Zapata:"Gasp un martello. Torneremo in Europa"

08.09.2018 13:24 di Luca Ronchi  articolo letto 1896 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Zapata:"Gasp un martello. Torneremo in Europa"

«Regalare ancora l’Europa ai nostri tifosi, segnare più gol rispetto all’anno scorso e riconquistare la nazionale». Duvan Zapata ha le idee chiare e, come Gasperini e i suoi compagni, vuole scommettere su un’altra importante stagione dell’Atalanta: «Perché questa squadra ha un grande potenziale». Parlare di futuro e grandi obiettivi si può. Anzi, è doveroso. In questo caso la carica è a mille. Un po’ meno quando si torna sull’eliminazione di Copenaghen. Argomento sul quale molti si sono già espressi: «Solo sfortuna? Sono d’accordo. Brucia ancora, questo è normale, ma è inutile pensarci. Abbiamo le armi per tornare in Europa League attraverso il campionato». Arrivato a luglio dalla Sampdoria (prestito biennale a 12 milioni con diritto di riscatto per altri 14), il classe ‘91 colombiano, finora 9 match e 2 gol contro l’Hapoel Haifa, analizza i motivi che lo hanno spinto a scegliere Bergamo: «Qui mi hanno voluto fortemente, questo è fondamentale per un attaccante». Anche se Genova resta speciale, nonostante la sola stagione in blucerchiato (31 gare e 11 gol in A): «Rapporto ottimo con allenatore e tifoseria, poi se la società decide di non puntare su di te...».

Addio alla Samp inevitabile?

«Sì, non hanno fatto nulla di particolare per trattenermi. Era chiaro che fossi sul mercato, la dirigenza portava avanti varie trattative».

Qualche esempio?

«Priorità sempre all’Atalanta, che ringrazio tantissimo perché mi ha voluto più di tutti. È arrivata qualche offerta dall’estero, in particolare dalla Cina, che però non ho mai preso in considerazione. Per fortuna Bergamo è stata la soluzione che ha soddisfatto tutti».

Bilancio positivo nonostante Copenaghen?

«Sono contento, sia a livello personale che di squadra. Questa è una piazza calda dove poter fare un grande calcio».

La concorrenza, però, non manca.

«Concentriamoci su una partita alla volta. Le altre sono forti, ma lo è anche l’Atalanta».

Che è mancato con i danesi?

«Solo il gol. Le prestazioni sono evidenti».

Con il Cagliari un problema fisico o mentale?

«Non c’era stanchezza, tanti di noi hanno corso anche 12 chilometri. Nemmeno un blocco psicologico. Semplicemente, è stato un match difficile. Dobbiamo ammettere i meriti del Cagliari, noi non siamo riusciti a offrire il solito gioco. Ora pensiamo alla Spal».

Che cosa le chiede l’allenatore?

«Soprattutto di giocare guardando la porta quando sono fuori dall’area. Per lui è importante, in questo aspetto è un vero martello (sorride, ndr)».

Gasperini in poche parole.

«Un grande allenatore».

Come Giampaolo?

«Certo, le sue squadre sono l’ideale per un attaccante. Sotto questo punto di vista Samp e Atalanta sono molto simili. Lui mi ha aiutato a essere più cattivo davanti al portiere».

I compagni a Bergamo sono tanti. Soprattutto davanti...

«Se il mister giocasse con una sola punta sarebbe un bel problema! (Ride, ndr). Per fortuna ne schiera sempre tre, tutti avranno spazio».

Quello che lei spera di ritrovare anche in Nazionale.

«Spiace non essere andato al Mondiale. Speriamo di riconquistarla grazie all’Atalanta».

Per la Russia 11 gol non sono bastati.

«Allora cercherò di farne molti di più con questa maglia».