L'Atalanta passa dal Tango alla Samba: 4 nomi brasiliani nel mirino. Il vice Gomez a un passo. Nazionale, no Var no mondiale. Anche l'Atalanta è complice della disfatta.

 di Luca Ronchi  articolo letto 2757 volte
L'Atalanta passa dal Tango alla Samba: 4 nomi brasiliani nel mirino. Il vice Gomez a un passo. Nazionale, no Var no mondiale. Anche l'Atalanta è complice della disfatta.

Dopo la figuuuuura di meeerda (Emilio Fede cit), fatta dall'italia, dove in 190' è riuscita nell'impresa di non fare  un gol alla Svezia, pretendendo di andare al mondiale solo per il businness che gli girava intorno o per diritti acquisiti, ci si rituffa sul campionato. Prima però dite a quell'idiota di allenatore della Ternana, Pocettino, Pochettino, Mourinho dei poveracci come caxxo si chiama,  che aveva definito profughi gli svedesi, ora si dovrebbe un po' (tanto) vergognare. I profughi hanno fame a differenza delle panze piene dei nostri milionari. Ed è per questo che si va poi a sondare i mercati sud americani dove i giocatori crescono con le pezze al culo. 

VAR- la sfida di San Siro fa capire ancora di più come la Var sia indispensabile a certi livelli. Ieri direzione disastro di Mateu Lahoz, per essere al di sopra di ogni sospetto ha ignorato tutto quello che c’era da ignorare in area. Scelta che ha penalizzato entrambe le squadre, ma l’Italia che cercava il gol in avvio può recriminare perché il primo rigore (minuto 8) negato è su Parolo, messo giù da Augustinsson. «Ha preso la palla» dice l’arbitro, ma il replay è impietoso: lo svedese tampona l’italiano. Poco dopo rischia moltissimo Darmian: tocca con la mano larga su un passaggio di Berg. Giudicato involontario, ma si poteva fischiare. Non ci sono dubbi, invece, quando Barzagli cerca e trova il pallone col braccio sull’imbucata di Forsberg (giallo per proteste): da penalty. Nella ripresa altro abbaglio arbitrale: vede un controllo col braccio di Darmian che in realtà stoppa di petto, poi Lustig gli rifila una ginocchiata al petto. Lahoz dà punizione agli svedesi, ignorando un rigore clamoroso: la Var avrebbe rimediato all’evidente errore. Sul resto, rischia il 2° giallo Chiellini per una gomitata.

Alla faccia dei coglioni che sono contro il Var, forse se l'italia avesse avuto quel rigore iniziale per fallo su Parolo, sarebbe cambiata la storia (giustissimo restare a casa eh), così come il rigore clamoroso non dato alla Svezia. E c'è ancora qualcuno che è contro il Var.... Cambi passione e si vergogni di quello che dice. Meglio così, andare ai mondiali in queste condizioni pietose, sarebbe stato peggio. Almeno ora si potrà fare una rivoluzione a partire dai giocatori, primi responsabili. 

COSì COME vengono sverniciati i cultori del possesso palla. Ieri l'italia ha fatto il 75% di possesso palla, nonostante questo, in 190', zero gol contro una Svezia accusata di fare catenaccio da quel fallito di Zenga, ma che ha fatto la sua onestissima partita meritando di andare ai mondiali. Non sono tutti fenomeni alla Gasperini che invece di difendere un vantaggio, va tutto all'attacco prendendo gol in contropiede...

ATALANTA- C'è da sottolineare pure il fatto che in serie A il 56% dei giocatori è straniero, che le società preferiscono andare a cercare giocatori  mediocri all'estero per pagare meno, addirittura nei settori giovanili. In Spagna, i top club, investono il 10% del loro fatturato nei giovani, qui da noi, se si arriva a 10mln (Inter e Juve), è tanto.

L'Atalanta che era il fiore all'occhiello nazionale per il lancio di giovani nel professionismo, ora guarda pure lei altrove, complice di una disfatta che ha radici profonde e che provengono da una mancata progettazione e molta improvvisazione. 

MERCATO- Dopo anni di colonia argentina, l'Atalanta potrebbe aprire una nuova era verdeoro con l'arrivo di qualche giovane brasiliano finito sul taccuino della dirigenza orobica. Su tutti l'esterno sinistro Calazans, già cercato con insistenza quest'estate. Secondo alcuni rumors, il giocatore potrebbe arrivare a gennaio come vice Gomez. 

Valentino Angeloni, capo scouting dell'Atalanta, è in missione in Brasile, dove avrebbe visionato diversi talenti per il club orobico stando a quanto riferisce Sportmediaset. Si parla in particolare di Gustavo Scarpa, trequartista classe '94, Douglas, mediano '97 del Fluminense, Wendell centrocampista '97 (già del PSG) e Marcos Calazans, ala sinistra del '96.

TORNANDO ALLA nazionale, oggi Libero cita un bel de profundis sul calcio italiano che condivido. Alibi, furberie, intrallazzi, vittimismo strisciante, polemiche folli sugli arbitri,  alla fine si pagano caro.

"Qui muore il calcio italiano, condannato dall'improvvisazione, le cattive abitudini, il malcostume di chi pensa che ce la farà per qualche bislacco diritto divino.

Qui muore il calcio italiano. E ci fa male, malissimo, ma guardiamoci in faccia: è dannatamente giusto così.

Qui muore il calcio italiano, figlio dei "pissi-pissi" di Palazzo, degli inciuci, delle furberie, del "io do qualcosa a te e tu dai qualcosa a me", del presidente che sembra il Gatto e il ct che voleva essere la Volpe.

Qui muore il calcio italiano e dispiace per chi ce l'ha messa tutta, per i campioni che 11 anni fa alzavano la coppa più bella e oggi, invece, assaggiano il sapore fetente delle lacrime.

Qui muore il calcio italiano e pretendiamo solo una cosa: capoccioni, per pietà, risparmiateci la fatica di chiedere le vostre teste, se avete un briciolo di dignità levatevi dalle balle in autonomia.

Qui muore il calcio italiano e scusatemi se per una volta non trovo appigli per provare a strapparvi un sorriso, ma questo è un funerale e ai funerali si sta zitti.

Zitti"