A Bergamo, Milano, Roma, Napoli fino a Palermo, le curve sono zone franche di spacciatori e drogati. Le curve si autofinanziano (anche) con lo spaccio della droga. Un mercato in mano ai capi ultras.

03.02.2016 07:34 di Luca Ronchi   Vedi letture
A Bergamo, Milano, Roma, Napoli fino a Palermo, le curve sono zone franche di spacciatori e drogati. Le curve si autofinanziano (anche) con lo spaccio della droga. Un mercato in mano ai capi ultras.

E’ notizia di ieri l’arresto di 5 spacciatori di cocaina e fumo che, secondo la Questura, farebbero parte attiva nell’organizzazione delle attività ultras in Curva Nord. Tra gli arrestati, uno è l’addetto ai gadget, un altro  è stato arrestato proprio nei pressi del Covo a Campagnola, luogo di ritrovo delle riunioni degli ultras.
E’ chiaro che nessuno vuole associare la Curva ad un covo di drogati, ma stiamo parlando di una minoranza di persone che spacciano, come si possono trovare nelle discoteche, nelle scuole, negli uffici di professionisti in giacca e cravatta, nelle feste private etc
In questo caso, i fermati erano a stretto contatto con i vertici della Curva Nord. La notizia finisce qui e saranno gli inquirenti ad effettuare ulteriori approfondimenti in merito.

CURVE ZONE FRANCHE SENZA CONTROLLO- Ma che le curve siano zone franche dove si spaccia e si fa uso di droga NON è CERTO UN MISTERO. Non solo, pure nelle varie sedi in cui si ritrovano gli ultras, la droga scorre a fiumi. Vi parlo per esperienza personale, avendo frequentato per anni le riunioni della curva della mia squadra del cuore (non bevo, non fumo e ne tanto meno faccio uso di droghe),ho notato un via vai continuo tra sala riunioni (un grande bar) e il wc. Tornavano tutti con il naso arricciato e gli occhi lucidi. Tirate voi le conclusioni.

Questo succede a Bergamo come a  Milano, Roma, Napoli o Palermo. Tutto il mondo ultras è paese.
E’ risaputo che le curve si autofinanziano con lo spaccio della droga e in alcune piazze più importanti, c’è un vero e proprio giro criminale per impossessarsi del mercato della droga nelle curve. Tra il 2007 e il 2014 ci sono stati numerosi arresti di capi ultras legati alla spaccio: a Milano, Roma, Napoli in questi anni ci sono stati arresti, pestaggi, atti intimidatori, sparatorie con tanto di morti legati agli ambienti ultras.  Regolamenti di conti interni negli stessi gruppi ultras, hanno occupato per anni le cronache nazionali.

Risale al 2007 un’inchiesta della Questura di Milano sullo spaccio di droga nelle curve di Inter e Milan, con soggetti (Sandokan aveva in mano il mercato in curva sud rossonera) che avevano preso in mano il mercato dello spaccio delle sostanze stupefacenti, non facendosi scrupoli nell’usare armi e pestaggi per eliminare i rivali. A Roma è stato ucciso un anno fa un capo ultras laziale, a Napoli, il famoso e triste Jenni ‘A Carogna, oltre ad essere legato alla mafia, è un potente spacciatore.

COME SI AUTOFINANZIANO LE CURVE- Droga, biglietti, gadget, feste in cui gira di tutto, sono i canali di cui si autofinanzia una curva e questo mercato finisce nelle mani dei più forte, di chi ha frequentato le patrie galere per anni (8 agli ex capi ultras dell’Inter e del Milan).
La realtà di Bergamo, nel suo piccolo, non è da meno, la nostra provincia registra un uso di droga molto elevato a tutti i livelli ed è francamente impensabile che all’interno della curva la droga non giri liberamente (cocaina e marijuana  in primis).
Ripeto, nessuno vuole associare la Curva ad un covo di drogati, ma che nelle curve si possa trovare polvere bianca molto facilmente, senza il rischio di essere beccati, è risaputo.

PUNIRE LO SPACCIATORE E IL CONSUMATORE- Come risolvere il problema? Colpendo l’assuntore come lo spacciatore. Finché ci sarà solo una semplice segnalazione per chi assume droga, ci sarà sempre lo spacciatore che a costo di rischiare qualche giorno di galera, continuerà a spacciare senza ritegno.
Come si suol dire, il gioco vale la candela, o la galera in questo caso.