Maxi Moralez:"Con Papu e Muriel l'Atalanta corre. Italia? Se una neo promossa ha bisogno..."

08.07.2019 13:55 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Maxi Moralez:"Con Papu e Muriel l'Atalanta corre. Italia? Se una neo promossa ha bisogno..."

Un argentino negli States, che parla il dialetto. Così, sembra una barzelletta: «Il bergamasco? Qualcosa mi ricordo...». Un termine su tutti: «Beh, pòta!». Must dai mille significati, anche di stupore ed esaltazione. E allora, chissà quante volte Maxi Moralez lo avrà utilizzato ammirando questa super Dea: «Ho visto molte partite, la Champions League è un traguardo straordinario. E aggiungo: farà bella figura». Da White Planes, ecco El Frasquito. Uno che dà del tu al pallone. Un talento che per i tifosi nerazzurri, nonostante i 158 centimetri di altezza, sarà per sempre un gigante. D’altronde 148 match, 18 gol in campionato e 26 assist da luglio 2011 a dicembre 2015 non si dimenticano: «Mi vogliono bene, me lo dimostrano anche sui social. Spesso mi chiedono di tornare». Difficile che ciò possa accadere, il futuro sarà in Argentina o ancora con il New York City: «Il contratto scadrà a fine anno, stiamo parlando del rinnovo. Poi, se non arrivassimo all’accordo, valuterei altre opzioni confrontandomi con la famiglia. In ogni caso, mi piacerebbe chiudere la carriera al Racing».

Non pensa all’Italia?

«Amo il vostro Paese. Se una neopromossa ha bisogno, il mio destro è sempre quello! Purtroppo credo sia dura rientrare nel giro, non sono nemmeno comunitario. Comunque, qui sono felice e mi diverto un sacco. Puntiamo ai play-off e, chissà, alla vittoria del titolo. Il soccer è in netta crescita, ormai non arrivano solo campioni a fine carriera. Si punta, altrettanto, su giovani di prospettiva».

Che ricordi ha di Bergamo?

«Ho conosciuto persone uniche, non solo nel calcio. Infatti saluto con affetto la gente di Alzano Lombardo, dove vivevo».

Suo amico, senza dubbio, è il Papu.

«Un compagno di viaggio, sin dai tempi dell’Under 20. Ci sentiamo e lo seguo su Instagram: lì è scatenato, come in campo. Negli ultimi anni ha alzato il proprio livello. È il capitano, segna e fa segnare. È semplicemente determinante per i risultati dell’Atalanta».

Anche chi gioca al suo fianco non è male...

«Ilicic è un fuoriclasse assoluto, lo ha dimostrato soprattutto nella scorsa stagione. Idem Zapata: bomber vero, definitivamente esploso. La loro conferma è fondamentale, così potranno gustarsi la Champions».

Da disputare con un Muriel in più.

«Veramente forte, in passato ci siamo sfidati parecchie volte e lo abbiamo sempre sofferto. È una punta con qualità impressionanti, l’ideale per questo gioco. Se si mette a disposizione, sarà decisivo».

Maxi come si troverebbe con Gasperini?

«Benissimo, mi spiace per non aver mai lavorato con lui».

Europa: le sue sensazioni?

«Non so dove arriverà l’Atalanta, dipenderà pure dal sorteggio, ma ha le sue cartucce da sparare. Spero possa giocare a Bergamo, lì qualunque squadra farebbe fatica».

Quante chance per la conferma del terzo posto?

«Tutti i campionati europei sono tosti, in primis la A. E con tre competizioni, forse concederà qualcosina: in rosa non ci sono 30 top player, ma chiudere tra le prime quattro è possibile. Mi aspetto altri colpi».

Musica per le orecchie dei tifosi.

«Si meritano tutto: a Roma, per la finale di Coppa Italia, erano in 20.000. Pazzesco... Devono godersi appieno questo momento storico».

Intanto Percassi è sempre più un idolo.

«Presidente straordinario, parla poco, ma quando lo fa ti cattura. È capace di emozionarti. Grazie a lui e al mister la mentalità è cambiata, ormai si lotta stabilmente per certe posizioni. E non è finita…».

Si riferisce a quella parola che inizia con la «s»?

«La proprietà ha clamorosamente accorciato i tempi: nel 2011, quando arrivai a Zingonia, si pensava alla salvezza. Poi la classifica è cambiata ed è arrivata l’Europa League, ora addirittura la Champions. E in soli 8 anni. Quindi, perché no? In poco tempo si potrebbe lottare per lo scudetto». Parola di Maxi. E non è una barzelletta.