Zapata:"Stiamo lavorando per crescere ancora. Champions? Ci toglieremo belle soddisfazioni"

01.08.2019 11:56 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Eco di Bg
Zapata:"Stiamo lavorando per crescere ancora. Champions? Ci toglieremo belle soddisfazioni"

Duván Zapata non lascia, raddoppia, addirittura triplica. Il suo record di 23 gol in campionato? «Posso superarlo». Le 77 reti dell'attacco atalantino, il più forte della scorsa serie A? «Con Muriel e Malinovskyi si può progredire ancora». La Champions? «Non dico che la vinceremo, ma tenteremo di andare avanti il più possibile». Parole della pantera nera. Felice di essere a Bergamo, nell'Atalanta.

È rientrato in campo, quali sono le sue sensazioni?

«È stata la prima partita per me, io devo continuare a lavorare per raggiungere i miei compagni che hanno più giorni di preparazione nella gambe. Contro il Norwich ho tentato di sfruttare tutti i minuti che mi ha concesso Gasperini. Sul gol annullato ho colpito la palla con il braccio, c'è stata una deviazione sul cross di Malinovskyi e mi ha fregato perché non sono riuscito a coordinarmi».

A che punto è la sua condizione?
«Sono in una situazione migliore di quella dello scorso campionato. Ha giocato a mio favore l'aver disputato la Copa America perché non sono rimasto fermo a lungo, solo un mese, e mi sono tenuto in allenamento, rientrando in Italia nella miglior forma possibile. L'anno scorso avevo sofferto e faticato molto perché ero rimasto fermo più a lungo e non ero preparato al duro lavoro che mi attendeva. Ora so com'è. Non so esattamente a che punto sono, mi sto allenando da appena una settimana, ho tanto margine di miglioramento e raggiungerò il mio livello ottimale sempre più rapidamente, al campionato manca quasi un mese».

Cosa ci dice della vittoria contro il Norwich?

«Da fuori ho visto che nel primo tempo loro hanno giocato con tanta intensità spingendo molto e noi eravamo in difficoltà. Ci siamo ripresi nel secondo tempo, abbiamo preso le misure e loro sono calati perdendo il ritmo. Alla fine siamo stati più bravi. In generale come squadra siamo in crescita atletica, d'ora in poi verrà fuori il lavoro che abbiamo fatto».

Che esperienza è stata la Copa America? E in Sudamerica si parla dell'Atalanta?

«Mi è spiaciuto moltissimo aver perso ai quarti contro il Cile ai rigori dopo aver vinto tutte le partite del girone eliminatorio. Credevamo di poter andare avanti, fino alla finale, ci credeva tutta la Colombia. Purtroppo abbiamo sbagliato la partita con il Cile. Personalmente per me è stata una bella esperienza per i due gol segnati. L'Atalanta è seguita soprattutto in Colombia perché ci gioco io e adesso anche Muriel. E perché la squadra gioca bene. Sono entusiasti dell'Atalanta e fanno il tifo per noi quando trasmettono le partite dell'Atalanta in tv».

Nella scorsa stagione ha segnato 28 gol in maglia nerazzurra, tenterà di ripetersi?

«Si può sempre migliorare, non sarà facile, ma è il mio obiettivo personale. Da quando sono in Italia sono sempre progredito ogni anno, e non penso che ci sarà un'eccezione. Sto lavorando per migliorare ulteriormente».

Prima di arrivare all'Atalanta viaggiava alla media di 0,30 gol a partita in serie A, nell'ultima annata è balzato a 0,62, più del doppio.

«Ogni anno si impara di più e si cresce. Ora ho capito meglio il calcio italiano e sono arrivato in una squadra che mi ha aiutato a segnare 23 gol in campionato. Nello scorsa stagione non ho segnato per molte giornate, poi sono cresciuto fisicamente e ho capito quello che voleva il mister. Ora sono in vantaggio perché conosco già la squadra, i compagni e il gioco. Posso fare ancora meglio».

Qual è il segreto di Gasperini?

«Penso le sue idee, il suo modo di lavorare e di migliorare anno dopo anno. È un allenatore che mi ha aiutato tantissimo, ho imparato tanti concetti nuovi che mi hanno consentito di segnare tanti gol. Gasperini mi ha insegnato a non giocare solo spalle alla porta, a partecipare di più al gioco della squadra e a muovermi nel modo corretto con il corpo».

Che aspettative avete, come squadra, per il campionato e la Champions?

«Vogliamo essere protagonisti in tutte le competizioni. In genere può accadere che una squadra, dopo aver centrato un grande risultato, si spenga. Invece noi dobbiamo continuare a crescere e far bene. Non so quanto bene possiamo fare, ma l'idea e la mentalità deve essere quella».

Come immagina sarà giocare a San Siro in Champions con l'Atalanta?

«Una decisione giusta: è un grande stadio ed è più vicino a Bergamo. Sarà una bella esperienza, anche sa sarebbe stato ancor più bello giocare a Bergamo».

Gomez ha detto che per lui l'Atalanta può essere la sorpresa in Champions perché in Europa è meno conosciuta che in Italia. Condivide?

«Quello che penso è che se arriveremo a giocare in Champions con la stessa mentalità dell'anno passato potremo essere protagonisti e credo che ne abbiamo tutte la capacità. Vediamo di andare più avanti possibile, non dico che la vinceremo, però potremo toglierci delle belle soddisfazioni».

Lei ha già giocato e segnato in Champions, il 22 ottobre 2013.

«Sì, nel 2013 ho esordito con il Napoli a Londra contro l'Arsenal e ho segnato a Marsiglia dopo essere subentrato a Higuain. È stato il mio primo gol in assoluto con il Napoli. In tutto in Champions ho fatto tre spezzoni di partita, quindi la mia esperienza resta limitata E, incredibile, siamo stati eliminati per differenza reti pur con 12 punti. Per me è stata però un'esperienza emozionante, conservo ancora le maglie, hanno un significato speciale. E il simbolo del pallone della Champions sulla maglia è bellissimo, da bambino sognavo di giocarla e ho anche segnato”».

Come vede il nuovo attacco dell'Atalanta?

«Quest'anno abbiamo un bell'attacco, con Muriel e Malinovskyi siamo ancora più forti. L'anno scorso siamo stati il miglior attacco del campionato con 77 gol, ora con loro, che alzano il nostro livello, possiamo fare ancora meglio. Le aspettative sono queste. Conosco Muriel da quando eravamo insieme nell'U20 della Colombia. Con lui ho sempre avuto un buon rapporto e sono felice che lui sia qui perché ci darà quel qualcosa in più, conosciamo le sue qualità. Ogni tanto ci alterneremo, perché giochiamo nello stesso ruolo, però questo va bene perché rende la squadra più competitiva».

È felice di essere a Bergamo?

«A Bergamo mi sono sempre trovato bene, io e la mia famiglia. Siamo molto contenti di vivere in questa città, abbiamo tutto, è una città tranquilla, perfetta per la famiglia, io ho due bimbi piccoli che si trovano benissimo».

Cosa promette ai tifosi?

«Quello che ho sempre promesso: la maglia sudata».