso una bella gatta da pelare. Io sono stato accostato più mediaticamente che realmente. Mi piace il lavoro quotidiano”

Quale collega ammira di più?
“Guardiola, sempre. In italia Sarri per il gioco, Allegri per la capacità di vincere, fino  a De Zerbi, che con il suo Benevento ha fatto vedere interessanti”

Alla Juve e Milan potrebbe chiedere le stesse cose che chiede a Barrow in allenamento?
“IL MIO INTENTO NON è quello di stressare i giocatori, ma di farli divertire. Faticano, ma alla fine si esaltano. E poi Ronaldo sta nel Real, ma è un esempio di come ci si deve allenare”