De Roon è tornato cigno: gol e assist per un de Roon mai così forte

09.05.2018 03:27 di Luca Ronchi  articolo letto 2171 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport

L’inizio è stato complicato, c’era l’anno inglese da dimenticare e una condizione fisica approssimativa visto che, dopo essere arrivato a metà agosto, non aveva potuto svolgere nel modo migliore la preparazione precampionato. I tifosi dell’Atalanta sembravano dubbiosi: «Questo non può essere il vero De Roon». Nelle prime 15 partite è stato tre volte insufficiente e in una sola occasione ha superato il 6. L’inversione di tendenza è arrivata con il girone di ritorno, ma già dopo la partita con l’Inter del 19 novembre, anche se finita con una sconfitta, De Roon sentiva che le cose stavano migliorando: «E’ la prima volta che mi sento bene». Oggi il bilancio è di 3 gol (con Bologna, Spal e Roma), due assist e una media di 6.16. La retrocessione col Middlesbrough è stata definitivamente cancellata.

ROMPE E CREA Contro la Lazio è stato il migliore, a conferma di un invidiabile momento di forma. Gli altri rallentano, lui no. Lui rompe e crea per l’Atalanta che punta all’Europa. L’ assist per Barrow all’inizio della partita, ma non solo: De Roon si è incollato a Lucas Leiva e non l’ha fatto respirare, mettendolo sempre in difficoltà e fermando tutto ciò che gravitava nella mediana. Uno come lui rompe e crea. Una prova di grande livello, se il possesso palla dell’Atalanta ha superato il 57 per cento gran parte del merito è suo. Con il lavoro quotidiano e tantissima applicazione, le prestazioni sono così tornate su grandi livelli. Era anche questione di tempo: Marten doveva abituarsi a un modo di giocare diverso rispetto alla prima esperienza di due anni fa con l’Atalanta: non più play davanti alla difesa, come giocava anche in patria, ma uno dei due di centrocampo. Mai stato così bene, mai stato così forte e sicuro di sé. «La passata stagione tanti ci vedevano come una sorpresa e giocavano in modo aperto; ora tutti si chiudono e ci aspettano», spiegava tempo fa dopo le prime difficoltà.

IN NAZIONALE E poi c’è la Nazionale. L’Olanda è nel mezzo di una grave crisi generazionale. Niente Mondiale, come per l’Italia. E così anche gli Oranje stanno sperimentando elementi che fino a questo momento non hanno mai trovato troppo spazio. E’ il caso di De Roon, convocato con Hateboer per le due amichevoli dello scorso marzo contro Inghilterra (è rimasto in panchina) e Portogallo (22 minuti). In totale sono tre presenze, 69’ giocati con 2 ammonizioni (7, e un’espulsione in questo campionato). La dimostrazione che non si tira mai indietro.

IL FUTURO Con Cristante in probabile partenza verso una grande squadra, De Roon è destinato a confermarsi un punto fermo dell’Atalanta del futuro. In questo anno non molto semplice ha cercato alternative tattiche, proponendosi come centrocampista offensivo. Non solo diga, ma anche incursore, modello Cristante. E’ diventato pure rigorista, col ritiro del Papu Gomez il secondo dietro Ilicic: è andata bene con la Spal, decisamente peggio a Benevento dove Marten ha sbagliato scivolando goffamente sul dischetto. Cose che capitano anche ai migliori.