Petagna:"Questa Spal mi ricorda l'Atalanta. Mi hanno cacciato. Qui gioco più vicino alla porte e segnerò molto di più"

20.09.2018 17:25 di Luca Ronchi  articolo letto 2685 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Petagna:"Questa Spal mi ricorda l'Atalanta. Mi hanno cacciato. Qui gioco più vicino alla porte e segnerò molto di più"

La palla in rete e uno sguardo alla panchina. Andrea Petagna sognava questo momento dal suo arrivo a Ferrara. Un tuffo nel passato che lo ha commosso. «Dopo il gol il pensiero è andato a nonno Francesco. È stato allenatore tanti anni alla Spal. Centrando anche la promozione in Serie B. Ricordo quando mi portava al giardino. Ero un bambino affamato di calcio. Cercavo sempre il pallone dei grandi e lui mi rimproverava affettuosamente: “Andrea usa una palla piccola per migliorare la tecnica”. Lo porto nel cuore e gli dedico questo mio periodo di felicità». Il gigante buono è l’eroe di un popolo che sta sognando. Secondo posto in classifica insieme al Napoli. Davanti solo la Juve. Roba da perdere la testa. Petagna invita alla prudenza ma con un paragone stimolante. «Questa Spal mi ricorda l’Atalanta di due anni fa. Quella che arrivò quarta. Per carità, non dico che centreremo lo stesso risultato però ci sono alcuni punti di contatto che mi fanno riflettere».

Per esempio?

«La forza e l’armonia del gruppo. La fame di risultati. Chi sta in panchina, e so quanto sia duro vivere in quella situazione, è felice come chi gioca. E si allena a cento all’ora. Così si costruisce qualcosa di importante».

Grazie anche ai suoi gol.

«In carriera sono arrivato al massimo a quota 8. Stavolta voglia andare in doppia cifra».

Per smentire chi sostiene che Petagna è un guerriero ma segna troppo poco.

«Io ho il mio stile. Ci sono centravanti che non fanno niente per tutta la partita, sfruttano il lavoro dei compagni e segnano 30 gol. Ma le loro squadre non ottengono grandi risultati. Io firmerei subito per restare a quota 2 reti in cambio della salvezza sicura della Spal. Chiaro il concetto? E poi…».

Poi?

«Facciamo un po’ di conti: nei due anni all’Atalanta ho fatto 11 gol e 20 assist tra campionato e coppa. Capito? Venti assist. Se Gasperini che è uno bravo mi faceva giocare sempre ci sarà stato un motivo...».

Però ha dato il via libera alla sua cessione.

«In ritiro mi ha detto che non c’era più posto per me nell’Atalanta. Lo confesso, mi è proprio dispiaciuto. Io volevo restare. Ma è arrivata al momento giusto l’offerta della Spal».

Un fantastico paracadute.

«Con Semplici gioco più vicino alla porta. Di sicuro segnerò di più. Lunedì sera contro l’Atalanta sono andato al tiro 5-6 volte. Con Gasperini spesso mi fermavo a una conclusione a partita. Una bella differenza».

I suoi modelli di bomber?

«Vieri e Benzema. Ma non scriva che mi ispiro a loro. Sono solo centravanti che ammiro».

Papà Euro è il suo primo tifoso.

«E il primo critico. Anche lunedì sera a cena mi ha detto che ancora non ho fatto niente e che devo migliorare nei colpi di testa. È un martello ma ha sempre ragione».

Qual è il segreto di questa Spal?

«Il primo pensiero della squadra non è difendersi ma attaccare. Certo, con intelligenza. Ma la parola “catenaccio” non fa parte del vocabolario di Semplici. Mi piace l’idea di provare a confrontarsi con qualsiasi avversario».

Il nuovo stadio è un valore aggiunto?

«Certo, vale dei punti in più. Come lo Juventus Stadium per Allegri. A Ferrara fanno le cose sul serio, si fa calcio pulito. E c’è un’organizzazione fantastica. Ancora non capisco come questa piazza possa essere stata tanti anni lontana dal grande calcio. Rimedieremo».

Magari difendendo più a lungo possibile il secondo posto?

«Nessun volo di fantasia. La Juve è favorita per il titolo e le altre grandi alla fine si riprenderanno il loro posto in classifica. Noi siamo solo felici per questo momento speciale. E cercheremo di farlo durare a lungo».

Cosa le piace di Ferrara?

«La possibilità di girarla in bicicletta».

Le sue passioni oltre al pallone?

«Mi piace la musica rap. Ha mai sentito parlare di Sfera Ebbasta? È mio amico e sta vendendo una montagna di dischi».

A proposito di amici, cosa le ha detto il Papu Gomez, suo compagno di giochi nell’Atalanta?

«Era felice per me. Eravamo una bella coppia. Ne abbiamo fatti di scherzi».

Ma lunedì sera è stato Petagna a farne un paio alla sua Atalanta. Anche se, a cominciare da Gasperini, nessuno del suo vecchio mondo ha sorriso.