Rigoni:"L'Atalanta mi voleva da un anno. Futuro? Non vorrei tornare in Russia. Atalanta o in Europa va bene"

07.09.2018 15:15 di Luca Ronchi  articolo letto 1659 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Rigoni:"L'Atalanta mi voleva da un anno. Futuro? Non vorrei tornare in Russia. Atalanta o in Europa va bene"

«Grazie Dea, mi hai voluto più di tutti. Con te posso fare un grande salto di qualità». Emiliano Rigoni è entusiasta dell’Italia, per ora tutto va alla grande: «Bergamo è bellissima e la famiglia si trova molto bene, non potrei chiedere di più». Anche se, forse, qualcosa da chiedere ci sarebbe: «Intende l’Europa? Prima di tutto spiace per essere mancato (out dalla lista, ndr ), ma dobbiamo guardare avanti». Il momento dell’Atalanta non è dei migliori, ma il 23enne di Colonia Caroya non ne fa un dramma: «Contro il Copenaghen solo tanta sfortuna, soprattutto all’andata, ma c’è il potenziale per riprovarci tramite campionato o Coppa Italia. Il Cagliari? Abbiamo dato tutto, faremo tesoro degli errori commessi».Arrivato il 17 agosto dallo Zenit (prestito con diritto di riscatto a 15 milioni), l’argentino sa che il posto non sarà assicurato: «Ci sono giocatori molto forti, farò del mio meglio per mettere in difficoltà il mister». Presente all’evento «Soccerpass» nella palestra «Perform» di capitan Gomez, il jolly mancino mostra ottimismo per la stagione appena iniziata (2 presenze in A e doppietta all’Olimpico): «A Roma esordio indimenticabile, sono sicuro che le cose andranno sempre meglio. Per me e tutta la squadra».

Gasperini ha spinto molto per averla.

«Lo ringrazio, tra noi il feeling è ottimo. Tutti conoscono il suo valore. Nonostante il poco tempo di lavoro insieme mi ha già insegnato parecchio, ad esempio la cura del particolare, nulla è lasciato al caso».

In che ruolo può far la differenza?

«Sono a disposizione del mister, ma da esterno credo di potermi esprimere al massimo. Meglio ancora partendo da destra per accentrarmi e calciare di sinistro, ma anche come trequartista va bene».

A Bergamo da poco, sembra già un atalantino doc.

«Sarà dura finché non imparerò l’italiano! (ride, ndr ). Tutti mi hanno accolto alla grande, mi sento in famiglia. Questo club è l’ideale per poter fare un grande salto di qualità».

Perché proprio l’Atalanta?

«È la società che mi ha voluto più di ogni altra. E la Serie A è il top. Non avrei potuto scegliere diversamente dopo l’esperienza in Russia».

A dire di molti, un torneo che lascia a desiderare.

«I campionati di riferimento sono altri, ma l’esperienza allo Zenit mi è servita tantissimo. Ringrazio la società per avermi dato l’occasione di misurarmi ad alti livelli, soprattutto in Europa League».

C’erano altre offerte?

«Sì. Penso soprattutto alla Juve, che mi voleva, ma con la Dea parlavo già da un anno. Per me la determinazione con cui un club ti cerca è fondamentale».

Il cartellino, però, è dello Zenit.

«Valuteremo cosa fare a fine stagione».

Neanche un pensierino al futuro?

«Nessuno, anche se una cosa posso dirla: non vorrei tornare in Russia».

Preferenze?

«La Premier è il miglior torneo al mondo, subito dopo la A. Vorrei essere acquistato dall’Atalanta o da un’altra europea».

Pensa alla nazionale?

«Assolutamente. E qui posso raggiungere la convocazione».

In Russia ha conosciuto Mancini.

«Grande allenatore, di livello internazionale. Mi ha insegnato tanto, sono cresciuto caratterialmente. La Nazionale italiana ha scelto il migliore».

Tornando a voi: ora, senza Europa, davanti siete tanti.

«La concorrenza fa bene. Ci sono molti giocatori forti, non vedo quale sia il problema».

Il riferimento resta Gomez?

«Eccome, in campo e fuori. Mi ha aiutato a cercare casa e ha accolto benissimo la mia famiglia. C’è un rapporto splendido».

Chi vince il campionato?

«La Juve, soprattutto con Ronaldo, è la favorita assoluta».

Il sogno per questa stagione.

«Personalmente non mi pongo limiti. Come squadra, invece, vogliamo riprenderci ciò che Copenaghen ci ha negato».