Gosens:"Solo il City più forte di noi, possiamo passare il turno"

31.08.2019 12:41 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Gosens:"Solo il City più forte di noi, possiamo passare il turno"

Tra muscoli e cervello. Con un pallone e tanti libri, che entrano nella testa. Dentro ci sono mille concetti che fa propri, esame dopo esame: «Ne ho appena dati due, andati bene. Il terzo è tra due settimane: come in campo, si corre anche nello studio». Per Robin Gosens, la psicologia è un po’ come la fascia: la analizza, la osserva. E al momento giusto, sa come prenderla. Lo ha dimostrato con l’inzuccata per il momentaneo 2-1 alla Spal. Che sia calcio o università, lui mastica la materia: «Azione da Atalanta, ma eviterei di andare sempre sotto: rimontare non è una passeggiata...». Un limite da cancellare, soprattutto in Champions: «Conosco Gasperini: la sua squadra è reduce da un’annata incredibile - così ieri Guardiola - gioca un calcio diverso da quello che solitamente si vede in Italia».

Insomma, ottavi non impossibili.

«Abbiamo il potenziale per passare il turno. City fortissimo, il top in Europa con Liverpool e Barça, ma Shakhtar e Dinamo non sono superiori: sarà fondamentale raccogliere almeno 4 punti nei primi due turni».

Avrebbe voluto altri incroci?

«Giocare ad Anfield è un sogno. E Klopp è tedesco come me: mister fantastico, sfidarlo sarebbe stato il massimo. Chissà, magari dopo i gironi».

Cos’ha in più e in meno l’Atalanta?

«Forse pecchiamo in esperienza, ma fisicamente e mentalmente ci siamo. Il gioco di Gasperini non si vede spesso, anche con Guardiola proveremo a dire la nostra: loro, dietro, qualcosa concedono».

Champions e campionato: cosa sceglie?

«Serie A più importante: dura mesi, da lì proveremo a piazzarci di nuovo lassù».

A Ferrara, però, una «falsa partenza».

«Fatichiamo in avvio, è difficile dare una spiegazione. Detto ciò, andando avanti abbiamo più forza dell’avversario: ora starà a noi lavorare per migliorare l’approccio, non sempre si può ribaltare il risultato».

Il suo gol rispecchia la vera Dea.

«È una delle nostre azioni tipiche. E sottolineo “una delle”: ne abbiamo parecchie».

Ora primo turno in «casa».

«Meglio Bergamo, tuttavia siamo abituati a girare. Sempre coi nostri tifosi accanto. Di fronte un Torino tosto, che vorrà rialzarsi dopo il Wolverhampton: per concetti e modulo, sono simili a noi. Bravi sulle fasce e pericolosi davanti. E aggiungo: stavolta vorrei andare in vantaggio».

Oltre ad Hateboer e Castagne, c’è Arana: sensazioni?

«Positive. L’obiettivo è disputare una cinquantina di partite, giusto prendere un altro esterno: la concorrenza fa bene, starà a me dimostrare di poter essere titolare».

In estate l’ha cercata non un club qualsiasi.

«Sono un tifoso dello Schalke, si sa: ci ho pensato, è normale. E un domani vorrei giocare in Bundesliga, ma oggi sono felicissimo di indossare questa maglia».

Per ora convince tutti. Anzi, quasi: manca Löw.

«Io non mollo. E la Champions mi darà maggiore visibilità. Il c.t. sta dando una chance a molti, spero di essere convocato presto: credo di meritarlo».

D’altronde, dopo due stagioni a Zingonia, sembra un altro.

«Senza passare per presuntuoso, non sono sorpreso: quando arrivai avevo una “fame” particolare, anche grazie al mister sono cresciuto, ma non mi fermo. Come si dice? Ah, gli esami non finiscono mai».

A proposito, quanto manca alla laurea?

«Un paio d’anni, poi ci siamo. E festeggeremo».