Il pagellone del mercato secondo la Gazzetta dello Sport. Il Brescia vince il derby con l'Atalanta

04.09.2019 04:41 di Luca Ronchi   Vedi letture
Il pagellone del mercato secondo la Gazzetta dello Sport. Il  Brescia vince il derby con l'Atalanta

Un ex aequo per un mercato vissuto in maniera forsennata. Con tanti colpi ben assestati, ma anche con qualche occasione mancata e alcuni difetti qua e là. Inter e Juve (in ordine alfabetico) meritano la leadership estiva, anche se un senso di incompiutezza le accompagna. E ciò spiega quell’8- in comune.

Le duellanti

I bianconeri si sono assicurati De Ligt per 75 milioni, nonostante una concorrenza al top. E anche per i parametri zero Rabiot e Ramsey c’era ressa. Nel mezzo ci sono cessioni per circa 130 milioni di euro, con plusvalenze intorno a quota 90. Ciò ha aiutato a colmare il disavanzo di gestione, ma resta l’ombra dell’overbooking. Il nodo che darà ancor più lavoro a Sarri... E poi c’è la chimera Icardi. Paratici lo ha messo nel mirino in maniera esplicita, ingaggiando un duello con Marotta che ha prodotto una lunga guerra di posizione. Ora l’a.d. nerazzurro chiude con una soluzione di ripiego più che onorevole. L’Inter allontana la causa con Wanda e libera lo spogliatoio dopo le uscite di Nainggolan e Perisic, gli altri leader di una stagione malata. La cura dimagrante, con l’avvento «del top player» Antonio Conte, permette di voltar pagina. Ma è anche vero che se Lukaku è il testimonial delle ambizioni di Zhang (65 milioni più 10), anche il parametro zero Godin fa la differenza. Come l’ingaggio dei nazionali Barella e Sensi. Eppure sarebbe servita almeno un’altra pedina a centrocampo per pensare davvero ad un tentativo di sorpasso. Così sulla carta si equivalgono: sul campo...

Un mare di soldi

Dietro di loro c’è una Serie A vivace, con una spesa complessiva di 1.100 milioni: un record, anche se in leggera crescita rispetto agli ultimi cinque anni. A trainare stavolta non sono solo le big, visto che le spese sono state ripartite anche tra le società con un fatturato inferiore. Evidentemente il 7 al Torino co-capolista è dovuto soprattutto alla ciliegina Verdi, un’operazione che dà il meglio a Mazzarri e rafforza le mire granata. Anche il Napoli (7) merita una citazione. A De Laurentiis non è riuscito l’affondo per Icardi, ma ha fatto la spesa più alta di sempre per Lozano, come i 36 milioni spesi per l’affidabile Manolas. Di Lorenzo e Llorente completano il puzzle di una squadra che ha tutto per competere su tutti i fronti: senza dimenticare mai che il conteso Koulibaly è rimasto dov’è.

Bravo Cellino

A sorpresa nei quartieri alti c’è anche il Brescia (7-) per il coraggio di Cellino. Ha puntato soprattutto sulla rinascita di Balotelli, ha tenuto Tonali e con il portiere Joronen e il difensore Chanchellor pare proprio abbia fatto centro. Investimenti oculati, insomma, per un progetto a medio termine. Tra le neo-promosse il Verona (5) ha giocato al risparmio e non è un bel segnale, a prescindere dal buon avvio. Invece il Lecce (6-) ha investito tanto, ma non si nota il colpo d’ala. Babacar s’integrerà? Il dubbio resta. Genova stavolta ha due facce. La Samp (5,5) ha mosso tanto, ma non si segnalano arrivi di peso. Forse ha inciso la trattativa per la cessione del club, ma non si notano sussulti. Al contrario Preziosi ha rivoltato il Genoa (7-). L’ex Ajax Schone è il fiore all’occhiello di una campagna che ha portato Pinamonti e ha difeso Kouame.

Viola rinnovata

Nella media borghesia del campionato va sicuramente inserita la Fiorentina (6,5) che ha in Ribery il leader del nuovo corso. Per Commisso tanti volti nuovi, tanti giovani di qualità e soprattutto la conferma di Federico Chiesa, garante del nuovo patto con il mondo viola. Anche a Cagliari (6,5) c’è un’aria frizzantina. Il sacrificio di Barella ha permesso di riportare a casa Nainggolan e di scommettere su Nandez e Rog. In extremis anche l’arrivo di Simeone per sostituire l’infortunato Pavoletti. La Roma (6,5) chiude in bellezza con Mkhitaryan e vara una rifondazione che punta sui giovani e ha difeso il bomber Dzeko. Sul fronte Lazio (6,5) Lazzari e Jony sono le novità più attese, ma Lotito ha confermato Milinkovic, Correa e Luis Alberto.

Dubbi rossoneri

Da promuovere pure il Sassuolo (6,5) che ha rinnovato l’attaccante con i collaudati Caputo e Defrel e ha puntellato la difesa con Chiriches. Il Parma (6,5), ha confermato i migliori della salvezza e ha portato a casa Darmian. Il Milan (6-) ha chiuso con Rebic, ma basterà? Bennacer dà fiducia. Restano le incertezze di mesi, di rincorse inutili. L’Atalanta (6+) ha tenuto gli eroi della Champions, ma Muriel è sufficiente per Gasp? Il Bologna (6+) ha dato continuità alla semina di Mihajlovic, curiosità per i nuovi. Per l’Udinese (5,5) non si notano investimenti di rilievo, anche se ha tenuto De Paul. Ala Spal (5,5) manca un cambio di passo.