L'ex Makinwa "torna" a Bergamo 12 anni dopo:"Ilicic e Papu che goduria" La punta, che ora fa l’agente, promuove anche Gasperini:"Gioca il calcio che piace a me"

 di Luca Ronchi  articolo letto 1731 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
L'ex Makinwa "torna" a Bergamo 12 anni dopo:"Ilicic e Papu che goduria"  La punta, che ora fa l’agente, promuove anche Gasperini:"Gioca il calcio che piace a me"

L’uomo a testa in giù vive con i piedi per terra. Stephen Makinwa ha smesso di fare salti mortali dopo i gol e ora è un agente. A chi lo incontra nelle sale del Wyscout Forum parla del suo passato da punta e dei suoi assistiti. Oggi, però, l’argomento è Atalanta. 

Makinwa-Atalanta è stata una storia breve ma con 6 gol in mezza stagione (2005). Ricordi?

«Il rapporto con la gente. A volte aspettavano che uscissi, dopo il 90’, e mi chiedevano una capriola, come dopo i gol. Avevano anche uno striscione, “Makinwa sindaco”. Non so perché, forse volevano dimostrare che le voci sul razzismo a Bergamo non avevano senso».

L’Atalanta di oggi va molto meglio di quella del 2005. Un commento?

«Gasperini è il miglior allenatore nelle squadre dal 7° posto in giù e il suo calcio, con tanto movimento, mi piace. Il 4° posto è stato incredibile».

Il giocatore preferito nella rosa?

«Il Papu è forte ma scelgo Ilicic. Hai la sensazione che possa decidere sempre, anche quando sembra che non sia in campo».

Prima di Natale ci sarà Atalanta-Lazio. Come si fa a scegliere?

«Quando due mie ex squadre giocano, non so mai per chi tifare. Anche se ora vivo a Roma e alla Lazio ho avuto Onazi».

Da ex compagno, si poteva immaginare che Simone Inzaghi sarebbe diventato l’allenatore italiano emergente?

«Si vedeva che aveva voglia di fare, ero convinto che diventasse un allenatore ma così bravo no».

Quando si rivedrà Makinwa a Bergamo?

«Non lo so, qualche volta torno, mi fa piacere. Quando io e Marcolini siamo venuti a Bergamo col Chievo ci hanno fatto festa. Ho ancora a casa una bottiglia di rosso, regalo dei tifosi, con un’etichetta con il mio nome. Non l’ho mai aperta: sarà ancora buono?».