Il vomito continua. altri scandali nel calcio. Costretti a pagare per giocare in B

31.03.2018 12:25 di Luca Ronchi  articolo letto 1852 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport
Il vomito continua. altri scandali nel calcio. Costretti a pagare per giocare in B

Massimo Giletti continua il viaggio sul calcio marcio a Non è l’Arena, in onda ogni domenica su La7 in prima serata. Domani tornerà sulle proposte indecenti di alcuni procuratori che chiedono soldi alle famiglie per far giocare il figlio promettente. Un argomento scivoloso, affrontato due mesi fa con il calciatore siciliano Filippo Cunsolo che ci ha messo la faccia accettando la telecamera nascosta. Un procuratore (bippato) gli ha chiesto trentamila euro per giocare, ma all’appuntamento con la valigetta c’era anche Luca Sgarbi, autore dell’inchiesta di La7, e il procuratore se l’è data a gambe levate.

L’INTERVENTO DEL SASSUOLO «Un servizio che ha toccato diverse persone – racconta Giletti – tanto che ci sono arrivate centinaia di mail di genitori che si sono sentiti ingannati». Un filmato inquietante che però ha ottenuto un risvolto positivo. «Ci ha chiamato l’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, che dopo aver visto la puntata ha proposto a Filippo uno stage estivo con la squadra. Un bel segnale».

CASO SCOTTANTE Ma il vaso di Pandora è scoperchiato e domani sarà di scena un altro caso scottante. «Un procuratore ha contattato la mamma di un giovane che gioca in una formazione veneta – continua il giornalista –. “Se ci porti trentamila euro lo facciamo ingaggiare da una squadra di Serie B”, ha sentenziato. La signora, che ha ricevuto anche squallide avance sessuali, dopo varie telefonate ha fissato un appuntamento e svelato tutti i retroscena. È stata molto coraggiosa. Domani ad un certo punto ci fermeremo, ma abbiamo tanto materiale, molte immagini per realizzare un’altra puntata. Il problema è che non è una storia eccezionale, dalle lettere che abbiamo ricevuto abbiamo capito che è un fenomeno dilagante che coinvolge diverse famiglie».

SQUALIFICATO Immagini e parole sconcertanti. «Molti pensano di rimanere impuniti tant’è che l’ex dirigente ricattatore, squalificato, spiega con nonchalance: “Tutti sanno che sono stato condannato, ma mi fanno lavorare lo stesso, l’importante è che io non figuri”», conclude Giletti. Un’altra vicenda allarmante che sarà approfondita in studio. Tra gli ospiti il procuratore Raffaele Cantone, Filippo Cunsolo, Carolina Morace, Claudio Pasqualin, e i giornalisti Massimo Caputi e Roberto Perrone.