Luca Percassi:"Dopo Fiorentina e Udinese ho dormito poco, ma è una piacevole condanna"

01.05.2019 15:30 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Luca Percassi:"Dopo  Fiorentina e Udinese ho dormito poco, ma è una piacevole condanna"

Lo stadio chiude, l’Atalanta no. Anzi, adesso e lontano dalla sua gente, arriva il bello: quarto posto, zona Champions, finale di Coppa Italia. Doppia vista sull’Europa, nobile e meno nobile: come scegliere tra ostriche e salmone. Luca Percassi, l’a.d. nerazzurro, simbolo vivente del profilo basso, vorrebbe parlare di salvezza conquistata con abbondante anticipo, ma non ce la fa. È troppo.

Come i tifosi nostalgici si è portato via un pezzetto della Nord?

«Sì, ho voluto anch’io un ricordo della curva tanto amata dai bergamaschi. Si chiude una pagina, ma lo stadio rifatto sarà ancora più bello».

Si chiamerà Gewiss Stadium. Non è un nome molto romantico…

«È il segno di un’importante partnership con una grande realtà di Bergamo, ancora una volta il territorio decide di sposare l’Atalanta e per 6 anni, non poco. Comunque le curve continueranno a chiamarsi come adesso: un’evoluzione del mercato nel rispetto delle tradizioni».

Ha dormito dopo l’Udinese?

«Pochissimo, come era successo dopo la Fiorentina. Una dolce condanna».

In 25mila a Roma: vuol dire un bergamasco su 5, anziani e neonati compresi

«La passione della città è forse unica in Italia, come dimostrato in altre trasferte europee. E questa, comunque vada a finire, passerà alla storia».

Ha visto una squadra stanca contro l’Udinese?

«Direi di no, nel finale ricordo i recuperi di Gomez e Zapata».

Ci sono differenze rispetto al quarto posto di due anni fa?

«Oggi non siamo una sorpresa e il campionato è più incerto».

L’Atalanta più forte di sempre?

«Non so, posso dire che è molto forte e bellissima. Sono stati tre anni importanti, una crescita graduale ed esaltante».

Capello ha spiegato: «La Juve ha sofferto con l’Ajax come con l’Atalanta». Il paragone regge?

«Più che altro, fa piacere. Ci sono analogie nelle scelte societarie: puntare sui giovani e stare attenti ai bilanci. Ma ricordiamoci cosa hanno fatto loro e che dimensioni abbiamo noi. Però sì, possiamo dire che l’Atalanta è un piccolo Ajax».

Un’olandese ce l’avete: lunedì è stato il migliore in campo

«In realtà ne abbiamo due, che fanno la differenza: Hateboer e De Roon».

Il migliore è stato De Roon.

«Un giocatore straordinario, che ci siamo pentiti di aver venduto tre anni fa e che poi abbiamo ripreso pagando 6 milioni di più. Ma ne valeva la pena. Lui poi ci teneva a tornare».

Ha sorpreso anche come difensore centrale.

«Una felice intuizione di Gasperini. Come Gomez trequartista».

Sorpreso da Gollini che ha vinto la concorrenza di Berisha?

«No, avevamo fatto un investimento importante su di lui riscattandolo per 4,5 milioni. Ora abbiamo due portieri affidabili».

Meglio vincere la coppa Italia o andare in Champions col quarto posto?

«Non scelgo perché ci stiamo giocando tanto e potremmo anche perdere tutto. La cosa più bella è vedere come la gente ha accompagnato la nostra corsa».

I Percassi hanno ripreso l’Atalanta dopo 9 anni: si sarebbe mai aspettato...

«Sinceramente no. Dietro ci sono passione e programmazione, abbiamo preso la squadra in B e siamo arrivati fin qui facendo un lavoro graduale, mattone dopo mattone come è tipico della nostra gente».

Ultimi dati: 24 milioni di utile.

«I risultati ci danno ragione anche fuori dal campo».

In arrivo la doppia sfida con la Lazio all’Olimpico.

«Coincidenza esaltante: giocare la finale all’Olimpico è già un motivo di orgoglio. Una partita che sarà ricordata a lungo, come quella col Malines».

Dov’era il 13 giugno ‘87 , finale di ritorno col Napoli a Bergamo?

«Avevo 7 anni, ero troppo piccolo…».

E dov’era il 18 maggio 1996, finale di ritorno con la Fiorentina a Bergamo?

«Avevo 16 anni e giocavo nelle giovanili dell’Atalanta: ho sofferto davanti alla tv».

Ma avrà pure un difetto questa squadra?

«Davvero difficile trovarli».

Gasp ha il contratto fino al 2021, più l’opzione per un altro anno. Ma è vero che potrebbe andare al Milan?

«Sono d’accordo con quello che ha detto il presidente: “Gasperini rimane qui, ha fatto un lavoro straordinario”».