Cristante caccia le streghe, siccità degli attaccanti, Cornelius fischiato. Ripresina Gomez e de Roon, Hateboer problemi di testa. Il solito schema del Gasp. Due trasferte decisive. Il settimo posto non ti dà l'Europa. Retroscena D’Alessandro.

 di Luca Ronchi  articolo letto 2697 volte
Cristante caccia le streghe, siccità degli attaccanti, Cornelius fischiato. Ripresina Gomez e de Roon, Hateboer problemi di testa. Il solito schema del Gasp. Due trasferte decisive. Il settimo posto non ti dà l'Europa. Retroscena D’Alessandro.

Che fatica! L’Atalanta per più di un’ora ha visto le streghe giallorosse del Benevento (perché in maglia bianca resta un mistero di marketing), per poi sbloccare una partita complicata con il solito Cristante costretto ancora a sostituire gli attaccanti ancora per l'ennesima volta in sciopero bianco. 

SICCITA’- Eh si, perché anche contro il fanalino di coda Benevento, dove ci si aspettava di dover utilizzare il pallottoliere per segnare il punteggio, tutti si immaginavano il ritorno al gol delle punte, mentre è stato il solito Cristante a togliere dall’imbarazzo i nerazzurri.

E' da settimana che si attende la prima squadra che avrebbe regalato i primi punti in campionato al Benvento. L’Atalanta stava riuscendo nel primato, vestendosi da babbo Natale con 3 settimane d’anticipo.

 CORNELIUS- Il danese si muove, cerca la porta, fisicamente è forte, ma nel gioco di Gasperini, ormai mandato a memoria da tutti, non riesce a trovare l’intesa con i compagni. E’ come ritrovarsi in un’orchestra della Scala, un pifferaio magico preso dalla strada, bravo, ma metterebbe in difficoltà il direttore e i musicisti.

GOMEZ-DE ROON-HATEBOER- Segnali di ripresa da parte del Papu al netto degli avversari, così come de Roon che a centrocampo, comincia a far vedere parvenze di quel giocatore che aveva fatto stupire i tifosi nerazzurri 2 anni fa. Mentre Hateboer ha un problema di testa. No, psicologicamente è a posto, ma sotto porta, quando colpisce di testa, non segna nemmeno a porta vuota perché non riesce a centrarla. Era già capitato con la Roma e contro il Napoli dove poteva chiudere i conti, così si è ripetuto ieri sera sul solito cross di Gomez, invece di andare con il piattone, si è tuffato goffamente di testa spedendo il pallone a lato.

TRASFERTE DECISIVE- Ora l’Atalanta in campionato avrà due trasferte pericolosissime a Torino e contro il Genoa, due squadre i ripresa dopo un periodo difficile. I granata sono reduci da un pareggio con il Milan a San Siro, il Genoa con la Roma se pure regalato da una puttanata del povero demente sopravvalutato De Rossi.

Il Torino, come l’Atalanta si gioca un posto in Europa, sarà un vero e proprio scontro diretto e per come sta giocando l’Atalanta in trasferta, sulla carta è dura portar via un pareggio e poi c’è l’alibi del Lione ben 5 giorni dopo….. Pensiamo al campionato, ora è la priorità, basta balle.

Poi sul campo del Genoa che non è mai facile per nessuno e dove l’Atalanta ha sempre fatto molta fatica a portare via punti. Se davvero l’Atalanta vuole tornare in Europa, almeno 4 punti sono obbligatori, anche perché credo che ci sia ormai solo un posto disponibile libero per l'Europa e le pretendenti sono tante, a partire dal Milan che ha cacciato mortadella dopo l’ennesima prestazione sconcertante, chiamando Gattuso che lo ritengo un buonissimo allenatore e lo farà vedere. Non sarà il nuovo Simone Inzaghi, ma tenetelo d'occhio. Sia chiaro, le colpe sono in primis del gatto e la volpe Mirabelli-Fassone, ma come sempre paga l’allenatore per tutti.

LA SETTIMA NON VA IN AUTOMATICO IN EUROPA- Quante squadre vanno in Europa League? ovviamente ci riferiamo alla stagione 2018-19 – La situazione delle squadre italiane qualificate alle seconda coppa europea nella prossima stagione è la stessa del 2017-18. Saranno quattro le squadre qualificate direttamente ai gironi di Champions League, mentre per l’Europa League la situazione non cambia.

L’Uefa prevede lo stesso numero di posti della stagione in corso. Sono tre. La vincitrice della Coppa Italia e la quinta classificata in campionato accedono direttamente ai gironi. La sesta classificata in campionato parteciperà ai preliminari partendo dal terzo turno di qualificazione prima di accedere eventualmente ai playoff. Ci sono però alcune possibili eccezioni.

Con l’attuale tabellone della Coppa Italia, che tende a favorire le big del campionato, è plausibile che il trofeo venga vinto da una delle prime quattro squadre classificate al termine della serie A. Ricordiamo che, per la terza stagione consecutiva, l’accesso diretto ai gironi di Europa League è garantito solo in caso di vittoria della Coppa Italia e non di accesso alla finale. Per questo, se la Coppa Italia verrà vinta da una squadra che il prossimo anno giocherà in Champions League, l’ultimo posto per l’Europa League verrà assegnato alla settima classificata in serie A.

ALL'ATALANTA, PARADOSSALMENTE, CONVIENE più questa formula della Coppa italia dove vince di solito una delle prime 4, rispetto ad avere una vincente sotto la settima posizione.  Intanto è quasi impossibile che i nerazzurri possano vincerla. 

Facciamo un esempio concreto prendendo la classifica finale del 2016-17 come riferimento.

1             Juventus             91

2             Roma    87

3             Napoli   86

4             Atalanta               72

5             Lazio      70

6             Milan    63

7             Inter      62

 Le prime quattro classificate, Juventus, Roma, Napoli, Atalanta, sarebbero direttamente ai gironi di Champions League. Con la finale di Coppa Italia vinta dalla Juventus, la Lazio finalista in virtù della sua posizione in classifica sarebbe comunque direttamente ai gironi di Europa League insieme al Milan, con l’Inter ai preliminari. Se invece in finale ci fosse stata per esempio l’ottava classificata, la Fiorentina, il posto dell’Inter in Europa League sarebbe stato suo in caso di vittoria della Coppa Italia (accesso diretto ai gironi), con il Milan ai preliminari. Sarebbe rimasto dell’Inter in caso di sconfitta.

ATALANTA IN GABBIA- SEMPRE IL SOLITO SCHEMA ORMAI NOTO- Contro il 4-3-3 del Benevento, che in fase di non possesso si trasforma in un 4-5-1 (D’Alessandro e Lombardi arretrano sulla linea dei centrocampisti), l’Atalanta è andata in netta difficoltà nel trovare la combinazione giusta per far saltare il bunker, affidandosi sempre al mono schema che ormai conoscono tutti: cross del Papu Gomez per Cornelius o uno degli esterni. Ma quest’anno gli esterni fanno fatica in fase offensiva, per non parlare in fase realizzativa, facendo sentire pesantemente la mancanza di Conti, più di quella di Kessie che sembrava il nuovo Seedorf, mentre sta trovando parecchie difficoltà al Milan.

Il fatto è che, senza Petagna, l’Atalanta gioca così: con poca profondità, possesso palla prolungato per aggirare la difesa del Benevento e tanti cross del Papu per Cornelius che non trova mai lo spunto giusto.

Nel secondo tempo Gasperini mette Ilicic al posto di Toloi, passa al 4-2-3-1 (modulo che adoro e preferisco), ridisegna la squadra: Hateboer e Castagne vanno a fare i terzini, De Roon e Freuler davanti alla difesa, Cristante trequartista, Gomez e Ilicic esterni. Unica punta  Cornelius. Sostituito poi tra i fischi. Riecco Petagna dunque. L’occasione migliore (20’) capita sui piedi di Masiello che non sa sfruttare il solito cross di Gomez da sinistra. E proprio quando l’Atalanta sembra in calo, ecco il colpo vincente del solito Cristante.

D’ALESSANDRO- Chiudiamo con un piccolo retroscena D’Alessandro. Molti si sono chiesti come mai l’esterno nerazzurro è stato ceduto al Benevento, quando poteva tornare utile come alternativa sulle fasce. I motivi non sono legati ad aspetti tecnico tattici, ma extra campo…. Qui mi fermo, avete capito a cosa mi riferisco.