Massimo Donati:"Contro la "mai" Atalanta, sarà dura per il Milan. Gasperini un modello"

21.12.2017 12:53 di Luca Ronchi  articolo letto 2032 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Massimo Donati:"Contro la "mai" Atalanta, sarà dura per il Milan. Gasperini un modello"

Da Bari ad Hamilton, in Scozia. Dai 58.000 spettatori del San Nicola ai 6.000 del New Douglas Park: un salto che avrebbe spaventato molti, ma non Massimo Donati. Nell’estate 2016 il centrocampista scuola Atalanta cercava una sfida per sentirsi ancora importante: «L’Hamilton mi ha offerto un periodo di prova, poi abbiamo deciso di continuare insieme». La sua nuova vita però non gli ha fatto perdere di vista i i vecchi amori: «Sono andato a vedere Everton-Atalanta in Europa League. Mi sono fatto cinque ore di macchina all’andata e cinque al ritorno, ma ne è valsa la pena». E sabato la Dea sfiderà il Milan, dove Donati ha giocato quando aveva appena 20 anni e per lui era «tutto un sogno».

Che cosa significa crescere nelle giovanili dell’Atalanta?

«È una fortuna. L’Atalanta ti fa crescere prima di tutto come uomo. Lì ho avuto grandi mister come Eugenio Perico. In Primavera ero stato allenato da Giovanni Vavassori: nel 1999 siamo poi arrivati entrambi in prima squadra. Lui non aveva paura a lanciare i giovani».

Conti, Kessie, Caldara, Petagna e Cristante: che cosa pensa dei giovani lanciati dall’Atalanta nelle ultime due stagioni?

«Hanno avuto la fortuna di crescere con Gasperini, con cui ho lavorato anche io nel 2012-13 a Palermo. Non conosco personalmente Cristante, anche se siamo nati nello stesso paese. Gasp ha fatto bene a dargli fiducia. Avrà un grande futuro».

Si aspettava un’Atalanta così bella in Europa League?

«Quando ho visto il sorteggio del girone pensavo fosse dura. Anche col Borussia Dortmund non sarà facile, ma l’Atalanta ha le sue possibilità. Speravo che incontrasse il “mio” Celtic, ma non è andata così. Mi auguro che possano sfidarsi più avanti nel torneo».

Nel 2001-02 lei è stato compagno di squadra di Gennaro Gattuso, che oggi allena il Milan…

«La crisi dei rossoneri è difficile da spiegare. Sono cambiati otto, nove undicesimi della squadra, ma non sono arrivati dei top player. A San Siro l’Atalanta è favorita, ma il Milan deve riscattarsi dopo Verona».

Nel 2009-11 era al Bari con Ventura. Quali responsabilità gli attribuisce per la disfatta con la Svezia?

«Ventura è l’allenatore che mi ha insegnato di più. Nel calcio molte situazioni possono essere comprese a fondo solo da dentro. Non me la sento di dargli tutte le colpe di questo fallimento».

È in Scozia anche per studiare da allenatore?

«Sono qui per prendere il patentino da allenatore A. Riuscire a farlo, mentre scendo ancora in campo con l’Hamilton, mi ha spinto a scegliere la Scozia».

Che allenatore sarà?

«Un mix tra Ventura e Gasperini. Ho le idee già molto chiare. Non vedo l’ora di iniziare».