Castagne:"Vorrei giocare in Premier e le offerte non mancano. Ma l'Atalangta è la mia priorità"

13.06.2019 11:34 di Luca Ronchi   Vedi letture
Castagne:"Vorrei giocare in Premier e le offerte non mancano. Ma l'Atalangta è la mia priorità"

Maglietta nera, jeans e borsone in spalla. Pronto per partire. Non per dire addio all’Atalanta, deve solo raggiungere la Croazia per le vacanze: «Annata storica, e faticosa. Per una-due settimane niente calcio». Dallo stadio «Roi Baudouin», casa del Belgio, il sorriso di Timo. L’umore è al top, nonostante una panchina (nel 3-0 alla Scozia) forse inattesa: «Però dai, il colpo di testa con il Kazakistan?». Tanta roba: cross dalla sinistra di Mertens, stacco da bomber e primo gol con i Diables Rouges, il 6° in stagione dopo i 5 con la Dea (4 in A e 1 in Coppa Italia). Timothy Castagne ci ha preso gusto, ormai è un altro rispetto al ragazzo che dal 26 settembre al 22 dicembre aveva giocato solo 213’ in campionato: «Dura, ma non ho mai mollato. E con l’aiuto del mister ne sono venuto fuori». Oggi è un nazionale valutato 20 milioni (contratto fino al 30 giugno 2021 a 550.000 euro più bonus), è logico che il telefono squilli. E qui si va al mercato, tema sul quale mostrerà idee chiare.

Il mondo di Castagne si è capovolto.

«Inizio non semplice, psicologicamente l’ho accusato. Poi, dal 2-2 con la Juventus di dicembre, è andato tutto alla grande, con l’Atalanta e la Nazionale. Ora sono cotto, devo riposare! (Ride, ndr)».

Tatticamente è una certezza, pure davanti non scherza.

«Sto bene e credo nei miei mezzi, così ci provo. La rete di sabato contro il Kazakistan è stata davvero emozionante, la prima volta non si scorda mai. E poi l’occhio vuole la sua parte: non male quel colpo di testa».

Questa Nazionale è veramente forte.

«Tantissima qualità e concorrenza, ma punto a Euro 2020. Con il lavoro cercherò di essere titolare. Sono fiducioso, pian piano sto acquisendo totalmente le idee del c.t. Martínez».

L’avrebbe mai detto qualche mese fa?

«Decisivi cuore, attributi e i consigli di Gasperini. In allenamento ci davo dentro, soprattutto quando stavo fuori. Il mister osserva, se n’è accorto e ha creduto in me. Sono soddisfatto, penso di aver dato il mio contributo per una Champions storica».

Meglio un girone soft?

«Ma no... tanto cosa cambia? Abbiamo un gioco definito, indipendentemente dall’avversario. Inoltre, mi perdoni: la giochiamo per la prima volta sperando di pescare le più deboli? Così suona male. Quindi sotto a chi tocca, vogliamo capire a che livello siamo».

Parole da leader vero.

«A Bergamo sto benissimo, non l’ho mai nascosto. Adesso stiamo trattando per il rinnovo di contratto, credo sia stato giusto iniziare a parlarne a campionato concluso. Sono tranquillo, vedremo quali saranno i segnali della dirigenza».

Il Napoli bussa ancora?

«Penso lo abbia fatto alla porta del mio agente, non so molto altro».

A quanto risulta, le proposte sono anche inglesi.

«La Serie A è un torneo molto competitivo, mi piace, ma un giorno vorrei misurarmi con la Premier. E sulle offerte, sarò onesto: in generale non mancano, ma la priorità è l’Atalanta».

Cosa rappresenta il rinnovo di Gasperini?

«Fondamentale che sia rimasto, il progetto va forte. L’anno scorso, soprattutto in attacco, non c’era ampia scelta. Se fosse mancato uno tra Gomez, Ilicic e Zapata sarebbe stato un problema. L’intenzione è mantenere questa ossatura, aggiungendo 3-4 calciatori di alto livello. Dopo un 2018-2019 straordinario, è importante che la società stia andando in questa direzione».

Nelle ultime ore c’è stata l’accelerata per Muriel.

«Ho letto anche io, speriamo! Che giocatore, veramente forte. È in grado di fare la differenza sia da titolare che subentrando. Può spaccare le partite, uno come lui sarebbe perfetto».

Conosce Osimhen?

«Il ragazzo nigeriano? Non particolarmente, so che con il Charleroi ha segnato 20 gol. È un giovane interessante».

C’è tutto nel borsone?

«Magari... Torno a Bergamo a recuperare delle cose, poi si parte». Per due settimane niente calcio. Per Timo e Camille, la fidanzata lì a pochi passi, solo la Croazia e le meritate vacanze.