Valzania:"Convinco Gasp e vado all'Europeo"

10.09.2018 12:39 di Luca Ronchi  articolo letto 2157 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Valzania:"Convinco Gasp e vado all'Europeo"

Luca Valzania ha solo 22 anni, ma maturità e autocritica non gli mancano. Uscendo dallo stadio di Dunajská Streda, in Slovacchia, era ovviamente deluso come tutti per la sconfitta - inattesa - dell’Under 21. «Non è stata una bella partita, né dal punto di vista della prestazione né per il risultato - dice -. In questi giorni abbiamo analizzato cosa non è andato. Ci siamo accorti dei nostri errori, e lavoriamo per non ripeterli già contro l’Albania. Ci servirà da lezione».

Giocate soltanto amichevoli, ma nel 2019 c’è l’Europeo in casa.

«E ovviamente il pensiero è rivolto a quello. Fino a giugno non avremo partite ufficiali, ma dobbiamo pensare che ogni test è utile per arrivare pronti a quell’appuntamento».

Si giocherà anche a casa sua: tra gli stadi scelti, c’è Cesena.

«Motivo in più per dare il massimo e cercare di entrare nella lista dei convocati. E’ qualche mese che faccio parte di questo gruppo, il fatto che si giochi anche a Cesena per me è una grande motivazione».

Cesena che, però, ha vissuto un’estate difficile e ripartirà dalla Serie D.

«Sono molto dispiaciuto, perché Cesena è la mia città e faccio il tifo per il Cesena. Ma penso che questo possa essere un punto di ripartenza, perché era qualche anno che la situazione era difficile e la nuova società mi sembra solida. La presenza di giocatori come Biondini e De Feudis, poi, può rappresentare una garanzia».

Che momento è per i giovani italiani?

«Un momento di transizione, su cui ha influito la mancata qualificazione della Nazionale maggiore al Mondiale. Le Under stanno ottenendo dei buoni risultati, credo che a breve si raccoglieranno i frutti: bisognerà sfruttare questi ragazzi che crescono, dando loro l’opportunità di giocare».

Lei i frutti li ha già raccolti: dopo 3 anni in prestito in Serie B, compreso l’ultimo a Cesena, finalmente la A con l’Atalanta.

«La differenza è enorme: nei ritmi, nella qualità dei giocatori, nell’intensità. Il livello è molto più alto, si ragiona più velocemente. Ma Gasperini ci ha dato una grande mano a integrarci in un gruppo già forte. Mi sono trovato bene fin da subito: sono contento, fisicamente mi sento bene. Poi a Bergamo i giovani ultimamente sono cresciuti tanto e bene: spero di poterlo fare anch’io».

Quanto è grande il rammarico per non aver raggiunto la fase a gironi di Europa League?

«Enorme, perché per tutti ci sarebbe stata l’occasione di vivere un’esperienza a livello internazionale. E magari, per chi gioca meno, anche la possibilità di avere più minutaggio: purtroppo è andata male perché la qualificazione era il nostro obiettivo, ma siamo solo all’inizio e non possiamo disperarci. Meritavamo di passare il turno, siamo stati anche sfortunati».

Tra i compagni, chi l’ha impressionata di più?

«Ilicic e Gomez, giocatori che fanno la differenza e hanno già dimostrato di avere qualità superiori».

E’ consapevole del fatto che può essere la stagione della consacrazione?

«Assolutamente. Tralasciando le due presenze fatte col Cesena (2014-2015, ndr) è di fatto la mia prima stagione in A. Ho lavorato tanto per arrivarci, voglio dimostrare di essere all’altezza».

Nel tempo libero, studia l’inglese: come se la cava con il dialetto bergamasco?

«Ancora devo lavorare: faccio un po’ fatica, ma conto di migliorarmi. Come sul campo».