Sogni mostruosamente proibiti, l’Atalanta con la cazzima si regala un’altra serata di Coppa (a Bergamo!). Più Castagne, meno Babà. La tassa Juve. Una grande a intermittenza, difficilmente sbaglia l’obiettivo. Luca Percassi....

03.01.2018 06:14 di Luca Ronchi  articolo letto 2906 volte
Sogni mostruosamente proibiti, l’Atalanta con la cazzima si regala un’altra serata di Coppa (a Bergamo!). Più Castagne, meno Babà. La tassa Juve. Una grande a intermittenza, difficilmente sbaglia l’obiettivo. Luca Percassi....

Settimana scorsa, avevo scritto che l’Atalanta, passando il turno contro il Napoli in Coppa Italia, poteva regalare un’altra serata memorabile ai tifosi dopo quella di Dortmund e questa volta da far vivere al Comunale contro la Juve (si tifa Toro).

DETTO FATTO! Facile dirlo ora, ma un po’ me lo sentivo, non perché sia un mago, semplicemente perché  certe statistiche, pur lasciando il tempo che trovano, non mentono e dicono che il Napoli dopo le feste, raramente vince le partite. Sarà perché a Napoli si festeggia il capodanno diversamente da Bergamo e si pensa a tutto fuorché al calcio, ma l’occasione era troppo ghiotta per farsela sfuggire.

Il capodanno di Gomez è trascorso in famiglia, a Napoli, si inizia a festeggiare alle 9 di mattina fino a mezzogiorno del primo gennaio. La fortuna è stata incontrare il Napoli il 2 gennaio. 

Certo, non credo che nessun giocatore del Napoli era in giro come Nainggolan alla vigilia della partita, ma Sarri, ha voluto fare il fenomeno cambiando ben 7 titolari rispetto a Crotone (avessi detto…) e l’ha presa ancora in saccoccia da Gasperini e da una squadra feroce quando si mette in testa un obiettivo. Il Napoli ormai ha puntato solo sul campionato e non si ammazzerà di fatica per restare in Europa League con il rischio di ritrovarsi a fine stagione con “zeru tituli” come ogni anno.

IL RAMMARICO PER IL SORTEGGIO- Sembrava una missione impossibile battere il Napoli e invece l’Atalanta ha vinto, pur non giocando nemmeno benissimo. Ora in semifinale ci sarò la Juve, facendo crescere il rammarico per un sorteggio sfigatissimo. Pensate se al posto della Juve, l’Atalanta avesse incontrato il Milan o la Lazio. Forse con la squadra di Inzaghi, il pronostico sarebbe stato a favore dei biancocelesti, ma contro il Milan, i nerazzurri potevano davvero sognare una finale storica. Per questo il sorteggio fa girare davvero le balle. Si ha l’opportunità di andare in semifinale dopo 20 anni e chi ti pigli? La Juve! Fanculo!

FINALE ANTICIPATA?- Qualcuno potrebbe pensare che Atalanta-Juve sia una finale anticipata, ma non è certo così, perchè anche nel caso miracoloso che i nerazzurri andassero in finale, con la Lazio o con il Milan, partirebbero di certo sfavoriti. 

MISSIONE IMPOSSIBILE- Certo, l’Atalanta da un anno sta stupendo tutti ribaltando ogni più rosea aspettativa, ma se c’è una tassa da pagare per tutti i miracoli sportivi fatti, è quella contro la Juve. Non c’è nulla da fare, contro i bianconeri l’Atalanta perde e se gli va di culo che incontra una Juve al 60-70%, pareggia.

CECCHINI INFALLIBILI A INTERMITTENZA- La cosa che fa più impressione della squadra di Gasperini,  è la mentalità della squadra di fronte ad un obiettivo. Quando mette nel mirino una partita, difficilmente la sbaglia. L’OBIETTIVO Europa League l’anno scorso, l’Everton, il Lione, il passaggio del girone, la vittoria contro certe grandi del campionato fuori casa, dimostrano che la squadra è forte nei singoli e nel gioco, purtroppo però è un’Atalanta che si accende ad intermittenza come le luci di Natale. Capace di imprese come quelle di ieri e perdere contro il Cagliari o pareggiare con la Spal.

LE DIFFERENZE CON UNA BIG STA NELLA TESTA- Una grande squadra (prendiamo la Juve), avrebbe vinto contro il Cagliari sabato e contro il Napoli ieri, perché è nel DNA delle grandissime squadre non fare distinzioni o sottovalutare l’avversario. Sono dei caterpillar che vanno dritti fino all’obiettivo finale senza fare calcoli.

Ecco, all’Atalanta manca proprio questa continuità. Se gioca al 100% una partita, preparandola come una finale, difficilmente l’ha sbagliata nell’ultimo anno e questo fa crescere il rammarico per un campionato che stenta a decollare, più per colpe mentali psicologiche che fisiche e  di gioco.

Ormai non ci si stupisce più di nulla, ma se con il Napoli si poteva davvero sperare nel colpaccio, con la Juve, in una partita andata e ritorno, credo che le possibilità di andare in finale, siano pari a quelle che ha il sottoscritto di fottersi la Nargi. Intanto però si vivrà una serata memorabile prima della trasferta a Dortumund.

LA CLASSIFICA- Arrivare nelle prime 8 l’anno scorso, ha regalato questo surplus di emozioni che si potrebbero ripetere l’anno prossimo, nella speranza di un sorteggio meno sfigato, per cui sarebbe folle mollare il campionato per l’Europa League. In Europa non si incontrano dei Napoli tre che snobbano la Coppa, ma club che puntano ad entrare in Champions, passando dalla vittoria della coppa minore.

LUCA PERCASSI- Ad agosto, mi ricordo un’intervista di Luca Percassi in cui diceva che l’Atalanta di quest’anno era ancora più forte rispetto a quella dell’anno scorso. Qualcuno (Gasperini in primis), aveva sollevato dubbi di fronte a questa dichiarazione, ma alla fine, ha avuto ragione l’amministratore delegato. Nei singoli mancano i Gagliardini e i Kessie dell’anno scorso, ma Freuler e Cristante di oggi, non hanno nulla da invidiare ai due ex.

COSA MANCA- Allora, se vogliamo davvero fare il salto tecnico di qualità, manca un terzino sinistro, un esterno offensivo e una punta. Si, perché anche ieri si è visto che là davanti si fa una fatica boia a fare gol.

Cornelius è forte fisicamente, ma sembra un gigante dai piedi d’argilla. Cosa ci abbia visto Sartori nel danese per pagarlo 4 milioni, è un mistero. A differenza di Petagna, quando tira, spesso trova il gol, ma il problema è proprio trovare lo spazio per tirare e qui ci vuole tecnica, velocità, agilità che il danese non ha.