De Roon:"Torniamo a vincere, tre partite per la svolta"

18.10.2018 12:06 di Luca Ronchi  articolo letto 1406 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
De Roon:"Torniamo a vincere, tre partite per la svolta"

«Ma cosa vuol dire…». Il suo sguardo, non conoscendo il significato di quella parola, diceva così. Un attimo di silenzio, spiegazione del termine in questione, poi: «Mi piace! Chi è più “martello” di noi olandesi?». Anche per questo De Roon vuole dare di più. Classe ‘91 di Zwijndrecht. Olanda meridionale, una delle province più industrializzate del Paese. Lì si lavora duro: «Zero paura e giocata decisiva, Gasp lo pretende». In maglia Dea 96 gare dal 2015. In mezzo il Middlesbrough, stagione 2016/2017: «Uno sbaglio». Dirà poi perché. Marten ha appena visto dalla panchina l’1-1 col Belgio di martedì: «Non ho giocato, spiace, ma tanta roba quel 3-0». Sabato in Nations League, 90’ in campo e Germania k.o.: «Che partita, sono doppiamente felice». Ora pullman e hotel lo aspettano, c’è da riposare. Al mattino volo Bruxelles-Milano, nel pomeriggio seduta a Zingonia col Chievo nel mirino: «Match da non fallire».

De Roon, la fiducia di Koeman non manca.

«Che gioia esserci. Con la Germania era la prima da titolare, vincere così raddoppia la soddisfazione. Quel 3-0 spiega molto circa le differenze con la Nazionale di qualche anno fa».

Questione di qualità?

«Pensate ai campioni del passato, oggi è diverso. Il c.t. ha compattato il gruppo mettendo da parte la giocata in favore della coesione. Questa è la forza dell’Olanda attuale».

«Entusiasmo arancione», ma in nerazzurro?

«Sono ottimista, abbiamo steccato solo con Cagliari e Spal. Meriteremmo un’altra classifica».

Come spiega questi 6 punti?

«Dicono che la salvezza sia un traguardo scontato al netto del nostro valore, ma la realtà va accettata. Prima scaliamo le posizioni, poi eventualmente punteremo ad altro. Ora che senso avrebbe pensare all’Europa?».

Parole di resa?

«No, prendo atto della situazione. Inoltre bisognerebbe fare i conti con squadre come Lazio, Samp e Fiorentina. Facile parlare a tavolino, la A è tosta. Iniziamo a far punti pensando a una gara alla volta».

Chievo-Atalanta: per entrambe vietato fallire.

«Nuovo tecnico, in casa sono forti e devono vincere. Per noi è lo stesso, ma ho fiducia. Senza passare per presuntuoso, siamo superiori sia a Chievo che a Parma e Bologna che affronteremo prima dell’Inter. Nelle prossime tre si può svoltare, questa chance non va sprecata».

Tanto gioco, niente gol: il «ritornello» non cambia.

«Con la Samp un dominio, se fossimo andati in vantaggio avremmo vinto. Ma in Italia, se non segni, ti puniscono».

De Roon che voto dà a De Roon?

«Mi sento bene, fisicamente e mentalmente, ma so che posso dare di più. A volte sono timido nella giocata, in questo Gasperini mi “martella”. Vuole che giochi guardando avanti, prendendomi anche dei rischi. Il “compitino” non gli basta».

Un passo indietro: perché la Premier nel 2016?

«Vista da fuori è il miglior torneo al mondo, ne fui attratto, ma il campo è un’altra cosa. L’Italia è l’ideale per le mie caratteristiche».

«Pronto, Marten? Sono José...», andò più o meno così?

«Spese belle parole nei miei confronti («È fenomenale», dopo Boro-United nel marzo 2017), ma nessun seguito. Fu comunque un grande onore ricevere i complimenti da parte di un big come Mourinho».

Capitolo mercato: qualcosa da segnalare?

«Contratto fino al 2021 con opzione per un altro anno. A Bergamo mi trovo bene, mia moglie è incinta e siamo molto felici». Fuori dal campo non manca nulla, all’interno si punta al salto di qualità. Marten, olandese di Zwijndrecht, lo sa bene. Doveroso per chi vuole essere un vero «martello».