Da Petagna a Zapata, come cambia l'attacco del Gasp

01.08.2018 04:38 di Luca Ronchi  articolo letto 2862 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Da Petagna a Zapata, come cambia l'attacco del Gasp

IL CONFRONTO A prescindere dall’utilizzo a Sarajevo, Zapata porta qualcosa di nuovo nell’attacco nerazzurro. Di sicuro le sue caratteristiche sono diverse da quelle di Petagna, suo predecessore nel ruolo di centravanti. Andrea, che è appena passato alla Spal, garantiva un prezioso lavoro di raccordo, era molto utile spalle alla porta, sapeva assecondare i movimenti dei compagni e in particolare creava spazi importanti per gli inserimenti dei centrocampisti. Il problema è che segnava poco e ci sono partite in cui il gioco non scorre fluido, i movimenti non funzionano e allora serve il centravanti capace anche di arrangiarsi e di fare gol sporchi. Nemmeno Zapata è questo tipo di centravanti, non ha l’implacabilità dei cannonieri classici, però ha una diversa familiarità con la rete rispetto a Petagna. Il colombiano ama correre verso la porta mentre l’italiano viene incontro ai compagni; Zapata cerca la profondità e l’uno contro uno con i difensori, retrocede meno e preferisce il centro-sinistra mentre Petagna (mancino) si allarga preferibilmente a destra. Sarà interessante vedere come Gasperini modificherà la manovra per esaltare le caratteristiche di Zapata, la cui progressione sarà un’arma importante in una delle classiche giocate nerazzurre: anticipo alto dei difensori e rapida combinazione verticale per sorprendere gli avversari. Cristante non c’è più, di Pasalic vanno valutati i movimenti verticali senza palla, ma nel frattempo Gasperini può illuminarsi nell’ipotizzare un tridente Ilicic-Zapata-Gomez che mette insieme qualità, tecnica, potenza e pericolosità nel tiro. Non manca quasi nulla, anche per questo l’Atalanta deve andare avanti in Europa League. E poco importa che a Sarajevo mancherà Ilicic e ancora non si sa se Zapata giocherà dall’inizio.