Ilicic:"Dalla strada all'Europa, gioco perchè mi diverto e non ascolto le critiche. Un top club? Ci penserò"

28.05.2018 04:56 di Luca Ronchi  articolo letto 2408 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Ilicic:"Dalla strada all'Europa, gioco perchè mi diverto e non ascolto le critiche. Un top club? Ci penserò"

 

Ilicic sembra essersi innamorato di Bergamo e Gasperini, ma in cuor suo sogna una chimata di una big per chiudere la carriera con la classica ciliegina sulla torta.

Cominciamo dalle critiche: Ilicic è discontinuo
“Quanti gol e assist ho fatto da centrocampista? A Firenze ho segnato 15 gol e dato un sacco di assist, ma dicevano che ero discontinuo. E gli altri allora cosa sono? Non mi occupo di chi mi critica”

E’ lento?
“Non penso… ho giocato con Joaquin che nell’uno contro uno è il più forte che ho mai visto, però sembrava lento. In realtà ti spostava sempre la palla e non la prendevi mai, bisogna prendere la palla non essere veloce”

E’ solo mancino?
“Col piede, ma desto quando scrivo. A Palermo non facevo niente con il destro, poi mi sono infortunato e ho cominciato a lavorarci, a volte crosso meglio con il destro”

Con poco carattere
“A Palermo sono arrivato dal campionato sloveno, in un mese sono passato dal smettere di giocare a giocare contro l’Inter del triplete. In estate svevo smesso perché eravamo retrocessi e non volevo scendere in B. Poi non mi pagavano”

Che stagione è stata per l’Atalanta?
“Mi sono divertito molto, l’anno è passato veloce, quando è così vuol dire che è stato bello. Con Petagna mi sono divertito di più anche perché siamo vicini di casa e la partita con il Dortmund la più emozionante. Lo stadio? Mi è piaciuto molto di più l’atmosfera di Siviglia quando ci giocai con la Fiorentina, è tutto più caldo in Spagna”

E l’impatto con l’Atalanta?
“Qui si lavora benissimo, non sono mai stato così forte , qui tocco meno palloni ma ho più occasioni. Il segreto? La continuità, non si può vivere solo su una partita. Molti pensavano facessimo la fine del Sassuolo, ma abbiamo una rosa ampia, a differenza del Napoli che ha perso lo scudetto e speravo lo vincessero per cambiare un po’”

Barrow?
“Mi sembra Dybala a Palermo, ma ne calcio devi essere sempre dentro la partita, se pensi di fare un gol e sparire non va bene”

Ora è un leader
“Non mi pongo come tale, mi piace prendermi delle responsabilità in campo, farmi dare la palla quando conta, senza paura”

La panchina le dà fastidio?
“All’inizio la vedevo in modo negativo, ora meno, a volte entro e risolvo le partite”

Si parla di top club
“Non lo so cosa farò, se la società decide di vendermi ci penserò”

Che uomo è Ilicic?
“Mentalmente sono molto preparato alla vita rispetto a quando arrivai in Italia. Ho fatti tanti errori, ho litigato con società e tifosi. Dovevo stare zitto ma non l’ho fatto. Le persone finte però non mi piacciono . Io penso che bisogna star bene con se stessi dentro, non ho avuto una vita facile, mio padre è morto quando ero piccolo e mia mamma ha cresciuto me e mio fratello da sola. La mia scuola è la strada”

Come sono stati quegli anni?
“Stavo sempre fuori casa, c’erano i palazzi e in mezzo i campi da calcio. Oggi ci passo e non c’è più nessuno, noi invece giocavamo anche a 40°. Mia madre non sapeva mai dove ero. Ora ci sono i cellulari, ma se sapessi che le mie figlie facessero la metà di quello che facevo io, mi ammazzerei. Ho fatto tante cose (ride..)”

Cose le piace fare oggi?
“Pescare va bene? Io e Tomovic prima di andare in ritiro con la Fiorentina, ci preparavamo per un mese. Mi piace la pesca nel fiume, muovermi, non riesco a stare fermo”