Caldara, dolcetto e scherzetto alla Juve.

 di Luca Ronchi  articolo letto 2264 volte
Caldara, dolcetto e scherzetto alla Juve.

Mai fidarsi dei vecchi amici e nemmeno di quelli che non vedono l’ora di venire a lavorare con te. La faccia felice dell’Atalanta ha il sorriso di Bryan Cristante e gli occhi brillanti di Mattia Caldara, mentre il volto scuro della Signora è tutto nella furia con cui Massimiliano Allegri scappa via dall’erba dello stadio di Bergamo. La Juventus ha conquistato un punto ma ha perso la testa, cosa che non succedeva da tempo immemorabile. A condannarla è stato il gol numero 501 subito da Gigi Buffon con la Juve (in tutte le competizioni) e segnato da Cristante, uno che il tecnico fece esordire a 16 anni in Champions ai tempi rossoneri, che si era un po’ perso ma tra le valli bergamasche si è ritrovato. La rete numero 500 incassata dal numero uno bianconero, quella che ha riaperto la partita, porta la firma di Caldara, il difensore che la Juventus ha già acquistato e che porterà a Torino l’estate prossima.

PARTITA SPECIALE Una cifra che ha qualcosa di simbolico, per Madama e per il ragazzo con la testa sulle spalle, cresciuto con il mito di Alessandro Nesta (di cui porta il numero senza sentire il peso del paragone) e con la compagnia dei classici russi. Papà Stefano ieri era in tribuna ed è scattato in piedi quando lo ha visto avventarsi sulla ribattuta maldestra di Buffon; Giuseppe Riso, il procuratore-amico, invece ha seguito dalla tv. Mattia sa tenere a bada le emozioni. Teneva a questa partita in maniera particolare, inutile negarlo, ma ha vissuto la vigilia con la serenità di sempre. L’anno scorso, quando l’Atalanta inchiodò la Juventus sullo stesso risultato, Caldara si era preso i complimenti di Allegri per come aveva limitato i movimenti di Mandzukic: stavolta si è concesso anche il lusso del colpo del centravanti. Il futuro è roseo quando hai già messo le mani su uno come lui, che sa marcare e impostare e quando esce dall’area palla al piede ricorda davvero Nesta. Beppe Marotta l’ha accarezzato nel pre partita: «Abbiamo la massima fiducia in Spinazzola e Caldara, che aspettiamo a Torino l’anno prossimo».

FAVORI E DISPETTI Caldara ha 23 anni, nella scorsa stagione ha segnato 7 reti (mica poche per un difensore centrale), in questa aveva fatto centro una sola volta finora, contro il Crotone. A Scanzorosciate, il paese bergamasco dove è cresciuto, lo descrivono tutti come un ragazzo d’oro, che si è sempre applicato negli studi oltre a giocare a pallone e che in passato ha fatto anche lavori socialmente utili. Dopo la doppietta al Napoli è diventato una specie di eroe nazionale, tanto che qualcuno voleva intitolargli una via. Quel giorno regalò una gioia ai tifosi atalantini e fece pure un piacere alla Juventus, che con la squadra di Sarri si stavano giocando lo scudetto. Dopo il dolcetto però è arrivato lo scherzetto. Allegri ne aveva previsto la pericolosità, per questo non si fidava di Caldara. E ha avuto ragione.

ULTIMA ORA- Con lo 0 a 0 clamoroso dell'Argentina contro il Perù, la squadra di Sanpaoli rischia fortemente di essere esclusa dai mondili del 2018. Giocatori come Messi, Dybala, Icardi, Higuain, Di Maria e perchè no, il povero Papu Gomez, convocato come salvatore la patria, potrebbero restare sul divano a vedere i "nemici" del Brasile. Con tutto il rispetto per il "nostro" Papu, se una nazione per qualificarsi ai mondiali, l'Albiceleste, ha dovuto puntare sul 10 nerazzurro, evidentemente c'è qualcosa che non va. La dimostrazione come il calcio non sia uno sport fatto di figurine, ma di 11 giocatori perfettamente amalgamati. Difficile che lo sia una Nazionale, ma con tutti i fenomeni presenti nell'Argentina, è assurdo fallire l'obiettivo mondiale, persino l'italia, se pur tramite i playoff, ci arriverà.