Gasperini lo ami o lo odi, ma non allenerà mai una grande. Bravo allenatore, ma pessimo esempio di sport. La sapete l'ultima?

12.03.2019 18:10 di Luca Ronchi  articolo letto 2019 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Gasperini lo ami o lo odi, ma non allenerà mai una grande. Bravo allenatore, ma pessimo esempio di sport. La sapete l'ultima?

LA FURIA DEL GASP: LA SUA FORZA È IL SUO LIMITE (E VICEVERSA)

 

Dimmi come alleni e ti dirò chi sei. Il Liverpool è spensierato, come il suo timoniere, l’anticonformista Klopp. Il Manchester City gioca un calcio cerebrale e rispecchia il suo tecnico, il dotto Guardiola. La Juve in Italia imperversa perché cinica e sgamata, nel solco di Allegri. L’Inter è massiccia, ha fisico forte e pensieri complicati, e un po’ riflette il modo di essere di Spalletti. L’Atalanta è furiosa, come il suo allenatore, Gian Piero Gasperini. Gasp a Genova l’ha combinata grossa. Ha protestato troppo per un rigore che ci stava ed è stato espulso: pazienza. È uscito tra fischi e insulti dei tifosi doriani che lo detestano in quanto ex genoano; le telecamere hanno intercettato i suoi labiali durante la camminata verso gli spogliatoi e diciamo che Gasp non si esprimeva con linguaggio da Buckingham Palace: pazienza un’altra volta. Poi, all’imbocco del tunnel, ha dato una brutta spintonata a Massimo Ienca, segretario della Samp, che è caduto a terra e si è fatto male: qui niente pazienza, Gasperini ha sbagliato e sarà punito (articolo scritto prima della sentenza vergognosa ndr). Nessuno può usare violenza, non c’è attenuante che tenga, neppure la vecchia ruggine tra lui e Ienca. Gasperini lo sa e ieri, a rabbia sbollita, ha preso le distanze dal brutto gesto. La furia è il limite di Gasp. Da giocatore era un centrocampista bravo, illuminato e duro al contrasto: durante un Pescara-Napoli del 1989 colpì sua maestà Maradona con una manata involontaria al volto - ferita al labbro, punti di sutura - e venne fuori un putiferio. Bianco o nero, non c’è grigio con Gasp. Chi lo ama lo segue, gli altri resistono finché possono, poi se ne vanno. La furia è il limite di Gasperini, ma è vero il contrario. Questo suo difetto, l’impetuosità, il prender di petto tutto e tutti, è anche la sua forza. Ogni squadra di Gasperini riuscita bene - il Genoa a più riprese, l’Atalanta contemporanea - ha ottenuto risultati e entusiasmato tifosi e critica perché ha fatto dell’aggressività il proprio tratto distintivo. Le squadre gasperiniane sono feroci, braccano l’avversario ovunque e senza tregua. Dante Alighieri, nella Divina Commedia, colloca gli iracondi all’inferno, nella palude del fiume Stige. Uomini condannati a lottare in eterno tra loro. In fondo una rappresentazione del calcio kombat di Gasperini, dentro e fuori campo.

PS- Sapete l'ultima del tifoso atalantino? Gasperini ha preso solo una giornata, perchè sennò dovevano darla a cnhe a Gattuso. Ora ditemi come definire gente che scrive queste cose. Gattuso è stato scagionato dallo stesso Meggiorini che si è assunto le colpe. Gattuso è uscito dal campo senza aprire bocca e nessun cenno di protesta. Siamo davvero al ridicolo nerazzurro!