Dal 18 dicembre un libro sui 110 anni dell'Atalanta. Gomez:"Il mio idolo era Del Piero. Gasperini importante per la mia carriera". Un film con la Moglie? Meglio la Play (video)

 di Luca Ronchi  articolo letto 1898 volte
Dal 18 dicembre un libro sui 110 anni dell'Atalanta. Gomez:"Il mio idolo era Del Piero. Gasperini importante per la mia carriera". Un film con la Moglie? Meglio la Play (video)

I 110 ANNI DELLA DEA SPECIALE GAZZETTA DAL 18 DICEMBRE- L’Atalanta ha 110 anni di storia e La Gazzetta dello Sport ha voluto festeggiarla con un libro. Costerà 12,99 euro e sarà in edicola dal 18 dicembre a Milano, Bergamo e provincia. Per chi non lo trovasse o volesse acquistarlo da altre zone d’Italia, basterà andare su primaedicola.it/gazzetta o su gazzettastore.it

GOMEZ:"Da ragazzo ammiravo molto Pablo Aimar, un giocatore con caratteristiche simili alle mie: trequartista, non tanto alto e rapido. Altri due grandi giocatori che mi hanno ispirato sono stati Juan Riquelme e Alessandro Del Piero. Ricordo anche il grandissimo Parma che vinse la Coppa UEFA: c’erano tanti argentini come Veron, Almeyda, Sensini, Balbo, Crespo senza dimenticare campioni come Cannavaro e Buffon. Simeone? È un grandissimo motivatore, un allenatore di altissima qualità. Mi ha allenato al San Lorenzo e anche a Catania per sei mesi. Ho imparato tantissimo da lui, soprattutto durante il mio periodo in Argentina. Lui mi faceva giocare in un ruolo che non era per me naturale e mi diceva che quando sarei andato in Europa mi avrebbero posizionato proprio lì, come esterno d’attacco. Mi ha insegnato questo ruolo”.

Su Gasperini dico….

“Gasperini è un tecnico importante per me e per la mia carriera. Ha modificato un po’ la mia posizione in campo: ho sempre interpretato il ruolo di esterno d’attacco, difendendo e attaccando lungo tutta la fascia. Da quando c’è lui, con questo sistema di gioco, riesco a farmi trovare più vicino alla porta, per questo segnare di più e fare più assist. Anche livello umano c’è grande intesa e un ottimo rapporto con lui. Volevo giocare a questo livello, in Europa League o Champions League, anche per poter rimanere nella nazionale argentina”.