Gollini dalla porta a Sanremo:”La musica è un’arte, mi chiamerò Gollorious. C’è una canzone bellissima che si chiama “Atalanta” di Houston. Qui sto bene, vorrei giocare di più. A Manchester regole militari”

08.02.2018 10:18 di Luca Ronchi  articolo letto 2763 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Gollini dalla porta a Sanremo:”La musica è un’arte, mi chiamerò Gollorious. C’è una canzone bellissima che si chiama “Atalanta” di Houston. Qui sto bene, vorrei giocare di più. A Manchester regole militari”

Gollini, quando è stato chiamato in causa, ha sempre dimostrato di essere uno dei migliori “12” nella serie A italiana. Ma se sta in panchina Szczesny che potrebbe fare il titolare ovunque, pure Gollini aspetta il suo momento, cercando di farsi trovare pronto ogni volta che Gasperini lo lancia titolare

Un anno di Atalanta, bilancio?
“Molto buono, sono contento anche se avrei voluto giocare di più, ma il carattere mi aiuta, non me la prendo”

Preferisce portiere di campionato o coppa?
“Qualsiasi cosa, certo, l’Europa è bellissima, ma è il campionato che potrebbe ridarci altre serate come Dortmund”

Premier e Serie A, siamo così indietro?
“No, paghiamo l’eliminazione del mondiale, ma la Juve è arrivata due volte in finale Champions. La differenza è economica, nelle strutture e in parte di mentalità e nella paura di schierare i giovani, ma in campo no”

Quali le difficoltà di un ragazzo giovane che va a giocare lontano così presto?
“Il distacco da casa e dalla famiglia, ma a 16 anni sei già a contatto con giocatori che sei abituato a vedere in tv e questo ti aiuta a crescere anche se a Manchester le regole erano quasi militari. Niente cappello e guanti per il freddo, tutti in maniche corte, niente tatuaggi, orologi, chiusi persino i miei profili social”

Il giocatore più forte con cui si è allenato?
“Scholes e Pogba”

Gomez in quale posizione lo metterebbe?
“Fa la differenza. Ha fatto una scelta di vita, ma avrebbe tutto per giocare in un top club”

Da appassionato di musica Hip Hop che musica sceglie per l’Atalanta?
“Ce n’è una che parla di noi. Si chiama proprio Atalanta di Houston, è bellissima. Ne scelgo una per me:”Fin qui” di Luchè”

Ma è vero che è pronto a scrivere una canzone?
“Il calcio è la mia vita, ma non nascondo di voler far uscire qualcosa di mio: a fine stagione ci penserò, con un mio amico produttore, la musica è la mia arte preferita”

I rapper sono pieni di tatuaggi, perché lei non li ha?
“Non mi piace l’idea di avere qualcosa addosso per la vita. Sono giovane, se ci fossero inchiostri che durano 5-6 anni sarei pieno”

Asta di riparazione, Gollino va preso al Fantacalcio?
“Tra i giocatori dell’Atalanta, sono quello che ha la media più alta per minuti giocati, però non me la voglio gufare”

Altra passione, la NBA
“Si una volta in tourneè con il Manchester, ma a fine campionato torno in America, seguo gli italiani ma tifoso di LeBron James. Mi piacciono giocatori straripanti come lo erano Adriano e Ibra. Il 91 per Dennis Rodman”

Ha pure una sua linea di abbigliamento. Come mai tutti questi interessi fuori dal campo?
“Perché nella vita non bisogna mai porsi limiti alle passioni e alla fantasia. I veri valori della vita sono altri. Ma l’abbigliamento può rispecchiare il carattere di una persona”