Gasperini manca di rispetto al Torino:"Vittoria casuale", ma ecco i motivi per cui Mazzarri ha dato scacco matto al Gasp

03.09.2019 18:32 di Luca Ronchi   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport
Gasperini manca di rispetto al Torino:"Vittoria casuale", ma ecco i motivi per cui Mazzarri ha dato scacco matto al Gasp

LA PARTITA VISTA DALLA SPONDA GRANTA, MI TROVA COMPLETAMENTE D'ACCORDO. Gasperini come al solito non ammetterà mai le sue colpe nemmeno sotto torutra, è sempre colpa dei giocatori, della cattiva sorte o dell'arbitro. invece dietro alla vittoria granata c'è ben altro e di molto concreto per il futuro del campionato. 

A caldo, con l’adrenalina ancora in circolo e l’amarezza nel cuore, l’allenatore sconfitto, Gian Piero Gasperini nella notte di Parma ha definito il colpaccio del Torino «casuale», frutto cioè «di episodi favorevoli ai granata e sfavorevoli ai nerazzurri». Punto di vista rispettabile, naturalmente, specialmente se si considera che l’Atalanta si era trovata sul 2-1 e dava l’impressione di poter controllare la sfida. Ma chi segue la squadra granata dall’inizio della preparazione può altrettanto legittimamente annotare come questa partita abbia fatto registrare una svolta significativa per atteggiamento tattico e psicologico: Mazzarri ha talmente tanta fiducia nei suoi uomini da aver rinunciato a qualsiasi accorgimento per evitare il 3 contro 3 difensivo che si era creato fin dal primo minuto determinando un lavoro extra per SuperSirigu. Persino quando Zapata ha «maltrattato» sul piano atletico il rientrante Djidji per andare a realizzare il suo secondo gol, l’allenatore del Toro ha insistito sull’impostazione di partenza. Nessun paracadute per i tre difensori (Izzo contro Gomez e Bonifazi su Ilicic gli altri duelli) in maniera da poter attaccare con tutti gli altri giocatori la linea arretrata di Gasp.

Certo, Berenguer si è inventato un gol fantastico rimettendo subito il punteggio in parità. Però anche sul 2-2, Mazzarri non ha pensato a portare a casa un punto. Eppure aveva in campo quasi tutti i reduci da Wolverhampton, giocatori rientrati all’alba di venerdì dall’Inghilterra e arrivati al Tardini dopo una sessione di «bagni e massaggi» e un allenamentino di rifinitura. C’erano tutte le condizioni, insomma, per ordinare una cauta ritirata ai limiti dell’area in modo da difendere tutti assieme il prezioso pareggio. «Ma no, voglio provare a vincerla» è stato il messaggio del tecnico toscano ai suoi. E l’hanno vinta. Con una prestazione del genere magari avrebbero sbancato pure il Molineux inglese, ma ormai è inutile guardare indietro. Se non per memorizzare un dato statistico, operazione che può rivelarsi assai utile.

Interpretazioni

I due successi ottenuti in questo avvio dal Toro sono arrivati tra un impegno di Europa League e l’altro e perciò sono doppiamente significativi e incoraggianti. Come ha sottolineato Sirigu domenica sera «questa squadra ha ormai assimilato una mentalità vincente che la porta sempre a puntare al massimo. E c’è spazio per nuovi arrivi». Cioè Laxalt per il centrocampo e Verdi in avanti: benvenuti. Peccato per il caso Nkoulou, creato dal giocatore, «uno dei difensori più forti del campionato» come ha sottolineato Belotti. Ma se il camerunese non chiede scusa al mondo Toro, quest’anno giocherà solo ai giardinetti con i figli.

E TUTTO QUESTO SENZA 5 TITOLARI. COMPLIMENTI AL TORO ANCHE SE VOI TIFOSI NON LO DIRETE MAI.