Il campionato non è la Champions, giocar bene non è garanzia di vittoria. Lazia sontuosa, la classifica si allunga. Kulusevski e Pessina straordinari. A Brescia non chiamiamolo derby.

24.11.2019 17:30 di Luca Ronchi   Vedi letture
Il campionato non è la Champions, giocar bene non è garanzia di vittoria. Lazia sontuosa, la classifica si allunga.  Kulusevski e Pessina straordinari. A  Brescia non chiamiamolo derby.

Quanto pesa un risultato di una partita, spesso lo si scopre a distanza di qualche settimana o mese. Chi avrebbe mai detto che a questo punto del campionato, la Lazio fosse avanti di 5 punti all'Atalanta dopo il 3 a 3 di qualche settimana fa? Invece proprio da quel pareggio, i biancocelesti, guidati da un grandissimo allenatore, non si sono più fermati, giocando benissimo, nonostante non abbiano fuoriclasse in rosa o ricambi all'altezza dei titolari. Giocano in campionato e in Europa League, senza pagare più di tanto sulla condizione fisica e mentale. Bisogna solo togliersi il cappello davanti alla Lazio, società che spende poco rispetto alle altre grandi, ma è sempre li a lottare per un posto in Champions o in Europa League.

Cresce dunque il rammarico per quei 3 punti buttati nel cesso, quando con un minimo di attenzione tattica, si poteva oggi avere un gap minore in classifica, segno che il campionato è come una maratona, non basta fare i primi 10km a manetta e poi camminare per i restanti 32. 

CAGLIARI- Se il Cagliari (lo spero perchè se lo meritano), dovesse fare risultato a Lecce, la classifica comincerebbe a farsi complicata per un posto in Champions, con Napoli e Roma in zona Europa League, due clienti scomodissimi.  Sono convinto che alla fine Napoli e Roma arriveranno davanti a Cagliari e Atalanta, soprattutto la Roma gioca bene e ha un bravissimo allenatore. Per quanto riguarda il Napoli, se cacciassero Ancelotti, sarebbe meglio. Il mister reggino è molto sopravvalutato, ha vinto con squadre di marziani, ma con quelle meno farcite di fuoriclasse, ha sempre fatto stagioni normali o deludenti. Si ostina a giocare con il 4-4-2 con giocatori che non sono adatti a questo schema di gioco. 

L'Atalanta deve capire che a volte è meglio giocar male, ma portare a casa punti che fare la diva, restando a bocca asciutta. Vince e guadagna chi segna e arriva in Champions, non chi gioca bene. 

PARMA- Il Parma possiamo considerarlo un'altra sorpresa del campionato. Gli emiliani, trascinati da un immenso Kulusevsky che Gasperini ha bocciato dopo 2 partite no, giocate per altro fuori ruolo, oggi a pochi secondi dalla fine erano in zona Europa League. Con lo svedese, si è messo in luce pure Pessina al Verona. Quanto servirebbero oggi a centrocampo queste due alternative. Gasperini faccia pace con il cervello e decida se vuole una rosa più ampia o meno. Con 2 impegni da affrontare, forse qualche giocatore in più più avrebbe fatto comodo. 

Un cenno pure  Mancini che forse è il primo giocatore uscito dall'Atalanta che sta dimostrando tutto il suo valore. Anzi, a Bergamo non giocava nemmeno titolare, a Roma vince (Gasperini sarà pentito?) e segna. 

BRESCIA- Sabato ci sarà Brescia-Atalanta. Lo chiamano derby, ma non lo è per nessun motivo. E' più vicina Milano di Brescia. A livello sportivo, tra Atalanta e Brescia c'è un divario abissale in tutto. Però bisognerà stare molto attenti perchè il Brescia è già alla penultima spiaggia, una sconfitta sarebbe una mezza condanna alla B. Giocheranno la partita della vita e non poteva che esserci avversario migliore che l'Atalanta per ricaricare l'ambiente.