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Consigli si sposa e mette la cintura di inviolabilità alla porta:"Il merito è di tutta la squadra"

07.03.2012 07:02 di Luca Ronchi  articolo letto 4883 volte
Fonte: L' Eco di Bergamo
Consigli si sposa e mette la cintura di inviolabilità alla porta:"Il merito è di tutta la squadra"

Domenica ha fermato il re dei bomber con una parata da fuoriclasse, ieri ha passato il giorno libero a organizzare il suo matrimonio e non è stata un'impresa da meno.
Consigli, ma è stata più faticosa la partita di Udine o trovare il vestito?
«Domenica è stata una fatica più mentale, quella di oggi (ieri, ndr) è stata più fisica. Ma ce l'ho fatta: ho trovato il vestito per me».

A quando il lieto evento?
«Il 25 maggio a Roma mi sposo con Alessandra. La proposta gliel'ho fatta io a dicembre, eravamo in città Alta».

Ma la data è fissata o si può ancora spostare? Sa, se Prandelli la chiama agli Europei...
«È fissata, è fissata (ride, ndr). A questo non ci ho pensato. Nel caso remoto che succedesse, chiederò un permesso. Ma vedrete che si farà in tempo a fare tutto, anche il viaggio di nozze».

Lei dice di non pensare alla Nazionale, però Prandelli avrà visto quella parata su Di Natale. Ce la racconta?
«Dopo la spizzata di Ferronetti ho visto che la palla veniva verso di me e c'erano due giocatori dell'Udinese liberi. È stato tutto così veloce che non ho avuto il tempo di pensare a niente. Di Natale ha calciato improvvisamente rubandomi il tempo, io ho cercato di chiudergli lo spazio».

E ha fatto la parata della domenica.
«Sono stato reattivo e ho alzato bene le braccia. Del pericolo corso mi sono reso conto solo dopo. Si vede dalle immagini che apro le braccia come a dire: "Cavolo, regalare una palla gol così al 48'..." dopo che per tutta la partita non si era concesso niente».

Si vede anche Di Natale che le dice qualcosa...
«Mi ha detto: "Ma che parata mi hai fatto?". È una bravissima persona. Fa sempre piacere fare certe parate, ma farle a un campione come lui è una soddisfazione doppia».

Poi è uscito dal campo abbracciato con Handanovic.
«Ci conosciamo da tempo. Io ho preso il suo posto a Rimini e il mister dei portieri ci paragonava. Anche lui mi ha fatto i complimenti. Un'altra soddisfazione».

E i suoi compagni?
«Subito dopo la parata sono venuti ad abbracciarmi, a dirmi "è tuo, è tuo". E poi negli spogliatoi anche Frezzolini e Polito sono venuti a congratularsi. È stato bello, anche se un portiere poi deve analizzare la partita dal 1' al 90' razionalmente, non solo per una parata».

Però una parata al 90' vale più di una al primo minuto, non crede?
«È decisiva, ma speriamo non ricapiti più».

Però un portiere è solo in questi casi che può esultare come se avesse fatto un gol.
«Ma io non sono il tipo che esulta per una parata. Altri portieri lo fanno, ma mi sembrerebbe solo un modo per evidenziare la parata. Io sono più tranquillo, le esultanze le lascio fare agli attaccanti».

Intanto ha la difesa meno battuta del ritorno.
«Perché stiamo facendo bene tutti: guardate Denis che pressa, Marilungo che fa un lavoro incredibile e i nostri esterni che tornano a fare i terzini. Senza il gol della Roma, sarebbero 5 partite di fila senza prendere gol».

Quel gol di Borini le brucia ancora?
«Dovevo fare molto meglio. Nell'arco di una stagione capita di prendere gol brutti. I miei compagni vincendo non hanno fatto pesare quell'errore».

E lei li ha ripagati a Udine.
«Non c'è bisogno di ripagare nessuno. Il mister dice sempre che se qualcuno dà il 90%, ci deve essere un compagno che dà il 110%. Quando uno sbaglia, un altro mette una pezza. Da noi funziona così».
 


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