Riconquistiamola, Percassi:"Cerchiamo di tornare in Europa". Masiello:"Basta piangere, ora c'è la Juve"

24.02.2018 05:42 di Luca Ronchi  articolo letto 1614 volte
Riconquistiamola, Percassi:"Cerchiamo di tornare in Europa". Masiello:"Basta piangere, ora c'è la Juve"

L’Eco di Bergamo intervista il presidente nerazzurro Antonio Percassi che dopo la serataccia di Reggio racconta il futuro che sogna per la sua Atalanta.

Il giorno dopo il pareggio dal sapore amaro della sconfitta Antonio Percassi ha dovuto spegnere il telefono. «Un po’ perché l’agenda era piena, ma soprattutto perché non smetteva più di trillare...». Una valanga di sms, e mail, e chiamate. «Sì, un consenso imprevedibile anche dai più ottimisti. Merito dei ragazzi e del mister...». Consenso sì, ma l’uscita dall’Europa league pesa e bisogna guardare avanti. «Atalanta, l’Europa fa crescere: tre mesi per un’altra impresa. Emozionante vedere che tutti tifano per noi».

"E' emozionante che tutti tifano per noi, Gasperini a vita. Ora non siamo più la sorpresa, entrare in Europa conterebbe di più del quarto posto dell'anno scorso. Dobbiamo crescere di anno in anno tenendo i conti a posto"

MASIELLO

Dalle lacrime alle lacrime. Dal gol all’Everton, il primo dell’avventura europea dell’Atalanta al doloroso pari con il Borussia che è costato l’eliminazione nei sedicesimi di Europa League. Non si può dire che la stagione di Andrea Masiello sia stata banalmente piatta. Emozioni forti, in tutti i sensi. 

Dopo la partita, Masiello ha ricostruito così il momento, cercando di guardare oltre: «Siamo molto dispiaciuti, avevamo la qualificazione in mano, eravamo convinti di potercela fare, l’avevamo dimostrato anche all’andata. Ci sono mancate un po’ di esperienza e di fortuna che in questi casi è fondamentale. Creiamo tanto, ma a volte non ci va bene e poi il campo pesante non ha aiutato. Ma il calcio è anche questo». Il bilancio resta positivo: «E’ stata una bella esperienza, che ci ha fatto maturare. Ma ci siamo pure divertiti e capito che questa squadra può crescere ancora. Ora abbiamo tre mesi per riconquistare la possibilità di tornare in Europa. E devo ringraziare il pubblico, gli applausi a fine partita sono stati un gesto incredibile».

Anche il Papu Gomez ieri ha voluto omaggiare su Instagram il popolo nerazzurro: «In ogni angolo del nostro spogliatoio c’erano i vostri messaggi: grazie di nuovo di cuore per aver sostenuto la squadra. Maledetti quei 10 minuti finali. Siamo stati molto vicini al successo, usciamo a testa altissima, perché abbiamo onorato la competizione, la maglia e un’intera città, anzi tutto il Paese».

 Ma ora si guarda avanti, alla doppia sfida in pochi giorni proprio contro la squadra che l’ha visto crescere (due vittorie nel torneo di Viareggio) e fatto debuttare in serie A: era il 20 aprile 2005 (sconfitta 1-0 in casa con l’Inter), unica presenza di Masiello in bianconero. Juve in campionato domani, Juve in Coppa Italia mercoledì sera partendo da un difficilissimo 0-1. Non sembra l’avversario ideale per ricostruire morale e autostima. O al contrario potrebbe essere la scossa giusta per cancellare le lacrime. Basta piangere, ora si riparte. «Adesso testa al campionato e alla Coppa, noi ci crediamo». Una slogan bellicoso o una dichiarazione autoconsolatoria?