Alla scoperta di Varnier

30.06.2018 14:37 di Luca Ronchi  articolo letto 2416 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Alla scoperta di Varnier

Marco Varnier è arrivato a Bergamo ieri sera e questa mattina ha sostenuto le visite mediche con l’Atalanta. Il difensore centrale lascia Cittadella per 4,5 milioni. Da una famiglia all’altra, dai Gabrielli ai Percassi, ritroverà la passione che solo certe società sanno dare ai propri giocatori.

Focalizziamoci su un paio di aspetti. Tanto per intenderci, la pagina italiana di Wikipedia dedicata a Varnier ancora non esiste. C’è in inglese, presto qualcuno provvederà a crearla. E poi il suo cognome: italiano, da non leggere alla francese quindi, ma usando tutte le lettere che lo compongono. L’origine è orientale, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Italianissimo, perfetto per la filosofia atalantina che dopo aver cresciuto in quel ruolo gente come Alessandro Bastoni e Mattia Caldara, si ritrova in casa Varnier e Davide Bettella, appena acquistato dall’Inter (classe 2000, può essere utilizzato ancora un anno con la Primavera bergamasca).

Varnier è un giocatore relativamente fresco. I suoi 20 anni lo lasciano ancora nel novero dei giovani, ma a Cittadella ha giocato quasi 49 partite nelle ultime due stagioni, l’ultima con una certa frequenza. Nato a Padova, si ritrova svincolato dalla società biancoscudata per il fallimento della stessa nel 2014. Anche i ragazzi del settore giovanile possono cercarsi una squadra nuova e lui sceglie di restare vicino casa, a Cittadella. Comunque qualche spostamento lo deve affrontare. Con la bici da casa a scuola, poi l’autobus per raggiungere la stazione direzione Cittadella e quindi una passeggiata fino al centro d’allenamento. Dagli Allievi in poi ha vestito quella maglia e spesso è stato il più piccolo del gruppo. Una sorta di fratello minore per tutti i compagni che ha avuto in questi anni a Cittadella. Ragazzo umile che nel corso degli anni ha affinato (e continuerà a farlo) quel lato malizioso che un difensore centrale deve possedere per tenere testa ad attaccanti ben più «vissuti».

passioni I suoi amici di sempre sono a Padova e lì abita. D’altronde i 30 chilometri che separano le due città non sono così proibitivi. Nel tempo libero ecco che gradisce dare sfogo alla passione per il cinema (genere fantascienza) e alla visione della partite di basket dell’Nba (fantascientifici anche i cestisti in un certo senso). Di fantascientifico ora c’è ritrovarsi dalla B all’Europa League. Perché Gasperini conterà su di lui nel conteggio dei difensori centrali con cui affrontare la stagione in arrivo. Un anno ancora intenso, come l’ultimo. Ma per una persona «spirituale» come Marco ci sarà solo da imparare e non da tremare. L’8 giugno del 2016, il giorno del suo diciottesimo compleanno, si è fatto un selfie... con Papa Francesco. Ebbene sì, basta scorrere il suo profilo instagram. Marco si trovava in piazza San Pietro e alle sue spalle passava Papa Bergoglio. «Bel regalo mi sono fatto dai, diciotto finalmente», ha scritto. Mentre la prima foto postata sul social network ci fornisce uno squarcio di chi è Marco: «Libertà è essere ciò che si è davvero». Era luglio 2015, il volto più rotondo e i lineamenti meno adulti di quelli attuali. Ma le idee erano già chiare. La foto con la «Decima» Champions League del Real Madrid, un selfie in treno («Always on train»), poi la famiglia, gli sfottò dei compagni e le risposte del diretto interessato. Ora il mondo cambia. Qualitativamente e quantitativamente. L’Atalanta richiede un passo ben diverso, mentale e di testa. A Marco non mancheranno le occasioni per imparare con Gasperini. E per puntare all’Europeo Under 21 che nel 2019 si disputerà proprio in Italia.