Va in archivio un altro campionato storico, alzare l’asticella nei fatti. Ripartire zero e da 5 punti fermi. Petagna da cedere. Esempio Udinese. Mercato, fidarsi dello staff. Priorità a campionato e Coppa Italia

20.05.2018 20:21 di Luca Ronchi  articolo letto 3225 volte
Va in archivio un altro campionato storico, alzare l’asticella nei fatti. Ripartire zero e da 5 punti fermi. Petagna da cedere. Esempio Udinese. Mercato, fidarsi dello staff. Priorità a campionato e Coppa Italia

Finisce un altro campionato, con una sconfitta ininfluente (6 punti del Cagliari tra andata e ritorno), che entrerà nella storia dell’Atalanta, forse ancora di più dell’anno scorso, perché ripetersi è sempre più difficile. Rispetto alla passata stagione, quest’anno l’Atalanta ha dovuto giocare e gestire con grande onore e orgoglio tre competizioni, senza lasciare nulla sul campo, a differenza di altre squadre molto più attrezzate e competitive come il Napoli, che per l’ennesimo campionato, finisce con un pugno di mosche in mano.

GOLLINI E LE CERTEZZE- Ora ci aspettano 3 mesi di mercato dove ne sentiremo di tutti i colori, giocatori che finiranno sul taccuino un giorno, depennati il giorno dopo, sogni e speranze di un grande colpo in attacco, cessioni inevitabili come Cristante e le partenze programmate di Spinazzola e Caldara a cui auguriamo le migliori fortune alla Juventus. Arriveranno nuovi giocatori, sicuramente qualche sconosciuto, con la speranza che diventino prezzi pregiati di mercato.

L’Atalanta dovrà ripartire dalla difesa, magari con un cambio in porta, dando più spazio a Gollini, Toloi, masiello, Freuler e de Roon, più Gomez, che potrà tornare a giocare con la mente sgombra, senza più la delusione derivante dal mercato, per il sogno  mancato di approdare in una grande. Ilicic? Non me lo sono dimenticato, ma per 15 milioni sarebbe da portare a Milano in spalla. Un giocatore di 30 anni, che ha dimostrato di fare la differenza partendo spesso dalla panchina o solo in alcune partite in cui si svegliava bene, è da cedere per poter poi investire quei soldi per un forte attaccante internazionale da doppia cifra. 

PETAGNA- Discorso a parte merita Petagna. Sarebbe una riserva di lusso per l’Atalanta, ma quanto vorrà restare come seconda scelta un giocatore di 22 anni che fino a un anno fa era sulla bocca di mezza serie A?

Se arriveranno offerte, è giusto cederlo per la società che potrà incassare qualcosa (scordatevi i 10 milioni dell’anno scorso), e per lo stesso giocatore.

FATTI NON PAROLE- L’importante è che non si cominci da domani a criticare per le cessioni e l’eventuale attesa negli acquisti, perché per arrivare a certi giocatori ci vorrà pazienza, un lavoro ai fianchi al giocatore, procuratore, società di appartenenza, cercando di bruciare la concorrenza. Non sarà affatto facile, soprattutto con una concorrenza agguerrita di club come Torino, Sampdoria, Fiorentina che hanno un budget economico superiore all’Atalanta da poter investire. Pensate solo alla cessione di Belotti, quanto potrebbe portare nelle casse granata.

A differenza degli altri anni, però, l’Atalanta per molti giocatori, soprattutto giovani, non sarà più una scelta di ripiego, ma per alcuni potrebbe essere l’approdo preferito per crescere o rilanciarsi (tipo El Shaarawy ad esempio).

L’IMPORTANTE è che alle solite dichiarazioni di facciataLa salvezza sarà il nostro scudetto”, si pensi in grande, magari puntando alle prime 6 posizioni del campionato, sperando in qualcosa di clamoroso se le solite milanesi dovessero ancora una volta ciccare la stagione. Il campionato dovrà avere la priorità assoluta.

COPPA ITALIA- Un altro obiettivo, dovrà essere la Coppa Italia, sperando in un sorteggio più benevolo rispetto a quest’anno, magari puntando a una semifinale da giocare a Bergamo, regalando una serata di coppa con un top club che manca a Bergamo da 16 anni.

PRELIMINARI- Il prossimo campionato, se vogliamo, sarà ancora più complicato, perché avrà un’appendice iniziale di un mese abbondante di partite da giocare chissà dove. Preliminari che faranno per forza di cose  cambiare la preparazione, ma da affrontare senza spremere i titolari, magari trattenendo alcuni giocatori da girare poi in prestito e qualche giovane della Primavera. Sarebbe un delitto spremere a livello fisico e mentale la squadra fino a febbraio, per scoppiare nei mesi decisivi del campionato e Coppa Italia.

Per una bella Europa, ci sarà tempo di pensarci quando ci sarà lo stadio di proprietà e li sarà la vera svolta della storia nerazzurra.

ROSA AMPIA?- Gasperini ha sempre dichiarato che vuole una rosa di 23-24 giocatori, nonostante quest’anno abbia dimostrato come almeno un centrocampista, un laterale offensivo e difensivo, sarebbero serviti come il pane per far rifiatare alcuni giocatori. Se vogliamo puntare solo al campionato, ben venga una rosa ristretta, ma con almeno 18 giocatori forti, potenziali titolari.

ESEMPIO UDINESE- Le speranze sono ben riposte in una società lungimirante, sempre attenta alle spese, composta da uno staff di livello e un grandissimo allenatore (magari un filo meno impulsivo ai microfoni possibilmente), ma tra il dire e il fare, c’è sempre di mezzo il campo, giudice supremo che potrebbe farti piombare in un incubo in pochi mesi.

Prendiamo l’esempio dell’Udinese, che dopo tre qualificazioni ai preliminari di Champions, da anni lotta per una misera salvezza. Chi l’avrebbe mai immaginato un declino del genere, soprattutto con uno stadio di proprietà?

Attenzione ai facili entusiasmI, manteniamo i piedi per terra, ma i Percassi sono una sicurezza di questa società e sanno benissimo che prima di fare un passo, lo si deve ponderare molto bene in tutti i suoi aspetti.

SI AZZERI quanto fatto in questi due anni e si riparta con umiltà, ovviamente sulle basi di un'esperienza superiore, di una squadra che ha acquisito una mentalità vincente, un allenatore che ormai è tutt'uno con la squadra, la società e il pubblico. Ma guai pensare che l'anno prossimo sarà tutto sia consolidato dopo soli due anni. 

GRAZIE DI CUORE A TUTTI- Anch’io nel mio microcosmo, ora farò qualche riflessione, perché dopo 10 anni, sono davvero esausto delle polemiche, degli insulti, delle accuse infondate, di non poter realizzare interviste come se fossimo in presenza di divinità. Al momento non so cosa farò, davvero, magari terrò un blog ridotto al minimo sindacale, con qualche articolo di opinione e nulla più. Vedremo, per il momento mi limito a ringraziarvi tutti, alcuni vostri messaggi li ho tenuti salvati nella posta perché mi hanno letteralmente commosso. Ringrazio anche gli odiatori e le capre di professione, a cui sono servito per sfogare le loro frustrazioni.

Buone vacanze nerazzurre a tutti.